Skip to main content
EU_ECONOMICS02 / 05 · storia del giorno3 min · 752 parole · 42 fonti

Cipro, il cavo fermo alla NAVTEX

Scritto dall IAto brief AI · 19 agosto 2026, 02:50
Come è stata scritta

The vessel waits for coordinates that political backing cannot supply.

Composizione immagine · tobrief
il testo · 3 min di lettura

Non è ancora comparso alcun avviso marittimo per le indagini sui fondali lungo la rotta del Great Sea Interconnector tra Creta e Cipro. Una NAVTEX, cioè il bollettino che avverte le navi della presenza di attività di rilevamento in una determinata area, dovrebbe indicare coordinate, nomi delle imbarcazioni e date. Finora non è stato pubblicato nulla. Funzionari greci e ciprioti contattati all'inizio di agosto non hanno voluto né confermare né smentire che un avviso fosse in preparazione (Cyprus Mail). Dai briefing greci filtra che Atene si coordinerà con la Francia. Ma un documento, al momento, non c'è (Enikos).

Quell'avviso mancante è diventato la prova concreta della capacità del Great Sea Interconnector, il cavo elettrico sottomarino sostenuto dall'UE che dovrebbe collegare Grecia, Cipro e in seguito Israele, di trasformare il consenso politico in cantieri. L'Unione europea ha già impegnato quasi 658 milioni di euro in sovvenzioni (CINEA). La francese Meridiam controlla ora il 66% della società di progetto, mentre l'operatore greco della rete ADMIE conserva il 34% (Enerdata). Ma nessuno di questi elementi, da solo, manda una nave da rilevamento in mare.

Il 40% dei fondali resta da mappare

Prima di posare il cavo, le navi devono mappare circa 898 km di fondale, misurando profondità, conformazione del terreno e possibili ostacoli. L'infrastruttura userà corrente continua ad alta tensione, o HVDC, scelta per le lunghe tratte sottomarine perché disperde meno energia rispetto alla corrente alternata (EU Global Gateway). Alcuni tratti della rotta scendono fino a circa 3.000 metri di profondità (HVDC World).

Circa il 60% delle indagini è stato completato. Il restante 40% si trova nelle acque a sud di Kasos e a sud-est di Creta, dove i lavori si fermarono dopo un episodio del 2024 legato alle pressioni turche (Ekathimerini). Anche se una nave venisse noleggiata entro settembre, completare la parte residua potrebbe richiedere 18-24 mesi, spingendo la fase di rilevamento verso il 2028 (Kathimerini). Solo dopo verrebbe la posa del cavo. L'area contestata si sovrappone a tratti di mare in cui la Turchia ha da poco dichiarato parchi marini, una mossa che secondo Atene non produce effetti giuridici sui diritti sovrani greci (Greek MFA).

Tre passaggi ancora aperti

Il progetto ha sponsor di peso. Restano però incompleti tre passaggi. La Commissione europea non ha ricevuto la notifica dell'operazione Meridiam ai fini della disciplina sulle concentrazioni, il che significa che Bruxelles non ha ancora esaminato se il cambio di proprietà sollevi problemi di concorrenza (CNA). Cipro attende la due diligence della Banca europea per gli investimenti prima di impegnare fondi pubblici. E non è stata ancora presa la decisione finale di investimento, il momento in cui gli azionisti mettono davvero capitale sul tavolo e firmano i contratti di costruzione. Nexans, il produttore del cavo, ha dichiarato a gennaio di restare impegnata nel progetto, precisando però che la riprogrammazione inciderà sulle date di consegna (Nexans).

Chi paga se i costi aumentano

Secondo Phileleftheros, la tratta Grecia-Cipro avrebbe un costo di circa 1,9 miliardi di euro, ripartito, al netto del contributo UE, per il 63% su Cipro e per il 37% sulla Grecia. Cipro, lo Stato membro dell'Unione più isolato sul piano elettrico, otterrebbe una connessione di riserva e accesso a generazione più economica. Nicosia ha legato pagamenti annui per 25 milioni di euro, pari a 125 milioni in cinque anni, all'emissione della NAVTEX come segnale di avanzamento tangibile (Capital).

L'eventuale aumento delle bollette cipriote dipende da un passaggio regolatorio. Sarà l'autorità di settore a decidere quali costi del progetto possano finire nelle tariffe pagate dai consumatori e quali debbano restare in capo alla società di progetto o allo Stato. L'ex presidente dell'autorità per l'energia Andreas Poullikkas sostiene che le regole UE impongano prima di detrarre sovvenzioni e ricavi di mercato, e che dunque il cavo non debba necessariamente tradursi in rincari (Cyprus Mail). Ma dei circa 251 milioni di euro che ADMIE afferma di avere già speso, il regolatore cipriota ha riconosciuto solo il 32% come recuperabile attraverso le bollette (Politis). Cipro non sta accettando il registro dei costi di ADMIE come oro colato. Non è stato chiarito chi assorbirà eventuali extracosti legati all'ingegneria in acque profonde, alle scorte di sicurezza o a nuovi ritardi.

Il Great Sea Interconnector è più credibile di quanto fosse sei mesi fa: ha sponsor identificati, fondi europei e un appaltatore per il cavo. Gli manca ancora il pacchetto di autorizzazioni e copertura del rischio necessario per riportare le navi da rilevamento in acque contese.

How was this article?

Help us get better

Details about this article
Model:
claude-opus-4-6
Generated:
8/19/2026, 1:49:18 AM
Pipeline run:
eu_pipeline_20260819_005007
Watermark:
SynthID (Google's invisible watermark)
Human review:
None before publication
Learn more about our methodology