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EU_ECONOMICS03 / 05 · storia del giorno3 min · 705 parole · 42 fonti

Il gas cipriota passa dall’Egitto

Scritto dall IAto brief AI · 10 agosto 2026, 02:50
Come è stata scritta

Europe’s new gas route bends toward Egypt’s growing domestic shortage.

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il testo · 3 min di lettura

Eni e TotalEnergies hanno deciso di investire nello sviluppo di Cronos, il primo giacimento offshore di Cipro a superare la fase esplorativa. Il gas dovrebbe arrivare sui mercati europei sotto forma di GNL, cioè gas naturale liquefatto e raffreddato fino a ridurne il volume per il trasporto via nave, entro il 2028. L’intero percorso, però, passa dalle infrastrutture egiziane, proprio mentre l’Egitto fatica a coprire il fabbisogno interno.

Come arriva in Europa

Il gas estratto da quattro pozzi sottomarini, circa 185 chilometri a sud-ovest di Cipro, scorrerà in un nuovo gasdotto di 105 chilometri fino al sistema collegato a Zohr, il grande giacimento Eni nelle acque egiziane (TotalEnergies, Ahram Online). Da lì, le infrastrutture esistenti lo porteranno all’impianto di liquefazione di Damietta, sulla costa egiziana. Una volta liquefatto, il gas verrà caricato su metaniere e spedito verso un terminale europeo di rigassificazione.

Questa rotta ha senso perché l’Egitto dispone già di capacità di liquefazione. Costruire impianti autonomi a Cipro costerebbe circa il doppio. Il ministro cipriota dell’Energia, Michalis Damianos, ha stimato il valore del progetto in circa 2 miliardi di dollari e ha detto ad AP che la costruzione del gasdotto potrebbe iniziare più avanti nel 2026, richiedendo fino a 18 mesi, con le prime forniture ai consumatori europei già nel marzo 2028 (Euronews, ABC/AP).

All’Egitto serve più che all’Europa

La dipendenza dall’Egitto è il punto più fragile del progetto. Il Paese è passato da esportatore di gas a importatore netto. La produzione interna è scesa da circa 59 miliardi di metri cubi nel 2023 a 42 miliardi nel 2025, un calo che il Tesoro francese e la US Energy Information Administration attribuiscono sia alla flessione dell’output di Zohr sia alla crescita della domanda domestica (French Treasury, EIA).

Nel 2025 le importazioni egiziane di GNL hanno raggiunto il record di 9,01 milioni di tonnellate, diverse volte la produzione annua prevista per Cronos (S&P Global, EnterpriseAM). Se all’Egitto manca gas, l’impianto di Damietta, che dovrebbe trasformare la produzione di Cronos in GNL esportabile, diventa anche un punto di pressione interna. L’accordo su Cronos prevede una clausola che consente di destinare circa un quinto del gas ai bisogni egiziani (ABC/AP). Prima che l’Europa ne riceva una quota, l’Egitto ha quindi diritto a prenderne una parte.

Un progetto vero, ma piccolo

La decisione finale d’investimento, il passaggio in cui le società smettono di studiare il dossier e iniziano a spendere, è concreta. Eni, operatore con il 50%, e TotalEnergies, titolare dell’altro 50%, hanno dato via libera a un giacimento scoperto nel 2022, valutato nel 2024 e ora approvato con un obiettivo di produzione a regime di circa 2,8 milioni di tonnellate l’anno di GNL (Eni, TotalEnergies). Ciascun partner commercializzerà metà dei volumi.

Rispetto alla domanda europea, sono quantità limitate. Nel 2025 l’UE ha importato il record di 146 miliardi di metri cubi di GNL, diventando il primo acquirente mondiale (European Commission, MondoVisione/ACER). Cronos aggiungerebbe una fonte non russa dal Mediterraneo orientale, ma i volumi comunicati sono troppo piccoli, se misurati contro quella domanda, per incidere in modo credibile sui prezzi europei del gas. Non risultano ancora resi noti né acquirenti europei identificati, né capacità terminalistiche assegnate, né contratti di vendita di lungo periodo.

Sul piano politico, a guadagnarci di più è Cipro. L’isola ha trovato gas offshore più volte dal 2011, ma finora nessuna scoperta era arrivata alla produzione. Per un Paese che genera gran parte dell’elettricità con petrolio importato, produrre gas dalle proprie acque è già un passaggio importante, prima ancora che una molecola raggiunga l’Europa. Le autorità cipriote hanno definito «storica» la decisione d’investimento (Cyprus Mail, Politis). Eni e TotalEnergies ottengono una via rapida e relativamente economica verso GNL vendibile. L’Egitto mantiene attivi gli impianti di liquefazione e si assicura un’opzione contrattuale per trattenere una parte del gas.

Le famiglie europee non dovrebbero aspettarsi bollette più basse grazie a Cronos. I carichi entreranno in un mercato globale del GNL in cui il prezzo consegnato dipende dalla concorrenza con gli acquirenti asiatici, dai costi di trasporto e dalla capacità dei terminali.

Cronos è finanziato ed è reale. Che il gas arrivi davvero in Europa dipenderà da quanto la carenza egiziana trasformi la rotta di esportazione in una valvola di sollievo domestica.

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8/10/2026, 2:10:29 AM
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