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TECH_SCIENCE01 / 05 · storia del giorno3 min · 914 parole · 34 fonti

Oceani a 21.07°C, estate record in Europa occidentale

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Scritto dall IAto brief AI · 11 settembre 2026, 02:50
Come è stata scritta

The instruments remain afloat as the climate beneath them changes.

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Ad agosto gli oceani del pianeta hanno raggiunto la temperatura più alta mai registrata per questo mese. Tra i 60° sud e i 60° nord, la media delle acque superficiali si è attestata a 21,07 °C, eguagliando il primato mensile del marzo 2024 nell’era satellitare e superando di 0,09 °C il precedente massimo estivo dell’agosto 2023, secondo Copernicus. La temperatura media globale dell’aria in superficie è stata di 16,96 °C, circa 1,65 °C oltre i livelli preindustriali del periodo 1850-1900. Insieme al luglio 2023, è stato il joint warmest calendar month registrato da ERA5, la rianalisi europea che integra osservazioni provenienti da satelliti, palloni aerostatici, aerei e stazioni meteorologiche con un modello previsionale, così da ricostruire una serie globale coerente.

Un solo mese oltre 1,5 °C non comporta il superamento della soglia fissata dall’Accordo di Parigi, che riguarda un riscaldamento persistente nell’arco di decenni, non l’andamento meteorologico di una singola stagione. Agosto, però, non è stato un picco isolato: ha chiuso un’estate che ha riscritto i record dell’Europa occidentale.

Perché il caldo ha alimentato sé stesso

Secondo Copernicus, la temperatura media tra giugno e agosto nella regione compresa fra il Portogallo e le Alpi è stata la più alta mai rilevata, surpassing 2003. Nel complesso, l’Europa ha vissuto condizioni meno estreme: agosto è stato il quarto più caldo e l’estate la terza più calda, alle spalle del 2024 e del 2022. A distinguere la parte occidentale del continente è stata la persistenza, dovuta a sistemi di alta pressione rimasti per mesi quasi immobili sulle stesse latitudini.

Quando si instaura un blocco atmosferico, l’aria discendente ostacola la formazione di nuvole e precipitazioni, permettendo al sole di riscaldare il terreno giorno dopo giorno. Una volta prosciugato, il suolo perde l’equivalente della traspirazione: invece di disperdere calore attraverso l’evaporazione dell’acqua, trasforma una quota maggiore della radiazione solare direttamente in calore. È un meccanismo di retroazione ampiamente documentato dalla climatologia (Seneviratne et al.).

In luglio Copernicus ha rilevato un’umidità del suolo ai minimi storici (record-low July soil moisture) in alcune zone della penisola iberica, della Francia, della Germania, dell’Austria e dell’Ungheria. È noto che l’interazione fra il riscaldamento causato dalle attività umane, la persistenza dei blocchi atmosferici e terreni eccezionalmente secchi intensifichi gli estremi di calore, anche se nessuno studio ha ancora quantificato il contributo specifico di ciascun fattore alle temperature del 2026. Le piogge arrivate a fine agosto hanno dato un po’ di sollievo, ma i rovesci localizzati non potevano colmare deficit accumulati in tre mesi.

Una stagione misurata sulla durata

La Francia offre il quadro nazionale più netto. Météo-France ha rilevato una temperatura media estiva di 24,0 °C, ben 3,6 °C sopra la media del periodo 1991-2020 e la più alta dall’inizio delle rilevazioni, nel 1900. Il precedente primato, i 23,1 °C del 2003, è stato superato di 0,9 °C, un margine insolitamente ampio per una media nazionale calcolata su tre mesi. Tra metà giugno e fine agosto, tre distinte ondate di calore si sono protratte complessivamente per 53 giorni, contro i 33 del 2022; le stazioni hanno inoltre registrato 178 crossings of 40°C, il doppio rispetto al 2003, mentre le precipitazioni estive sono rimaste circa il 40% sotto la norma (Météo-France).

Questi dati si riferiscono a due parametri di confronto diversi, che occorre distinguere. Lo scarto di 3,6 °C è calcolato rispetto al clima recente, quello del trentennio 1991-2020; la stima di attribuzione elaborata attraverso i modelli di Météo-France colloca invece l’estate a circa 5,0 °C sopra le condizioni preindustriali, dei quali approssimativamente 2,4 °C — con un intervallo compreso fra 1,8 e 3,0 °C — sarebbero riconducibili al cambiamento climatico di origine umana. Il climatologo del CNRM Aurélien Ribes ha proposto una chiave di lettura efficace: in termini assoluti il 2026 è stato più caldo, ma less exceptional relative to today's shifted climate di quanto il 2003 lo fosse ai suoi tempi. È il livello di partenza ad essersi alzato.

Con una media di 24,5 °C, la Spagna ha registrato l’estate più calda dall’inizio della serie AEMET nel 1961, trascorrendo 61 giorni all’interno di episodi ufficialmente classificati come ondate di calore, distribuiti su quattro eventi (AEMET). Il solo agosto si è però fermato al sesto posto fra gli agosti più caldi del paese, a conferma che il record è nato dalla continuità del caldo, non da un unico picco. Alla stazione di riferimento di De Bilt, nei Paesi Bassi, la temperatura media stagionale è stata di 19,3 °C, la warmest since 1901; un luglio quasi privo di piogge ha inoltre portato le precipitazioni cumulate nella fascia del 5% degli anni più secchi.

Ciò che il caldo ha lasciato dietro di sé

Come reported in July, già a luglio gli incendi avevano costretto a evacuazioni e all’impiego dei mezzi della protezione civile europea in Francia e Spagna. Il bilancio provvisorio spagnolo fino a metà agosto indicava 254,730 hectares bruciati, il 13,8% in meno rispetto allo stesso momento del 2025. Caldo e siccità preparano il terreno; inneschi, vento e capacità d’intervento determinano poi l’entità dei danni.

I dataset globali indipendenti di NASA, NOAA e Berkeley Earth non hanno ancora pubblicato i dati di agosto, mentre il risultato quasi in tempo reale di ERA5 potrebbe essere rivisto. Le informazioni disponibili descrivono comunque un’estate nella quale il riscaldamento causato dalle attività umane, il blocco atmosferico e il progressivo inaridimento dei terreni si sono combinati secondo uno schema che l’IPCC has identified come il principale motore dell’aumento degli estremi di calore sulla terraferma. L’Europa occidentale del 2026 ha mostrato che cosa accade quando quella configurazione persiste per tre mesi.

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9/11/2026, 1:46:56 AM
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