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EU_PUBLIC_AFFAIRS01 / 18 · storia del giorno3 min · 684 parole · 70 fonti

Hormuz senza regole, 70 petroliere al giorno

Scritto dall IAto brief AI · 29 giugno 2026, 03:50
Come è stata scritta

Shipping returns to the Strait of Hormuz amid a deadlock of contradictory sovereign commands.

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il testo · 3 min di lettura

Le petroliere sono tornate a passare dallo Stretto di Hormuz. In una giornata recente, 70 navi hanno attraversato il passaggio, contro meno di dieci nei mesi più duri dello scontro tra Stati Uniti e Iran (CNN). Il cessate il fuoco regge; la rotta, assai meno. Iran, Stati Uniti, assicuratori e armatori continuano a dare significati diversi alla formula «passaggio sicuro», mentre l’Europa si ritrova a garantire carichi, schierare navi militari e assorbire rischio politico in uno stretto che nessuno governa davvero.

Istruzioni concorrenti, nessun arbitro

L’Iran chiede autorizzazione preventiva e rotte vicine alla costa iraniana. Gli Stati Uniti e gli assicuratori occidentali preferiscono invece un corridoio più prossimo all’Oman, sotto copertura aerea americana. Un armatore che segua una delle due indicazioni rischia di esporsi a responsabilità verso l’altra parte (Rzeczpospolita, EFN). Teheran ha minacciato le navi che transitano senza permesso (Omni).

Più traffico non significa traffico sicuro. I premi assicurativi per il rischio guerra restano circa otto volte sopra i livelli pre-conflitto, e i grandi vettori continuano a evitare la regione (Business Insider Polska).

La Lloyd’s Market Association ha sottolineato che il calo del numero di navi riflette timori per la sicurezza, non l’assenza di coperture disponibili (LMA). Le polizze per il rischio guerra si possono ancora acquistare, ma a prezzi elevati e in un quadro reso incerto dallo sminamento e dalle operazioni portuali (S&P Global). La Commissione europea ha detto che per ora l’offerta di greggio resta stabile, grazie alle scorte e alle rotte alternative, pur avvertendo che i flussi dal Golfo impiegherebbero tempo ad arrivare in Europa (European Commission).

Nessun centro di comando

Il problema più profondo per l’Europa è che nessuno possiede davvero la missione. L’Alta rappresentante dell’UE Kaja Kallas avrebbe detto che non c’è «appetito» per estendere Aspides, l’operazione navale europea di scorta nel Mar Rosso, fino a Hormuz (Reuters). Il segretario generale della NATO Rutte ha parlato di una coalizione franco-britannica, non di un’operazione a guida NATO (Rutte remarks). L’ONU e l’Organizzazione marittima internazionale, l’agenzia delle Nazioni Unite per il trasporto marittimo, coordinano la sicurezza ed evacuano i marittimi bloccati, ma non gestiscono scorte da combattimento (UN News). Nessuno ha chiarito chi comanderebbe una missione europea a Hormuz, su quale base giuridica opererebbe o quando le unità di scorta potrebbero ricorrere alla forza.

I singoli Stati, intanto, si muovono. Il Parlamento danese ha approvato l’invio di circa 10 militari per uno sforzo a guida europea: ufficiali di staff, operatori di droni, interpreti (BT, Copenhagen Post). I Paesi Bassi hanno dirottato la fregata Zr.Ms. De Ruyter verso lo stretto (Defensie, Stars and Stripes). Il gruppo E5, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito, ha confermato la disponibilità a partecipare «non appena le condizioni lo consentiranno» (Élysée). Ci sono mezzi reali, voti parlamentari reali, ma nessun mandato condiviso.

La Romania mostra quanto sia facile finire sulla mappa dell’escalation senza aderire ad alcuna missione a Hormuz. Dopo che Rutte ha detto a Fox News che Bucarest aveva ridotto i voli commerciali per fare spazio agli aerei cisterna statunitensi, l’Iran ha accusato Romania e Italia di complicità nell’«aggressione» (HotNews). La Romania ha negato di essere parte del conflitto, richiamando accordi bilaterali già esistenti (News.ro). Basi e spazio aereo possono trasformare un Paese in bersaglio prima ancora che un Parlamento voti un dispiegamento.

La regola di traffico che manca

I negoziatori statunitensi e iraniani sono attesi a Doha il 30 giugno per colloqui tecnici sulla tenuta del cessate il fuoco. Anche se l’intesa reggesse, resterebbero aperte le domande che decidono se Hormuz sia davvero utilizzabile. Chatham House ha valutato lo sminamento come un’operazione difficile e dipendente da un cessate il fuoco duraturo (Chatham House). Non esiste una mappa pubblica delle mine. Nessun quadro di instradamento ha sostituito le istruzioni concorrenti di Iran e Stati Uniti. Nessun Parlamento europeo ha ricevuto una spiegazione chiara sui rischi di escalation che un governo accetta quando contribuisce con navi, ospita aerei o assicura carichi attraverso lo stretto.

L’acqua è aperta. Le regole no. In questa distanza si muove l’Europa, finché qualcuno non stabilirà chi controlla davvero il passaggio sicuro.

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6/29/2026, 3:14:22 AM
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