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EU_PUBLIC_AFFAIRS01 / 10 · storia del giorno3 min · 753 parole · 42 fonti

Attacchi nel Mar Nero, niente scorte NATO

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Scritto dall IAto brief AI · 16 ottobre 2026, 02:50
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Off Sulina, seven sailors remain missing as allies discuss security at sea.

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Sette membri dell’equipaggio della petroliera chimica Wine Trader risultavano ancora dispersi dopo l’incendio scoppiato al largo di Sulina, porto rumeno sul Danubio; altri cinque erano stati soccorsi (AGERPRES). Nello stesso giorno, Romania e Bulgaria hanno portato al segretario generale della NATO una serie di attacchi contro navi mercantili. Ne sono uscite con la promessa di una discussione fra gli ambasciatori alleati la settimana successiva, ma senza l’annuncio di una missione per proteggere le navi (Radio România Actualități).

Un incendio di cui non si conosce la causa

La nave, vuota, aveva a bordo 12 persone quando ha lanciato un allarme per incendio intorno alle 07:00 del 15 ottobre, a circa 13 miglia nautiche a sud-est di Sulina (Romanian Naval Authority). La polizia di frontiera rumena ha inviato i soccorritori in mare agitato (Border Police). L’Autorità navale ha registrato un incendio nella sovrastruttura della nave, ma non ha confermato vittime né chiarito che cosa abbia provocato le fiamme.

La ministra degli Esteri Oana Țoiu si è spinta oltre, attribuendo alla Russia la piena responsabilità e parlando di quattro navi mercantili colpite e otto vite perdute in 24 ore (AGERPRES). Nei registri ufficiali, però, i marinai figurano come dispersi, non come morti. Il 14 ottobre la Bulgaria ha concluso le ricerche degli 11 marinai dispersi della HS Dignity (Bulgarian transport ministry). Per le famiglie, la fine delle ricerche è una notizia dolorosa; finora, tuttavia, nessuna autorità ha pubblicato un bilancio ufficiale delle vittime per l’intera serie di attacchi.

Il presidente Nicușor Dan ha indicato meno attacchi della ministra: ha detto che droni aerei hanno colpito due navi nelle acque rumene, senza attribuire la responsabilità a nessuno (Radio România Constanța). Reuters ha citato una fonte militare della NATO non identificata, secondo la quale i droni provenivano dalla Russia; lo stesso articolo collocava la Wine Trader a circa un miglio nautico dal limite delle acque territoriali rumene (Reuters). Per quanto risulta dalle informazioni pubbliche, nessuno ha ancora stabilito che l’incendio della Wine Trader faccia parte di quella serie di attacchi.

La divergenza fra governi è netta: la ministra degli Esteri rumena accusa apertamente Mosca, mentre il presidente rumeno non indica responsabili. La Francia ha condannato gli attacchi, ma il 15 ottobre il portavoce del ministero degli Esteri ha precisato che Parigi non li aveva attribuiti alla Russia (French foreign ministry). Gli incendi della notte sono avvenuti un giorno dopo un’esplosione a bordo della petroliera all’ancora Yara J, vicino a Sulina (To Brief).

Che cosa ha deciso davvero la NATO

Dan e il primo ministro bulgaro Rumen Radev hanno incontrato Mark Rutte, segretario generale della NATO. Al termine, Rutte ha detto che l’Alleanza continuerà a collaborare con i suoi membri affacciati sul Mar Nero e adeguerà la postura di deterrenza e difesa «se necessario» (AP). La prossima settimana gli ambasciatori della NATO discuteranno della sicurezza nel Mar Nero durante la loro riunione periodica.

I due leader non hanno invocato l’articolo 4, la clausola del trattato che consente a un alleato minacciato di chiedere consultazioni formali (Radio Romania International). In pratica, il tema entrerà nell’ordine del giorno ordinario degli ambasciatori, senza convocare una riunione d’emergenza dell’Alleanza su richiesta di un Paese membro.

Il confronto della prossima settimana potrebbe aprire la strada a ulteriori iniziative, ma ogni operazione della NATO richiede il consenso di tutti gli alleati; poi ciascun governo decide quali navi e aerei mettere a disposizione (NATO). La Turchia ha un ulteriore strumento: in base alla Convenzione di Montreux regola il passaggio delle navi da guerra attraverso il Bosforo, un potere che conta se gli alleati al di fuori del Mar Nero intendono inviare unità navali nella regione.

Perché il resto d’Europa ha qualcosa da perdere

Le acque al largo di Romania e Bulgaria sono anche una via commerciale per l’Ucraina. Secondo il EU Council, l’80% delle esportazioni ucraine di cereali e semi oleosi passa dal Mar Nero. L’UE ha inserito la continuità di questi flussi tra le forme di sostegno all’Ucraina. Senza una missione di protezione, la rotta continua ad affidarsi alla tenuta degli equipaggi civili, mentre i servizi di soccorso costieri devono gestire le conseguenze.

Romania e Bulgaria hanno dimostrato di saper condurre operazioni di soccorso difficili e di poter attirare rapidamente l’attenzione degli alleati. Per ora la NATO ha inserito la sicurezza del Mar Nero nell’agenda della prossima settimana, senza annunciare missioni di scorta. Qualsiasi protezione in mare richiederebbe l’accordo di tutti gli alleati e governi disposti a impegnare navi e aerei. Gli investigatori non hanno ancora chiarito che cosa abbia incendiato la Wine Trader.

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10/16/2026, 1:34:27 AM
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