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EU_PUBLIC_AFFAIRS03 / 05 · storia del giorno3 min · 812 parole · 45 fonti

Il Belgio ferma l’accordo cinese su NHV

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Scritto dall IAto brief AI · 8 agosto 2026, 02:50
Come è stata scritta

A national boundary strands the machinery of North Sea access.

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il testo · 3 min di lettura

NHV Group trasporta tecnici e squadre di emergenza verso parchi eolici offshore e piattaforme petrolifere nel Mare del Nord. Quando il maltempo ferma le imbarcazioni, gli elicotteri di NHV diventano talvolta l’unico modo per raggiungere gli impianti o garantire il cambio delle squadre di manutenzione nei tempi previsti. Il Belgio ha appena impedito a una società legata alla Cina di acquistare l’operatore con sede a Ostenda, trattando l’accesso in elicottero alle infrastrutture energetiche come una questione di sicurezza. La decisione apre però un problema che Bruxelles, da sola, non può risolvere: il servizio attraversa i confini, mentre le regole europee sul controllo degli investimenti hanno lasciato il veto nelle mani di una sola capitale.

Perché gli elicotteri sono diventati infrastruttura di sicurezza

La Commissione interfederale belga per il controllo degli investimenti esteri esamina le operazioni che possono comportare rischi per la sicurezza. Riunisce autorità federali, regionali e comunitarie, e può adottare decisioni vincolanti. La commissione ha bloccato l’acquisizione di NHV da parte di GD Helicopter Finance (GDHF), società di leasing registrata a Dublino e collegata al gruppo cinese GDAT (AeroTime, Aviation Week). A vendere era Ardian, il fondo francese che controlla NHV dal 2013. L’operazione, annunciata nel dicembre 2025, non ha superato il vaglio delle autorità (DH, HeliHub).

Il ministro dell’Economia David Clarinval ha richiamato rischi per la sicurezza nazionale, per gli interessi strategici del Belgio e possibili collegamenti con il settore della difesa (DH). NHV ha confermato che l’operazione è saltata e che l’assetto proprietario resta invariato (NHV statement).

La logica va oltre la difesa in senso tradizionale. NHV gestisce programmi di volo, finestre di manutenzione e rotazione degli equipaggi per piattaforme che producono energia o mantengono operative le turbine eoliche. Opera da Den Helder, nei Paesi Bassi (Den Helder Airport), uno snodo essenziale per i servizi elicotteristici nel Mare del Nord, e trasporta i piloti marittimi olandesi verso le navi quando il mare è troppo mosso per i trasferimenti in barca (Nederlands Loodswezen). Chi controlla quelle decisioni di accesso e dispacciamento dispone, in pratica, di una leva sulla continuità operativa dell’energia offshore, anche senza possedere una sola turbina.

È questa leva ad aver reso più sensibile il profilo dell’acquirente. GDHF è registrata a Dublino, ma il controllo ultimo è cinese (Helicopter Investor). La proposta della Commissione europea per riscrivere le regole UE sul controllo degli investimenti, pubblicata nel 2024 ma non ancora in vigore, imporrebbe agli Stati membri di esaminare proprio strutture di questo tipo: una società registrata nell’Unione che agisce per conto di un investitore extra-UE (COM(2024)23).

Un veto belga sull’accesso all’energia olandese

Il quadro europeo per il controllo degli investimenti esteri (Regulation 2019/452) consente alla Commissione e agli altri Stati membri di formulare osservazioni sulle operazioni sensibili, ma la decisione finale spetta al Paese ospitante. Il Belgio non ha chiarito pubblicamente se le autorità olandesi abbiano partecipato all’esame, sebbene le attività di NHV a Den Helder facciano sì che una decisione belga incida direttamente su chi controlla l’accesso in elicottero alle piattaforme offshore dei Paesi Bassi.

I governi europei stanno allargando il perimetro di ciò che considerano strategico. La Germania ha bloccato la vendita del produttore di chip Elmos a un acquirente legato alla Cina per ragioni di sicurezza (BMWK). L’Italia ha imposto vincoli di governance su Pirelli per limitare l’influenza dell’azionista cinese (Reuters). Il blocco belga su NHV rientra nello stesso movimento, ma lo spinge dentro le infrastrutture civili di servizio che rendono possibili operazioni energetiche in più Paesi.

Sul piano della categoria, il veto si può difendere. La valutazione dettagliata del rischio resta però riservata. Al pubblico arrivano l’esito e una motivazione generale, non gli elementi che lo Stato ha pesato. La sentenza Xella della Corte di giustizia dell’UE ha stabilito che gli Stati membri non possono invocare la «sicurezza nazionale» come scudo generico: devono dimostrare che la restrizione sia proporzionata e fondata su una minaccia reale a un interesse pubblico chiaramente definito (CJEU C-106/22). Non sappiamo se l’argomentazione belga supererebbe quel test.

Resta una contraddizione evidente. Secondo la stampa di settore, quest’anno NHV ha messo in servizio a Den Helder due elicotteri Airbus H160 presi in leasing da GDHF (AeroTime). Il Belgio ha stabilito che una proprietà cinese, o collegata alla Cina, di NHV fosse troppo rischiosa per essere autorizzata. Non ha però spiegato pubblicamente se il leasing in corso dalla stessa società crei gli stessi rischi di accesso e dipendenza che il controllo sugli investimenti dovrebbe prevenire. Se il timore riguarda una leva cinese sulle operazioni elicotteristiche nel Mare del Nord, bloccare la proprietà e accettare una dipendenza dai mezzi lascia un vuoto che Clarinval e la commissione di screening non hanno ancora colmato. La questione più ampia, cioè se i servizi energetici transfrontalieri richiedano controlli congiunti invece di veti nazionali, è ora sul tavolo della Commissione e delle capitali che negoziano il prossimo regolamento europeo sugli investimenti.

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8/8/2026, 1:51:59 AM
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