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EU_PUBLIC_AFFAIRS03 / 10 · storia del giorno3 min · 752 parole · 27 fonti

4,2 miliardi all’Ungheria, senza procuratori

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Scritto dall IAto brief AI · 30 settembre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Hungary’s EU fraud prosecutor has a mandate, but no staff in Budapest.

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il testo · 3 min di lettura

Il 23 settembre la Commissione europea ha proposto di sbloccare circa 4,2 miliardi di euro di fondi UE destinati all’Ungheria, indicando tra le riforme che giustificano la decisione l’adesione del Paese alla Procura europea, l’organo che indaga sulle frodi ai danni dei fondi UE (Commission, EUobserver). In Ungheria, però, non lavora ancora nessun procuratore della Procura. La procuratrice capo, Laura Codruța Kövesi, ha detto a RTL il 29 settembre di aspettarsi l’apertura di un ufficio a Budapest entro la prossima estate, con dieci procuratori (HVG).

Adesione sulla carta, ufficio ancora vuoto

La Procura europea (EPPO) è l’organo dell’UE competente a perseguire le frodi e la corruzione che coinvolgono fondi europei. A luglio una decisione della Commissione ha confermato l’adesione dell’Ungheria; il ministero della Giustizia sostiene che sia entrata in vigore il 2 agosto (Commission Decision (EU) 2026/1701, Justice Ministry).

L’adesione richiede però anche personale sul posto. La Procura opera attraverso procuratori che lavorano nei singoli Paesi, avviano le indagini e sostengono l’accusa davanti ai tribunali nazionali. Per insediarli a Budapest servono tre passaggi: il Parlamento ungherese deve approvare le norme, il governo deve presentare una lista di candidati in ordine di preferenza e la Procura deve nominare i procuratori sulla base di quell’elenco (Regulation (EU) 2017/1939).

Il primo passaggio manca ancora. Il governo intende sottoporre al Parlamento nel corso del 2026 un pacchetto che modifica tre leggi (Index). Nel 2027 dovrebbe arrivare un secondo pacchetto per riscrivere le norme sulla procedura penale, la protezione dei dati e la cooperazione (Justice Ministry). Dai documenti disponibili non risulta che il Parlamento abbia approvato nessuno dei due.

La data estiva indicata da Kövesi è dunque una sua previsione, non una scadenza fissata dalla legge. Anche il numero dei procuratori resta da definire: le norme UE ne richiedono almeno due per Paese e affidano la cifra finale al governo e al procuratore capo, perciò la quota di dieci è ancora una proposta (Regulation (EU) 2017/1939). Una volta operativo, l’ufficio potrebbe indagare anche su reati commessi a partire dal giugno 2021, includendo anni in cui il governo di Viktor Orbán tenne l’Ungheria fuori dalla Procura (444.hu).

La Polonia mostra quanto possa passare tra l’adesione e l’avvio effettivo. È entrata nella Procura europea il 1° giugno 2024, ma il suo ufficio ha iniziato a operare soltanto il 28 gennaio 2025 (Rzeczpospolita). Il percorso legislativo ungherese è diverso: il caso polacco indica la distanza possibile, ma non consente di prevedere i tempi.

Che cosa i governi sono chiamati a considerare acquisito

La proposta della Commissione non comporterebbe il trasferimento immediato di 4,2 miliardi a Budapest (Commission). Si tratta di fondi di coesione, cioè della quota del bilancio UE destinata a strade, reti idriche e altri progetti nelle regioni meno ricche. La revoca dei vincoli consentirebbe all’Ungheria di impegnare di nuovo queste risorse nei progetti; i pagamenti arriverebbero poi via via che i progetti sostengono le spese.

La proposta arriva dopo che la Commissione ha chiuso la procedura sullo Stato di diritto, lo strumento con cui può congelare i fondi UE quando ritiene che un governo non sia in grado di gestirli in modo affidabile. La chiusura ha lasciato in vigore altre condizioni sui fondi ungheresi (To Brief). L’adesione alla Procura europea è uno degli elementi alla base della proposta, non l’intera giustificazione.

Ora spetta ai governi degli Stati membri decidere in Consiglio a maggioranza qualificata, secondo un sistema nel quale i Paesi più grandi hanno più peso e nessun governo può porre da solo il veto (EUobserver).

La rilevanza dell’ufficio va oltre il voto in questione. Una volta dotata di personale, la Procura di Budapest potrebbe condurre indagini congiunte con i colleghi degli altri Paesi membri quando imprese o pagamenti attraversano le frontiere (Regulation (EU) 2017/1939). Per ogni governo che contribuisce al bilancio UE conta quindi che quei posti vengano coperti. La Procura avrebbe comunque competenze limitate: decide quali casi avviare, mentre i processi si svolgono nei tribunali ungheresi; i reati che riguardano soltanto denaro pubblico ungherese restano fuori dalla sua competenza.

La conclusione è netta: ai governi dell’UE si chiede di considerare compiuta l’adesione dell’Ungheria alla Procura europea prima che nel Paese abbia preso servizio anche un solo procuratore. Secondo la previsione della stessa Kövesi, l’ufficio di Budapest aprirebbe soltanto entro la prossima estate (HVG). Il Consiglio non ha ancora votato e i governi possono chiedere prove dei progressi prima di sbloccare i fondi. La prima sarebbe l’approvazione da parte del Parlamento ungherese delle leggi sulla selezione che il governo ha promesso per quest’anno (Index).

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