Cipro-Libano, il cavo cerca garanzie

An isolated power grid reaches for a connection that remains only a study.
Composizione immagine · tobriefCipro e Libano hanno concordato di studiare una possibile interconnessione elettrica sottomarina tra i due Paesi. La Banca mondiale sosterrà il lavoro preliminare di fattibilità, che dovrà stabilire se quella capacità serva davvero e se i conti possano reggere (CBN Cyprus, CNA). Nessuno, per ora, ha deciso di costruire alcunché: non c’è un impegno finanziario, non c’è una decisione di cantiere, non c’è un progetto esecutivo (Cyprus Mail, SigmaLive).
Una parte della copertura giornalistica ha presentato l’annuncio come un collegamento tra Beirut e la rete elettrica europea. È una lettura sbagliata. Cipro resta elettricamente isolata dall’Europa continentale: un cavo verso Cipro collegherebbe il Libano a un’isola, non al mercato elettrico europeo.
Due cavi non ancora costruiti, non uno
Il Libano arriverebbe al sistema elettrico europeo solo se Cipro si collegasse prima alla Grecia attraverso un altro grande progetto, il Great Sea Interconnector, gestito sul versante europeo da IPTO/ADMIE, il gestore della rete di trasmissione greca (Cyprus Mail, Politis). La stampa in lingua greca tratta infatti i due dossier come progetti distinti, con tempi diversi e una logica finanziaria diversa (World Energy News).
Questa catena a due tratte è il dato tecnico essenziale. La tratta libanese ha uno studio preliminare. La tratta Cipro-Grecia rientra invece nel quadro dei Progetti di interesse comune della Commissione europea, che considera i cavi transfrontalieri strumenti per completare il mercato interno dell’energia (European Commission). Nessuna delle due tratte esiste.
Serve a entrambi, ma per ragioni diverse
Cipro è una rete insulare: non può importare elettricità in emergenza né esportare la produzione rinnovabile in eccesso. Il ministro dell’Energia cipriota ha detto pubblicamente che più interconnessioni significano più sicurezza per l’isola (CNA). L’interconnessione viene vista da tempo come la correzione strutturale ai costi elevati dell’elettricità.
Per il Libano, il bisogno è più urgente. La Banca mondiale descrive il settore elettrico libanese come un elemento centrale del più ampio collasso economico del Paese (World Bank). Il profilo dell’AIE mostra un sistema energetico fortemente dipendente dai prodotti petroliferi importati, senza una base elettrica resiliente (IEA). Un cavo funzionante permetterebbe al Libano di importare energia e ridurre il ricorso ai costosi generatori diesel di riserva.
Il nodo della bancabilità
La parte difficile non è posare il cavo. È incassare i pagamenti.
Un’interconnessione sottomarina genera ricavi quando sposta elettricità da un mercato dove costa meno a uno dove costa di più. Se quei ricavi non coprono il costo di costruzione, paga qualcun altro: i consumatori in bolletta, i contribuenti o i bilanci delle banche di sviluppo. Le regole europee stabiliscono come questi costi vadano ripartiti e recuperati (EUR-Lex Regulation 2019/943, EUR-Lex Regulation 2022/869).
Le interconnessioni insulari richiedono quasi sempre un forte sostegno pubblico. Il secondo cavo tra Malta e la Sicilia, indicato attorno ai 300 milioni di euro, ha ottenuto 261 milioni di euro dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Gazzetta di Malta, Sliema News). Malta, però, è uno Stato membro dell’UE stabile, con sistemi di fatturazione e riscossione funzionanti.
Il Libano non è Malta. Qualunque finanziatore dovrebbe convincersi che l’elettricità importata possa essere fatturata, riscossa e regolata per decenni. La società elettrica statale libanese fatica proprio su questi punti da anni (World Bank). Un cavo ad alta intensità di capitale al servizio di una controparte che non paga in modo affidabile non è soltanto una complicazione diplomatica: è un’infrastruttura che può anche venire costruita, ma che non genera abbastanza ricavi da giustificarne il costo.
La Banca mondiale lo sa bene. Il suo ciclo di progetto distingue la preparazione analitica dalla valutazione e dall’approvazione del finanziamento (World Bank Project Cycle). Finanziare uno studio non significa finanziare un cavo.
L’annuncio è reale. Il collegamento alla rete europea, per ora, no. Finché Cipro non arriverà alla Grecia e il Libano non potrà dimostrare di pagare in modo credibile l’elettricità importata, resterà lo studio di un ponte senza una strada bancabile da nessuna delle due parti.
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