Cernavodă, pompe a tre centimetri dal limite

Cernavodă’s idle reactors still depend on water reaching their cooling pumps.
Composizione immagine · tobriefIl 10 ottobre l’idrometro sul Danubio a Cernavodă segnava −259 centimetri, secondo l’autorità idrica romena ANAR (Agerpres). Il fiume era così appena tre centimetri sopra quota −262, sotto la quale le pompe della centrale nucleare non riescono più ad aspirare con regolarità l’acqua per il raffreddamento (Mediafax). Dal 10 al 18 ottobre ANAR ha disposto il rilascio di altri 20 metri cubi al secondo dal bacino di Iezer, ma nessuna misurazione pubblicata indica quanta di quell’acqua sia arrivata alla centrale (Agerpres, HotNews).
I segni meno richiedono una spiegazione. L’idrometro misura il livello della superficie del fiume rispetto a un punto di riferimento fisso: un valore negativo non indica la profondità e non dice quanta acqua copra un reattore. ANAR ha definito quota −262 una soglia operativa per le pompe, non il «limite di sicurezza» citato da alcuni titoli, e ha descritto il rilascio come temporaneo ed eccezionale (Mediafax).
Perché anche un reattore fermo ha bisogno del fiume
Entrambi i reattori di Cernavodă sono già fermi. Nuclearelectrica, società a controllo statale, ha comunicato al mercato di aver spento l’Unità 1 il 28 luglio e l’Unità 2 il 13 agosto (Unit 1 disclosure, Unit 2 disclosure).
Lo spegnimento interrompe la reazione a catena, ma il combustibile continua a produrre calore mentre decadono i sottoprodotti radioattivi. Le pompe devono trasferire quel calore residuo all’acqua del fiume. Il 10 ottobre Petre Min, responsabile del centro di risposta dell’autorità di regolazione nucleare CNCAN, ha detto che entrambi i reattori avevano ancora bisogno dell’acqua del Danubio e che le squadre stavano costruendo una barriera per convogliarne una quantità maggiore verso le pompe (HotNews).
L’acqua di Iezer non serve quindi a produrre elettricità: deve mantenere attivo il raffreddamento mentre il livello del fiume scende e conservare le condizioni necessarie per riavviare la centrale. Il 7 ottobre Cristian Bușoi, segretario di Stato al ministero dell’Energia, ha detto che le previsioni non indicavano un aumento duraturo del livello del Danubio nei dieci giorni successivi e che gli specialisti della centrale avrebbero deciso quando riavviare in sicurezza le pompe e i reattori (Digi24).
Tra il bacino e la presa d’acqua della centrale resta un vuoto nei dati disponibili. Agerpres e HotNews riportano entrambe le cifre fornite da ANAR, ma nessuna delle due ha misurato l’acqua a Cernavodă. I 20 metri cubi al secondo indicano quanto esce da Iezer, non l’aumento previsto del livello all’idrometro di Cernavodă. ANAR ha menzionato il tempo necessario all’acqua per raggiungere la centrale lungo il fiume, senza però stimarlo; nessuna delle notizie citate precisa quanta acqua arriverà alle pompe o quando.
Cosa mostrano la rete elettrica e i Paesi vicini
La Romania può acquistare elettricità dai Paesi confinanti attraverso un’asta giornaliera per gli scambi transfrontalieri (ENTSO-E). Secondo i dati della rete raccolti da Solar Industry, il 10 ottobre la produzione nucleare era pari a zero e alle 21 le importazioni nette, cioè importazioni meno esportazioni, si attestavano intorno a 2,12 gigawatt (Solar Industry). La rilevazione mostra che in quell’ora la Romania ha acquistato più elettricità di quanta ne abbia venduta; non permette però di capire quali importazioni abbiano sostituito la produzione di Cernavodă né quanto i fermi peseranno sulle bollette.
Il basso livello del fiume riduce la produzione nucleare anche oltre confine. Il 6 ottobre la centrale bulgara di Kozloduy, che attinge anch’essa dal Danubio, ha annunciato un taglio preventivo di circa 90 megawatt complessivi sulle Unità 5 e 6 a causa del livello basso del fiume (Kozloduy). In agosto aveva già ridotto la potenza dell’Unità 5 per lo stesso motivo (To Brief).
Anche gli agricoltori lungo questo tratto del fiume avevano già poca acqua a disposizione. A luglio ANAR ha limitato l’irrigazione sul tratto del Danubio tra Călărași e Cernavodă (ANAR). Per quanto risulta dalle notizie, l’ordinanza di ottobre non assegna alle aziende agricole o agli allevamenti ittici un volume misurato d’acqua. Poiché i limiti all’irrigazione erano già in vigore, i dati disponibili non mostrano che l’acqua sia stata sottratta alle aziende per raffreddare la centrale.
ANAR ha ordinato di rilasciare acqua dai bacini per raffreddare una centrale che non produce elettricità, ma le notizie citate non indicano ancora quanta ne sia arrivata alla presa di Cernavodă. Nuclearelectrica e CNCAN possono misurarla alle pompe: quel dato chiarirebbe se il rilascio ha funzionato e quanto la centrale sia lontana dal riavvio.
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- 10/11/2026, 1:34:15 AM
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