11 Paesi contro 478,000 visti russi

The administrative machinery of the Mediterranean remains open, leaving a heavy mark on the shoreline.
Composizione immagine · tobriefSulle spiagge della Costa Azzurra e lungo il litorale spagnolo, i turisti russi prendono il sole mentre i missili colpiscono le città ucraine. Undici Paesi europei hanno deciso di forzare la mano: il 3 giugno hanno inviato una lettera comune alla Commissione europea chiedendo restrizioni vincolanti sui visti Schengen per i cittadini russi, mettendo in luce una falla evidente nel regime sanzionatorio dell'UE che Bruxelles fatica a chiudere.
I numeri dietro la protesta
Nel 2025 i Paesi dell'area Schengen hanno rilasciato 477.878 visti turistici a cittadini russi, quasi il 40% in più rispetto al 2023, il primo anno intero di guerra (EUobserver, GP). Tre Paesi concentrano circa il 75% di quei visti: la Francia ne ha emessi circa 156.500, l'Italia 161.000 e la Spagna 123.000 (Euronews, Quotidiano.net).
La lettera, firmata da Svezia, Danimarca, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Islanda e Norvegia, definisce «profondamente inquietante» che i turisti russi trascorrano le vacanze in Europa mentre «missili e droni continuano a colpire civili e infrastrutture civili in Ucraina» (Euractiv). Il ministro svedese dell'Immigrazione Johan Forssell l'ha detta senza giri di parole: i russi «che sostengono l'invasione su vasta scala della Russia non dovrebbero poter venire in Europa a riposarsi sulle spiagge o a bere vino rosso nei dehors accoglienti dei caffè» (GP).
Un sistema costruito per dividersi
Il nodo è strutturale. Ogni Paese dell'UE decide nei propri consolati a chi concedere un visto; ma, una volta ottenuto un visto Schengen francese valido, un turista russo può viaggiare legalmente in 29 Paesi. L'Estonia ha vietato l'ingresso ai russi nell'agosto 2022 sulla base della normativa nazionale di frontiera (Riigi Teataja) e respinge i cittadini russi al confine indipendentemente dal Paese che abbia rilasciato il visto. La Polonia ha seguito una linea simile. Sono scorciatoie unilaterali, non soluzioni europee.
L'unico strumento collettivo già disponibile, l'articolo 25 bis del Codice dei visti, consente al Consiglio, dove i governi degli Stati membri votano la legislazione dell'UE, di sospendere le agevolazioni sui visti per un Paese. Ma si applica solo quando quel Paese rifiuti di riprendere i propri cittadini presenti illegalmente nell'UE. Non riguarda né la guerra né la sicurezza. L'unica volta in cui l'UE lo ha usato, contro l'Etiopia nel 2024, il dossier riguardava soltanto la cooperazione sui rimpatri (Brussels Times). Per attivarlo serve l'unanimità, il che significa che Francia, Italia o Spagna potrebbero bloccarlo da sole.
Il centro silenzioso e la resistenza mediterranea
Anche la Germania non ha firmato la lettera, pur avendo rilasciato meno di 24.000 visti a cittadini russi nel 2025, il 90% in meno rispetto ai livelli precedenti alla guerra. L'argomento di Berlino, formulato sull'IPG Journal, è che un divieto generalizzato sarebbe «un regalo al Cremlino», perché alimenterebbe la narrativa propagandistica secondo cui «l'Occidente non è diretto contro la guerra, ma contro il popolo russo» (IPG Journal). Yulia Navalnaya, vedova del leader dell'opposizione russa, ha lanciato lo stesso avvertimento (Le Monde).
Francia, Italia e Spagna non hanno dato una risposta formale alla lettera. Secondo Le Monde, il tema «imbarazza» Parigi: fonti diplomatiche sostengono che le sanzioni esistenti già colpiscano le persone inserite nelle liste e che studenti e oppositori non debbano pagare il prezzo di un giro di vite indiscriminato (Le Monde). La posizione italiana risulta ancora più fragile dopo l'arresto di un ex ambasciatore accusato di aver venduto visti Schengen a cittadini russi fino a 16.000 euro ciascuno (Difesa Online).
Una promessa rinviata
La Commissione, con il portavoce Markus Lammert, ha risposto il 5 giugno evocando «misure restrittive mirate sui visti» all'interno di una revisione del Codice dei visti attesa nel 2027, senza però chiarire né la portata dell'intervento né i tempi dell'iter legislativo (Euronews). Anche se la Commissione presentasse la proposta nei tempi previsti, il testo dovrebbe comunque superare il negoziato con il Parlamento europeo, dove gli eurodeputati hanno pieno potere di modificarlo o respingerlo. Francia e Italia potrebbero annacquare la misura in ogni fase.
La coalizione degli undici vuole regole vincolanti prima della prossima estate. La Commissione offre una promessa per l'anno prossimo. In mezzo ci sono un'altra stagione turistica e un altro mezzo milione di visti che il fianco orientale considera un cedimento morale e di sicurezza, mentre le coste mediterranee registrano come entrate. L'UE sanziona la Russia con una mano e timbra visti turistici con l'altra. Finché il Codice dei visti non cambierà, non esiste un meccanismo capace di sciogliere questa contraddizione.
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