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EU_PUBLIC_AFFAIRS07 / 10 · storia del giorno3 min · 762 parole · 22 fonti

Asilo, stop al congelamento automatico nei Paesi Bassi

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Scritto dall IAto brief AI · 7 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Dutch asylum files await decisions the state can no longer automatically postpone.

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il testo · 3 min di lettura

I Paesi Bassi non possono più tenere in sospeso le domande d’asilo di chi è fuggito dall’Ucraina fino alla scadenza della protezione temporanea. Il 1° ottobre 2026 la Corte di giustizia dell’UE ha stabilito che una sospensione automatica viola il diritto europeo (Full judgment, EU court press release). Le autorità olandesi possono ancora rinviare alcune pratiche, ma solo dimostrando che il carico di lavoro rendeva impossibile rispettare i termini ordinari.

La sentenza riguarda un arretrato consistente. Secondo NOS, le domande olandesi rimaste in sospeso sono più di 140.000: un dato riportato dall’emittente, non un conteggio ufficiale delle richieste ancora pendenti (NOS).

Due forme di protezione

La vicenda è iniziata con un uomo: cittadino cinese di origine uigura, è fuggito dall’Ucraina con la moglie ucraina e il figlio e ha chiesto asilo nei Paesi Bassi nell’aprile 2022 (Full judgment).

Grazie alla moglie ha ottenuto la protezione temporanea, lo status collettivo di emergenza che l’UE riconosce a chi fugge dall’invasione russa. Consente di soggiornare, lavorare e accedere ai servizi senza valutare le vicende individuali.

La domanda d’asilo pone una questione diversa: la persona rischia persecuzioni nel Paese d’origine? Per un uiguro con cittadinanza cinese, la risposta può avere conseguenze anche molto tempo dopo la fine dello status emergenziale. I governi dell’UE hanno prorogato la protezione temporanea fino al 4 marzo 2028 (Council of the EU).

Il servizio immigrazione olandese, l’IND, si è rifiutato di decidere sulla domanda finché fosse rimasta in vigore la protezione temporanea. L’uomo si è rivolto ai giudici per l’assenza di una decisione e il caso è arrivato al Consiglio di Stato, il massimo giudice amministrativo olandese. Quest’ultimo ha chiesto alla Corte di giustizia dell’UE, a Lussemburgo, come interpretare il diritto europeo e ora dovrà decidere il caso alla luce della risposta (Council of State).

Un divieto, con un’eccezione circoscritta

Il principio stabilito dalla Corte è netto: la protezione temporanea non può giustificare una sospensione generalizzata e automatica dell’esame delle domande d’asilo. Si applicano quindi i termini ordinari, cioè i normali limiti di tempo entro cui le autorità devono decidere (EU court press release).

Resta una possibilità. Se uno Stato riceve così tante domande da non poter rispettare quei termini, può rinviare temporaneamente alcune pratiche e stabilire delle priorità.

L’onere della prova spetta allo Stato, che deve dimostrare che rispettare i termini era oggettivamente impossibile nonostante ogni misura ragionevole adottata. I giudici nazionali devono verificare che ogni ritardo dipenda da misure necessarie e non da una regola valida per tutti i casi (Full judgment). La Corte ha anche osservato che tenere in sospeso tutte le domande significa soltanto concentrare in seguito un’unica ondata di decisioni.

La sentenza non concede l’asilo all’uomo e non gli toglie alcuna tutela: in base al diritto UE, il rigetto della domanda non fa decadere la protezione temporanea per il periodo che resta (Temporary Protection Directive).

La coda olandese e quella tedesca

Nei Paesi Bassi il congelamento è diventato prassi. Le indicazioni del governo chiedono agli ucraini sfollati di presentare domanda d’asilo per ottenere la protezione temporanea, ma precisano che la domanda non verrà trattata finché tale protezione resterà in vigore (Dutch government). La Corte ha bocciato la sospensione automatica, senza pronunciarsi sull’obbligo di presentare domanda.

Il ministro per le Migrazioni Bart van den Brink riconosce che ora le domande vanno esaminate. Ha proposto di dare la precedenza ai nuovi arrivati, poi a circa 50.000 persone già nella coda ordinaria e infine al gruppo che beneficia della protezione temporanea (NOS).

L’argomento di van den Brink sulla capacità degli uffici è serio e la sentenza non impone di esaminare subito tutte le pratiche in sospeso. Una graduatoria preferenziale, però, non prova che rispettare i termini fosse impossibile: ora i giudici olandesi possono chiedere che questa impossibilità venga dimostrata.

La portata della sentenza supera i confini olandesi, perché l’interpretazione del diritto UE data dalla Corte vincola i giudici di ogni Stato membro. Anche l’articolo 32a della legge tedesca sull’asilo sospende le procedure finché resta in vigore la protezione temporanea (German Asylum Act). Gli specialisti tedeschi di diritto dei rifugiati ritengono che la sentenza, nota come Jilin, imponga a quella norma di cedere (HRRF analysis).

La questione giuridica è ormai definita. I Paesi Bassi devono porre fine al congelamento automatico e possono rinviare le pratiche solo dimostrando che, nonostante misure ragionevoli, era impossibile rispettare i termini ordinari. Il Consiglio di Stato applicherà per primo questo criterio al cittadino che presentò domanda nell’aprile 2022 (Council of State). A quel punto, van den Brink dovrà spiegare con prove alla mano perché le persone a cui il suo stesso governo ha chiesto di presentare domanda debbano restare in fondo alla coda.

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10/7/2026, 1:39:56 AM
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