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EU_ECONOMICS07 / 08 · storia del giorno3 min · 683 parole · 144 fonti

BPM-MPS, fusione da €50 billion

Scritto dall IAto brief AI · 8 giugno 2026, 03:50
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A €50 billion monument rises as Mediterranean banking hardens against Northern European fragmentation.

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Banco BPM ha proposto il 7 giugno una fusione con Monte dei Paschi di Siena (MPS), mettendo sul tavolo un'operazione che darebbe vita a un gruppo da circa 50 miliardi di euro, con 2.900 filiali e sinergie previste per 1,1 miliardi di euro (Corriere della Sera, Bloomberg). Se andasse in porto, nascerebbe la seconda banca italiana per attivi, dietro soltanto a Intesa Sanpaolo. Intesa ha reagito nel giro di poche ore, convocando un consiglio straordinario per organizzare una controfferta insieme agli alleati Unipol e BPER (Il Fatto Quotidiano). La fusione apre una partita più ampia tra banche mediterranee e Nord Europa.

Una banca francese con una strategia italiana

Crédit Agricole, la banca francese che detiene il 22,8% di Banco BPM, ha votato all'unanimità a favore nel consiglio di BPM (AdnKronos). La fusione diluirebbe la quota a circa il 12,8%, ma Crédit Agricole resterebbe il primo azionista singolo di un gruppo molto più grande (Corriere della Sera). Il conto è semplice: il 12,8% di 50 miliardi vale più del 22,8% di 20 miliardi. Una banca francese diventerebbe, di fatto, l'azionista di riferimento del secondo istituto italiano.

Per Roma, l'operazione risolve un altro problema. Il Tesoro detiene ancora il 4,8% di MPS, eredità del salvataggio da 5,4 miliardi di euro del 2017, quando lo Stato arrivò a possederne il 68%. Dopo la fusione, quella quota scenderebbe sotto il 2%, permettendo al governo di dichiarare chiusa la stagione del salvataggio senza vendere azioni sul mercato (Quotidiano.net). Il ministro dell'Economia Giorgetti indicava da anni questa via d'uscita.

Il Sud Europa si consolida

Quattro giorni prima dell'annuncio di BPM, Francia, Italia e Spagna hanno inviato una proposta congiunta alla Commissione europea, sostenendo che la frammentazione bancaria tenga bloccati circa 230 miliardi di euro di attività liquide che non possono muoversi liberamente oltre i confini dell'eurozona (Euronews). La soluzione proposta è un regime volontario che consenta ai gruppi bancari transfrontalieri di mettere in comune capitale e liquidità, con una proposta legislativa attesa nel 2027.

L'operazione BPM-MPS si inserisce in un'ondata di consolidamento già avviata. BPCE ha completato in aprile l'acquisizione da 6,7 miliardi di euro della portoghese Novobanco, la maggiore operazione bancaria transfrontaliera nell'eurozona da oltre dieci anni (Challenges). UniCredit possiede il 34,35% della tedesca Commerzbank, con scadenza dell'offerta fissata al 16 giugno (Finance Magazin). Le banche mediterranee stanno costruendo massa critica. I regolatori del Nord Europa non tengono lo stesso passo.

Chi paga, chi incassa

Le sinergie previste per 1,1 miliardi di euro arriveranno soprattutto dalla chiusura delle filiali sovrapposte, probabilmente circa 300 tra Lombardia, Toscana e Veneto (AskaNews). Non sono stati indicati numeri sugli esuberi, ma nel settore bancario le sinergie di costo derivano in larghissima parte dal personale. I dipendenti sono i perdenti più visibili.

Berlino, intanto, frena l'offerta di UniCredit su Commerzbank con argomenti nazionali, pur sostenendo in linea di principio l'Unione bancaria, cioè il quadro europeo di vigilanza condivisa sulle banche. Il vicepresidente uscente della BCE, Luis de Guindos, ha detto che l'Europa ha bisogno di banche «davvero europee» per competere con quelle americane (Bloomberg). Eppure, anche dopo la fusione, BPM-MPS varrebbe appena il 6% circa della capitalizzazione di JPMorgan. Le fusioni domestiche creano campioni nazionali. Non colmano il divario transatlantico.

Σημαντικό

Il Meccanismo di vigilanza unico della BCE, il braccio di sorveglianza bancaria dell'istituto, non ha espresso alcun parere formale su BPM-MPS. L'esame di vigilanza comincia solo dopo la notifica formale, che non è ancora avvenuta (ECB Banking Supervision).

La spinta mediterranea verso una liquidità condivisa si scontra ora con l'opposizione tedesca e olandese. Sono gli stessi governi che da oltre dieci anni bloccano l'EDIS, lo schema europeo di assicurazione dei depositi, una rete comune che garantirebbe i depositi bancari in tutta l'eurozona (European Commission). Senza quella garanzia, il capitale resta dietro i confini nazionali. Nessuna banca vuole trasferire denaro a una controllata estera se teme che, in caso di crisi, l'assicurazione dei depositi del Paese ospitante non regga. Il Sud Europa sta costruendo banche più grandi. Il capitale del Nord non scenderà verso Sud finché qualcuno non garantirà i depositi. Quel qualcuno, per ora, non c'è.

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6/8/2026, 3:04:09 AM
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