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EU_PUBLIC_AFFAIRS01 / 10 · storia del giorno3 min · 832 parole · 44 fonti

Droni affondano nave al largo della Bulgaria

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Scritto dall IAto brief AI · 7 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Rescuers find life jackets off Bulgaria’s coast, but no missing sailors.

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il testo · 3 min di lettura

Nelle prime ore del 6 ottobre droni hanno colpito due navi mercantili nella zona economica esclusiva bulgara, affondandone una (Bulgarian government). In serata non si avevano ancora notizie del suo equipaggio (BTA). Kyiv accusa la Russia, mentre Sofia dice di non poter ancora stabilire chi sia responsabile; nessun governo ha però presentato prove pubbliche. La Bulgaria può inoltre chiedere consultazioni formali agli alleati della NATO, ma finora non l’ha fatto.

I soccorritori hanno raggiunto il punto in cui è affondata la Alfa Watan, battente bandiera togolese, a circa 70 miglia nautiche a est della località costiera di Byala (Bulgarian government). Hanno trovato un’imbarcazione capovolta, tre zattere di salvataggio rovesciate e giubbotti di salvataggio, ma nessuna persona. L’equipaggio di un traghetto nelle vicinanze aveva riferito di aver visto droni aerei colpire la nave.

La seconda nave, la Able, battente bandiera di Palau, ha preso fuoco. Il traghetto bulgaro Dioscuria, che si trovava di passaggio, ha contribuito a portare a Varna tutti i 18 membri dell’equipaggio: 11 cittadini turchi e sette indiani (BTA). Un meccanico, ustionato su circa il 45% del corpo, era ancora in condizioni critiche (Radio Varna).

Un marinaio soccorso ha raccontato di un colpo arrivato da sotto lo scafo (Maritime.bg). È anche per questo che i funzionari sospettano l’impiego di un drone navale oltre a uno aereo.

Accuse senza prove pubbliche

Kyiv è stata la più netta. Volodymyr Zelenskyy ha dichiarato che le forze ucraine non avevano condotto operazioni nella zona e ha definito l’attacco un’azione combinata russa con droni aerei e navali (Ukrainian presidency). Secondo il presidente ucraino, i contatti tra le marine avevano accertato la responsabilità russa. L’Ucraina non ha spiegato che cosa sia emerso da quei contatti né ha diffuso frammenti o tracciati di lancio.

Sofia ha indicato possibili responsabili, senza attribuire l’attacco a nessuno. Il primo ministro Rumen Radev ha detto che i droni potrebbero essere russi o ucraini. Il ministro della Difesa Dimitar Stoyanov ha parlato di un attacco deliberato contro navi mercantili, ma ha precisato di non poter confermare né l’una né l’altra ipotesi: non sono stati recuperati frammenti dei droni e nessuno ha rivendicato l’azione (Dir.bg).

Una terza nave rende il quadro più complesso. Il 5 ottobre la Royad Mammadov ha preso fuoco ed è affondata nella zona economica rumena, dopo aver lasciato il porto ucraino di Izmail sul Danubio; due membri dell’equipaggio sono morti e 11 sono stati soccorsi (Reuters). Le autorità rumene non hanno indicato la causa dell’incendio.

La società di sicurezza marittima Ambrey ritiene «altamente probabile» che la Russia abbia colpito tutte e tre le navi per i loro legami con le esportazioni di grano ucraine (Ambrey). Nel suo aggiornamento pubblico non mostra manifesti di carico né frammenti a sostegno di questa valutazione. Mosca ha rivendicato attacchi contro altre navi mercantili dirette a Odesa nella stessa settimana, senza però nominare nessuna delle tre (Interfax).

Gli itinerari delle navi, da soli, non bastano a sostenere questa teoria. La Able era partita da Galați, in Romania; la Alfa Watan era diretta a Sulina, sempre in Romania, mentre la Royad Mammadov aveva lasciato Izmail. Tutti e tre i porti si trovano nel delta del Danubio e servono i traffici commerciali ucraini: questo collega le navi ai porti, ma non dimostra che trasportassero lo stesso carico o avessero una motivazione comune. Radev ha detto che, secondo le informazioni preliminari, la Able trasportava grano (BNR). In seguito Stoyanov ha precisato che non ci sono informazioni definitive sul carico di nessuna delle due navi.

Questa rotta resta importante per l’Europa. Nel rapporto di agosto la Commissione europea ha stimato che, dal maggio 2022, circa il 40% delle esportazioni ucraine di cereali e semi oleosi sia transitato attraverso le «Solidarity Lanes» dell’UE, le rotte terrestri e fluviali alternative ai porti marittimi ucraini (European Commission). I dati precedono gli attacchi e non dicono ancora nulla sul traffico successivo.

Sofia può chiedere consultazioni agli alleati

La posizione dell’incidente condiziona la risposta bulgara. La zona economica esclusiva attribuisce a uno Stato diritti sulle risorse, come pesce e gas, ma non fa parte del territorio nazionale e le navi straniere possono attraversarla liberamente. Radev ha sostenuto che la collocazione al largo escluda il ricorso all’articolo 4 della NATO, la clausola che consente a ciascun alleato di convocare gli altri per consultazioni (BNT).

Il trattato prevede altro. L’articolo 4 si applica quando un alleato ritiene minacciate la propria integrità territoriale, indipendenza politica o sicurezza e non richiede che l’attacco avvenga sul territorio nazionale (NATO). La Bulgaria afferma di aver sollevato la questione con gli alleati, ma non ha riferito di aver chiesto consultazioni formali.

Restano due compiti distinti: gli investigatori devono stabilire chi abbia lanciato i droni, e per farlo i frammenti sono soltanto uno degli elementi possibili; Sofia, invece, può chiedere consultazioni agli alleati in qualsiasi momento. Né Kyiv né Sofia ha presentato finora prove pubbliche sulla provenienza dei droni, e la Bulgaria non ha ancora avanzato la richiesta.

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