Cipro, il cavo aspetta ancora

Europe’s promised connection remains stronger on paper than at sea.
Composizione immagine · tobriefL’ingresso di Meridiam ha reso più finanziabile, almeno sulla carta, il cavo destinato a collegare Cipro all’Europa continentale. Non ha però riportato in mare una nave da ricognizione. Non è stata emessa alcuna NAVTEX, l’avviso marittimo formale necessario prima dell’avvio dei rilievi. Non si conosce il nome di una nave. Non sono state pubblicate coordinate. Cipro resta l’unico Stato membro dell’UE senza un collegamento elettrico alla rete continentale e il progetto che dovrebbe chiudere questa anomalia rimane, tre settimane dopo il più importante cambio nell’assetto proprietario, soprattutto un progetto di annunci.
Cosa cambia con i nuovi capitali
Il fondo infrastrutturale francese detiene ora la maggioranza della società di progetto del GSI, mentre la greca ADMIE, il gestore nazionale della rete di trasmissione, conserva la guida tecnica e la futura gestione del cavo (EUalive, Balkan Green Energy News). La ripartizione esatta delle quote non è stata resa pubblica. Nexans, il produttore del cavo, ha firmato come appaltatore e ha completato un test di profondità da primato mondiale, a 3.000 metri, per il tipo di cavo elettrico sottomarino richiesto da quella rotta (Nexans). La prova dice che l’opera, dal punto di vista fisico, si può costruire. Le domande più difficili restano politiche e finanziarie.
Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha definito l’ingresso francese «un voto di fiducia molto forte» (Economix). Meridiam, però, è un investitore privato, non lo Stato francese. Nel registro pubblico non compaiono garanzie sovrane, strumenti di credito all’esportazione né dichiarazioni del governo francese a sostegno del GSI. Meridiam distribuisce il rischio finanziario tra più investitori. Non lo cancella.
Tre passaggi ancora aperti
La formula che stabilisce quanto gli investitori possano recuperare attraverso le tariffe elettriche è ancora oggetto di negoziato. Il regolatore greco dell’energia ha aperto una consultazione pubblica, fino all’11 settembre, sulla metodologia dei ricavi (OT). ADMIE chiede che la formula finanziaria presuma un minore ricorso al debito durante la costruzione, aumentando così il rendimento che potrà addebitare ai consumatori una volta che il cavo sarà operativo (iEnergeia). Resta irrisolto chi pagherà, e in quale misura.
Sul versante cipriota, Nicosia attende che la Banca europea per gli investimenti completi la valutazione economica prima di impegnare altre risorse (Politis). La revisione non ha una data pubblica di conclusione e funziona anche da copertura politica: il governo cipriota può rinviare una decisione richiamandosi al lavoro ancora in corso della banca. I partiti di opposizione a Cipro hanno chiesto la piena pubblicazione dell’accordo tra Meridiam e ADMIE prima di qualsiasi ulteriore partecipazione finanziaria (Kathimerini Cyprus). La distanza di spesa tra le due parti è già visibile: ADMIE ha dichiarato circa 251,4 milioni di euro, mentre Cipro ha riconosciuto circa 82 milioni di euro (Proto Thema).
Poi c’è il mare. Resta da completare circa il 40% dei rilievi sui fondali, concentrato nel tratto tra Kasos e Cipro occidentale, dove la Turchia rivendica il diritto a una notifica preventiva prima che qualsiasi attività proceda. Lo stesso rapporto della Commissione europea sulla Türkiye ha confermato che Ankara ha ostacolato le attività di ricognizione legate al progetto (Commission Türkiye report, Euronews). Il GSI ha la qualifica UE di Progetto di interesse comune, un’etichetta prioritaria che sblocca fondi e autorizzazioni accelerate secondo le regole europee sull’energia transfrontaliera (TEN-E Regulation). Bruxelles ha impegnato finora circa 657 milioni di euro. Ma quell’etichetta non protegge fisicamente una nave da ricognizione. Se la tensione navale dovesse salire, nessun regolamento manterrebbe operativo il cantiere in mare.
La prova è concreta
I funzionari greci presentano il coinvolgimento societario francese come un deterrente: la Turchia non si troverebbe più davanti soltanto attori greci e ciprioti, ma un progetto con una rilevante esposizione francese (Ekathimerini). È una logica politica, non una garanzia di sicurezza. ENTSO-E, l’organismo che coordina i gestori delle reti elettriche europee, indica il GSI come l’unico interconnettore previsto per collegare Cipro al sistema continentale (ENTSO-E).
Il progetto dispone ora di investitori più solidi, di un appaltatore credibile per il cavo e di una designazione strategica dell’UE. La prova osservabile, però, è molto precisa: una NAVTEX con date e coordinate, una nave identificata e rilievi che proseguano senza accettare una pre-approvazione turca. Finché questi elementi non arriveranno, il cavo sarà più forte sulla carta che in mare.
How was this article?
Help us get better
Help us get better
Details about this article
- Model:
- claude-opus-4-6
- Generated:
- 8/27/2026, 1:52:01 AM
- Pipeline run:
- eu_pipeline_20260827_005006
- Watermark:
- SynthID (Google's invisible watermark)
- Human review:
- None before publication