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EU_PUBLIC_AFFAIRS02 / 10 · storia del giorno3 min · 799 parole · 43 fonti

Drone esplode in Lituania, allerta contestata

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Scritto dall IAto brief AI · 19 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Officials still lack the records that could establish the drone’s route.

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il testo · 3 min di lettura

Il 18 ottobre un drone è esploso sopra una strada nel distretto lituano di Pasvalys, danneggiando la portiera anteriore di un’auto di passaggio. Nessuno degli occupanti è rimasto ferito (LRT). La Lituania ha fatto decollare i caccia dopo aver rilevato l’oggetto, ma la sua ricostruzione della rotta diverge da quella polacca e non è ancora chiaro perché le autorità abbiano deciso di allertare solo alcune zone.

Rilevato dai radar, mai identificato

Secondo l’esercito lituano, i radar hanno seguito un oggetto non identificato diretto a nord. I caccia della missione NATO di polizia aerea, incaricati di sorvegliare lo spazio aereo baltico, sono decollati da Šiauliai alle 06:15 (Lithuanian military statement).

Il ministro della Difesa Robertas Kaunas ha spiegato che nebbia e nuvole hanno impedito ai piloti di vedere l’oggetto e che non potevano fare fuoco su qualcosa che non avevano identificato. Nelle stesse dichiarazioni ha definito inaccettabile che le allerte abbiano raggiunto solo una parte del Paese (LRT). Le forze armate lettoni hanno riferito che i caccia non lo hanno abbattuto e che potrebbe essere esploso da solo (Latvian armed forces).

I radar hanno dunque rilevato l’oggetto. Restano però da conciliare le ricostruzioni pubbliche delle autorità.

Chi ha deciso quali zone allertare

In Lituania il compito di avvisare la popolazione è diviso: l’esercito decide quali aree allertare, mentre il Dipartimento dei vigili del fuoco e del soccorso invia il messaggio ai telefoni. Il dipartimento afferma che alle 06:44 l’esercito gli ha ordinato di diramare un’allerta gialla nella contea di Kaunas, seguita da allerte rosse nelle contee di Šiauliai e Panevėžys (PAGD).

La cronologia del Centro nazionale di gestione delle crisi indica che il centro ha ricevuto alle 07:00 la notifica destinata alla contea di Kaunas (Delfi). I due orari si riferiscono a momenti diversi: uno registra l’ordine impartito al servizio di soccorso, l’altro la ricezione da parte di un secondo ente. Non sono quindi necessariamente in contraddizione.

Il contrasto più netto riguarda l’area coperta dall’allerta. Kaunas ha contestato che non tutti i residenti lungo la possibile rotta di avvicinamento dalla Polonia siano stati avvisati, mentre il servizio di soccorso sostiene di aver seguito la procedura. Nessuno ha reso pubblici gli ordini di allerta, che permetterebbero di capire chi abbia tracciato il perimetro: i documenti disponibili mostrano un dissenso, non una violazione accertata.

La Lettonia ha preso una decisione autonoma. Ritenendo probabile che l’oggetto entrasse nel suo spazio aereo, alle 07:40 ha inviato un’allerta tramite cell broadcast a Bauska, Aizkraukle e Ogre, revocandola alle 08:12. In seguito, le forze armate hanno dichiarato che il drone non è mai entrato nello spazio aereo lettone (Latvian armed forces).

Dalla Polonia, oppure no

La prima ricostruzione lituana indicava che l’oggetto provenisse dalla Polonia e si dirigesse a nord; Kaunas ha chiesto a Varsavia di collaborare alle indagini. Il ministero della Difesa polacco e il suo Comando operativo, responsabile della difesa aerea militare, hanno dichiarato che i radar polacchi non confermano alcun attraversamento del confine (Polskie Radio 24). Questo non esclude che il confine sia stato attraversato. La Lituania, però, non ha pubblicato coordinate con indicazione dell’ora che consentano di verificare la propria versione.

In serata Kaunas si è spinto oltre. In un’intervista televisiva ha definito il drone una conseguenza dell’attacco ucraino della notte a San Pietroburgo. Ha detto che la guerra elettronica russa avrebbe deviato alcuni droni dalla rotta e ha indicato in via preliminare un modello ucraino, mentre gli investigatori cercavano i componenti elettronici del velivolo (LRT/BNS).

Kyiv ha risposto con cautela. Il ministero degli Esteri ha espresso rammarico per la possibile incursione di uno dei suoi droni, ha ipotizzato che interferenze russe possano averlo deviato e si è offerto di condividere informazioni (Reuters).

Le interferenze con la navigazione satellitare possono mandare un drone fuori rotta, ma lo stesso può accadere per un guasto o per il maltempo. Non sono stati diffusi dati di volo che permettano di distinguere fra queste ipotesi. Nelle informazioni disponibili non c’è nulla che indichi che la Russia abbia diretto deliberatamente un drone verso la Lituania.

Per due Paesi dell’UE e della NATO che condividono un confine, la discrepanza ha conseguenze che vanno oltre Pasvalys: il prossimo allarme passerà attraverso gli stessi passaggi di consegne fra apparati militari e agenzie civili. Per chiarire l’episodio servono tre gruppi di documenti. I dati radar in possesso dell’esercito lituano e del Comando operativo polacco potrebbero chiarire la rotta; gli ordini di allerta e i registri di ricezione custoditi dall’esercito lituano, dal servizio di soccorso e dal Centro nazionale di gestione delle crisi permetterebbero di ricostruire chi sia stato avvisato e perché; l’elettronica recuperata, esaminata dagli investigatori lituani insieme alle informazioni che Kyiv condividerà, potrebbe verificare l’ipotesi delle interferenze. Finché questi documenti non saranno resi pubblici, la rotta, le allerte e la versione di Kyiv continueranno a poggiare su dichiarazioni.

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