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EU_PUBLIC_AFFAIRS06 / 08 · storia del giorno3 min · 680 parole · 145 fonti

Shell e l’ordine climatico del 45%

Scritto dall IAto brief AI · 23 maggio 2026, 03:50
Come è stata scritta

European courts confirm a legal duty to the climate, but binding targets remain elusive.

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il testo · 3 min di lettura

La Corte suprema olandese ha ascoltato il 22 maggio le argomentazioni orali in Milieudefensie v. Shell, una causa che può stabilire se un giudice europeo possa imporre a un’impresa un taglio preciso delle emissioni di carbonio. In cinque ordinamenti europei, i tribunali hanno ormai riconosciuto che le società dei combustibili fossili hanno un dovere giuridico di fronte al cambiamento climatico. Nessuno, però, ha ancora trasformato quel dovere in un obiettivo vincolante.

L’ordine da cui tutto è partito

Nel 2021, un tribunale distrettuale dell’Aia ordinò a Shell di ridurre del 45% entro il 2030 le emissioni mondiali di CO₂, comprese quelle indirette generate dai clienti quando bruciano i combustibili venduti dal gruppo. La decisione si fondava sul dovere di diligenza non scritto del diritto civile olandese, previsto dall’articolo 6:162 del Codice civile. Mai prima di allora un tribunale aveva imposto a una società un obiettivo climatico concreto.

Nel novembre 2024, la Corte d’appello ha overturned the order. I giudici hanno confermato che Shell ha un dovere di diligenza climatica, ma hanno ritenuto che non esista un consenso scientifico sufficiente per attribuire a una singola impresa una specifica percentuale di riduzione. Se si ordinasse soltanto a Shell di tagliare le vendite, hanno osservato, la produzione si sposterebbe semplicemente verso i concorrenti. La Hoge Raad, la Corte suprema olandese, che verifica solo la corretta applicazione del diritto da parte dei giudici inferiori, pubblicherà un parere consultivo entro la fine del 2026 e una sentenza definitiva all’early 2027.

I tribunali europei riconoscono il dovere, poi si fermano

Lo stallo olandese rientra in una dinamica più ampia. In Germania, l’Alta Corte regionale di Hamm ha confirmed in May 2025 che la società energetica RWE può, in linea di principio, rispondere dei danni climatici prodotti a migliaia di chilometri di distanza, salvo poi respingere la domanda specifica sulla base dei fatti. In Francia, i giudici decideranno il 25 giugno se TotalEnergies debba allineare la strategia produttiva all’Accordo di Parigi in base alla legge francese del 2017 sul dovere di vigilanza, dopo un trial that began in February 2026. Anche in Italia e in Svizzera i tribunali hanno accettato di esaminare cause climatiche contro imprese (Lexxion, Morgan Lewis), senza però arrivare a ordini concreti.

I giudici stanno dunque ammettendo che le imprese abbiano un dovere climatico, ma nessuno ha finora voluto fissare una soglia precisa di emissioni.

Queste cause peserebbero meno se il diritto europeo offrisse una cornice solida. La Corporate Sustainability Due Diligence Directive, la CSDDD, cioè la legge europea del 2024 che impone alle grandi imprese di affrontare i danni ambientali nelle catene di fornitura, è stata severely weakened in February 2026. Il piano obbligatorio di transizione climatica è scomparso. Le norme sulla responsabilità civile sono state eliminate. Il campo di applicazione è stato ristretto alle società con oltre 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato, cioè fewer than 1,000 firms across the EU. Svuotata la direttiva, l’applicazione concreta resta nelle mani dei tribunali nazionali.

Che cosa fa Shell mentre litiga

Shell sostiene di prendere sul serio il clima e che i tribunali non dovrebbero gestire nel dettaglio la strategia aziendale. Le scelte di spesa raccontano altre priorità: nel 2024 il gruppo ha destinato circa 12,7 miliardi di dollari all’esplorazione e produzione di petrolio e gas, 2,5 miliardi di dollari alle rinnovabili e 22,5 miliardi di dollari agli azionisti; nel febbraio 2026 l’amministratore delegato ha pubblicamente questioned the company's 2050 net-zero commitment.

Milieudefensie, la sezione olandese di Friends of the Earth, senza attendere la Corte suprema, ha depositato una new lawsuit in April 2026 per chiedere che Shell fermi gli investimenti in nuovi giacimenti di petrolio e gas. Il cambio di strategia giuridica è significativo: meno percentuali sulle emissioni, più attacco diretto alle decisioni di investimento.

Che cosa può succedere ora

La sentenza su TotalEnergies del 25 giugno potrebbe arrivare prima della decisione della Corte suprema olandese e diventare il primo ordine giudiziario vincolante a collegare la produzione di un’impresa agli obiettivi climatici. Il Grantham Research Institute della LSE ha counted 226 new climate cases filed globally in 2024, con una quota crescente di imprese tra i convenuti. In tutti e cinque gli ordinamenti, il dovere giuridico di agire sul clima esiste ormai sulla carta. Che cosa imponga davvero a una società, però, non lo ha ancora definito né un tribunale né un legislatore.

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5/23/2026, 3:20:29 AM
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