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EU_PUBLIC_AFFAIRS03 / 05 · storia del giorno3 min · 676 parole · 32 fonti

Danimarca: sabotaggi russi, invasione improbabile

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Scritto dall IAto brief AI · 25 settembre 2026, 02:50
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Europe prepares for attacks on the connections it depends on.

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Il 24 settembre il servizio di intelligence militare danese ha dichiarato di aspettarsi che nei prossimi mesi la Russia intensifichi gli attacchi contro la NATO e l’Occidente al di sotto della soglia della guerra, tra cui sabotaggi e attacchi informatici (FE). Il servizio giudica basso, ma in aumento, il rischio di un attacco militare russo limitato contro un Paese della NATO, mentre continua a considerare improbabile un’invasione su vasta scala. Per l’Europa, nei prossimi mesi il pericolo viene da attacchi più frequenti e difficili da attribuire contro i servizi da cui dipendono le società, non da carri armati ammassati al confine.

Cosa si aspetta la Danimarca nel breve periodo

Il servizio, indicato con la sigla danese FE, parla di guerra ibrida: pressioni esercitate con sabotaggi, attacchi informatici, spionaggio e intermediari assoldati, invece che con l’impiego aperto della forza militare. Secondo le ricostruzioni danesi della valutazione, queste operazioni diventeranno più frequenti e potranno includere attacchi informatici distruttivi contro servizi essenziali (Politiken). Si tratta di scenari previsti dalla FE, non di attacchi già avvenuti.

Il servizio di sicurezza interno danese, il PET, ha già rilevato preparativi sul territorio nazionale. Il 5 settembre ha segnalato che la Russia stava pianificando sabotaggi contro aziende danesi della difesa e collegamenti a sostegno dell’Ucraina (PET).

Il PET ha anche precisato di non avere informazioni su un obiettivo specifico o sui tempi. L’avvertimento è chiaro sull’intenzione, ma non indica quale sarà la prossima mossa.

Un attacco limitato è una scommessa diversa

Un attacco limitato implicherebbe un uso circoscritto della forza, non un tentativo di conquistare territorio. Secondo le ricostruzioni del briefing della FE, una possibile forma sarebbe un attacco isolato a lungo raggio contro infrastrutture che aiutano l’Ucraina (Reuters). Oltre ai danni materiali, un’azione simile metterebbe alla prova la capacità dei membri della NATO di rispondere insieme.

Secondo la stampa francese, Mosca potrebbe correre questo rischio se ritenesse che la NATO non reagirebbe in modo unitario; i dubbi sul sostegno degli Stati Uniti alimentano questo calcolo (Le Figaro). È la valutazione della FE sui possibili calcoli russi, non un piano reso noto. La formula «basso ma in aumento» non è accompagnata da una probabilità, e la sintesi pubblica non mostra gli elementi classificati alla base del cambiamento.

L’invasione resta lo scenario più estremo. La FE non vede segnali che la Russia si stia preparando a invadere e stima che i preparativi richiederebbero almeno sei mesi e sarebbero difficili da nascondere (RTÉ).

Anche i Paesi più vicini alla Russia distinguono tra sabotaggio e invasione. Nel febbraio 2026, il servizio di intelligence estone ha valutato che la Russia non intendesse attaccare un membro della NATO nell’anno successivo (EFIS). Il presidente lettone ha detto di non vedere un rafforzamento delle truppe che facesse pensare a un’invasione, pur prendendo sul serio la possibilità di sabotaggi e di una piccola incursione di forze speciali (LSM).

Le decisioni che spetterebbero alla NATO

Il trattato fondativo della NATO prevede due strade. L’articolo 4 consente a un alleato che si senta minacciato di chiedere consultazioni; l’articolo 5 impegna gli alleati a prestarsi assistenza in caso di attacco armato. Il trattato non classifica automaticamente gli eventi ambigui (North Atlantic Treaty).

Un cavo tranciato o un attacco con un drone senza rivendicazione ricadono in questa zona grigia. Prima di decidere come procedere, gli alleati dovrebbero accordarsi su chi ne sia responsabile. Il segretario generale Mark Rutte ha detto il 24 settembre che le risposte della NATO alle attività ibride potrebbero restare riservate e non devono necessariamente rispecchiare l’azione iniziale (NATO). Gli europei potrebbero quindi vedere il sabotaggio senza conoscere la risposta.

La FE ha modificato la propria valutazione esperta del rischio, ma non ha rivelato un piano d’attacco. La sua previsione colloca nei prossimi mesi un’escalation ibrida e non segnala preparativi russi per un’invasione. Se la valutazione si confermerà, nel breve periodo i governi europei dovranno concentrarsi sulla difesa: proteggere i servizi e le rotte di approvvigionamento verso l’Ucraina più esposti ai sabotaggi e, quando si verificherà un attacco, accordarsi rapidamente su chi ne sia responsabile.

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9/25/2026, 1:44:30 AM
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