Cipro valuta il conto del cavo 1,000MW

The cable reaches Cyprus only when its cost reaches consumers.
Composizione immagine · tobriefADMIE, il gestore greco della rete elettrica, ha chiesto alle autorità di regolazione di Cipro e Israele di avviare l'esame sulla ripartizione dei costi di costruzione della tratta Cipro-Israele del Great Sea Interconnector tra i consumatori elettrici dei Paesi coinvolti (ADMIE, Cyprus Mail). Il progetto prevede un cavo sottomarino che collegherebbe Grecia, Cipro e Israele in un'unica dorsale elettrica. Con il deposito della richiesta, il dossier esce dal terreno più comodo delle dichiarazioni politiche ed entra in quello, assai meno accomodante, delle bollette: chi paga, e quanto.
Non si tratta ancora dell'avvio dei lavori né di un impegno definitivo di finanziamento. Ai regolatori si chiede di stabilire come dividere il conto e quale quota possa essere recuperata attraverso le tariffe elettriche, cioè i corrispettivi per chilowattora che i consumatori già pagano (Euronews Greece). Può sembrare un passaggio tecnico, ma è il punto da cui dipende la tenuta finanziaria dell'intero progetto: senza una decisione tariffaria, le banche non hanno garanzie sul rimborso; con una decisione chiara, i flussi di cassa diventano abbastanza prevedibili da sostenere un finanziamento.
Perché la decisione tariffaria conta più del cavo
Il meccanismo è lineare. Le autorità di regolazione di ciascun Paese approvano una ripartizione dei costi, e quella ripartizione stabilisce quanto ogni gestore di rete potrà recuperare dai consumatori nel tempo. Sono questi pagamenti futuri garantiti, più ancora dei comunicati politici, che banche e investitori valutano prima di prestare miliardi per la costruzione. Se la divisione resta incerta, o se uno dei Paesi si sfila, il progetto si blocca.
La tratta Cipro-Israele avrebbe una capacità di 1.000 MW lungo circa 324 km di cavo sottomarino posato a profondità estreme, un dettaglio non secondario perché i cavi in acque profonde costano molto di più da ispezionare, installare e riparare (Kathimerini Greece). La sezione più ampia Grecia-Cipro si estende per circa 1.208 km, con un costo stimato intorno a 1,9 miliardi di euro, compensato in parte da circa 657 milioni di euro di cofinanziamento UE attraverso il Connecting Europe Facility, il programma europeo per le infrastrutture transfrontaliere (Enerdata, CINEA).
ADMIE sostiene che l'analisi costi-benefici abbia giudicato l'interconnessione sostenibile «in tutti gli scenari esaminati», ma lo studio completo non è stato pubblicato. Restano fuori dal dominio pubblico sia il costo di capitale della tratta Cipro-Israele sia la percentuale di ripartizione proposta, così come una stima dell'impatto sulle bollette dei consumatori (Philenews).
Cipro guadagna di più, ma rischia di più
La richiesta è arrivata una settimana dopo l'ingresso del fondo infrastrutturale francese Meridiam, che ha acquisito una quota di maggioranza del 66% nella società di progetto, mentre ADMIE ha mantenuto il 34%. L'operazione ha portato capitale privato e un investitore di lungo periodo credibile, due elementi che finora erano mancati (EnergyNews).
La stampa greca ha letto il deposito come un segnale di accelerazione. A Cipro, il tono è stato più prudente. Il ministro dell'Energia Michalis Damianos ha detto che Nicosia attenderà la due diligence della Banca europea per gli investimenti prima di decidere se entrare come azionista o accettare le conclusioni sui costi (Politis, Times of Israel). Il partito di opposizione AKEL ha chiesto la piena pubblicazione dei termini dell'accordo con Meridiam e degli effetti sui consumatori prima di qualsiasi nuovo impegno (Kathimerini Cyprus).
La cautela ha una base concreta. Cipro è l'unico Stato membro dell'UE privo di interconnessioni elettriche con altri Paesi, e dunque produce internamente tutta l'elettricità, in genere usando combustibili importati e costosi. Uscire dall'isolamento energetico è la promessa principale del cavo, ma proprio per questo Cipro è il Paese che ha più da guadagnare e, di conseguenza, la posizione negoziale più fragile sui costi. Secondo una ricostruzione, la ripartizione possibile per la tratta Grecia-Cipro sarebbe del 63% a carico dei consumatori ciprioti e del 37% a carico di quelli greci, anche se nessuna delle due autorità di regolazione ha confermato il rapporto (Serbia Energy). Se la proporzione fosse corretta, le famiglie cipriote si esporrebbero a un rischio tariffario reale nel caso in cui i costi aumentassero o l'elettricità più conveniente arrivasse più tardi del previsto.
Che cosa resta aperto
Il progetto dispone ora di due elementi che un anno fa non aveva: uno sponsor privato disposto a mettere capitale e una richiesta formale che obbliga i regolatori a pronunciarsi per iscritto sulla divisione dei costi. Questo rende il Great Sea Interconnector più finanziabile di quanto sia mai stato. Non significa, però, che il finanziamento sia chiuso. Meridiam non ha reso pubblici il calendario dei versamenti, le clausole sugli sforamenti di costo o le condizioni per il closing (Marine Cyprus). Le indagini sui fondali non sono ancora complete. Le obiezioni della Turchia nel Mediterraneo orientale continuano a pesare sulle rotte di posa del cavo (Capital).
La prova vera sarà capire se i regolatori ciprioti accetteranno una ripartizione che carichi sui consumatori dell'isola la quota maggiore dei costi. Quel numero, alla fine, finirà in bolletta.
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- 8/14/2026, 2:03:07 AM
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