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EU_PUBLIC_AFFAIRS03 / 08 · storia del giorno3 min · 622 parole · 141 fonti

L'E3 scavalca l'UE sull'Ucraina

Scritto dall IAto brief AI · 6 giugno 2026, 03:50
Come è stata scritta

A private channel for peace begins to melt under the glare of exclusion.

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il testo · 3 min di lettura

Francia, Germania e Regno Unito incontrano domenica a Downing Street Volodymyr Zelensky, aprendo un canale europeo autonomo per cercare una via d'uscita alla guerra in Ucraina. Il vertice E3 aggira la procedura formale di politica estera dell'UE, che richiede l'unanimità dei 27 Stati membri e attribuisce di fatto a ciascun governo un potere di veto. Fuori da quella cornice, tre capitali possono muoversi con una rapidità che l'Unione, come istituzione, non riesce a garantire.

Il 4 giugno Zelensky ha published an open letter to Putin proponendo un incontro faccia a faccia in un Paese neutrale, un cessate il fuoco integrale e uno scambio di prigionieri "tutti per tutti". Il giorno dopo, al Forum economico di San Pietroburgo, Putin l'ha dismissed it the next day, definendo la lettera «maleducata». Nel giro di poche ore, l'Eliseo ha announced the London summit.

Perché gli Stati Uniti hanno lasciato un vuoto

L'E3 nasce dal fallimento del tentativo americano. Lo schema delineato da Trump e Putin al vertice di Anchorage dello scorso agosto prevedeva che l'Ucraina cedesse Crimea e Donbas e rinunciasse all'adesione alla NATO. Kyiv lo respinse. Dopo un ultimo round trilaterale a Ginevra, chiuso senza risultati, il segretario di Stato Rubio ha acknowledged the process had "stagnated". Interpellato il 5 giugno sullo scambio tra Zelensky e Putin, Trump ha said: "Let them deal".

Berlino sostiene che una finestra di dialogo con Mosca si stia «lentamente aprendo», ma insiste sul fatto che il coordinamento con Washington resti un «principio guida». Una formula prudente, che lascia intendere come la Germania non abbia ancora ricevuto un via libera esplicito dagli Stati Uniti.

I Paesi lasciati fuori

Muovendosi in fretta, l'E3 ha escluso proprio i Paesi più esposti all'esito della guerra. La Polonia, il maggiore Stato membro orientale dell'UE e il Paese europeo con la più alta quota di spesa per la difesa sul PIL, ha assistito alla diffusione di indiscrezioni secondo cui il consigliere per la politica estera di Berlino potrebbe seek direct contact with Putin's envoy senza consultare Varsavia. Gli analisti polacchi hanno messo in guardia dal rischio di un'intesa con la Russia «sopra la testa dei Paesi che si trovano tra la Germania e la Federazione russa».

Il ministro degli Esteri italiano Tajani ha argued che «non giova a nessuno tenere il nostro Paese fuori dal gruppo di testa». La Presidente del Consiglio Meloni, però, ha disertato persino il vertice UE-Balcani occidentali del 5 giugno, preferring to present a commemorative stamp.

Gli Stati baltici condividono l'irritazione polacca. Il presidente estone Karis ha warned against giving Putin "any lifeline or ray of hope that aggression can pay off". Tallinn ha respinto l'ipotesi di una «membership associata» per l'Ucraina, proposta a maggio dal cancelliere Merz e definita dallo stesso Zelensky called "unfair", chiedendo invece negoziati pieni di adesione.

Che cosa preferisce Mosca

La postura di Putin al Forum di San Pietroburgo suggerisce che il Cremlino voglia colloqui bilaterali con Washington, in modo da presentare all'Europa un accordo già chiuso. Il presidente russo ha elogiato lo schema di Anchorage, ha chiesto che l'Ucraina ne accetti i termini prima di qualunque incontro e ha told Russian soldiers di ignorare la lettera di Zelensky: «fate il vostro lavoro, fratelli». L'inviato russo Dmitriev ha accused Europe of trying to "derail" the US-Russia channel.

L'E3 serve a impedire proprio questo esito. Ma Putin ha pochi incentivi a trattare con tre governi europei se può aspettare Trump. Anche la coesione del formato mostra già qualche crepa: il capo di gabinetto di Merz ha publicly walked back il 5 giugno le aperture negoziali del cancelliere, poche ore dopo che Merz le aveva rilanciate.

Il nuovo governo ungherese guidato da Péter Magyar ha rimosso i veti che bloccavano i negoziati di adesione dell'Ucraina all'UE e sbloccato i fondi europei per la difesa congelati, rovesciando anni di ostruzionismo sotto Viktor Orbán. Ma eliminare un ostacolo non scioglie la tensione di fondo. L'E3 può muoversi rapidamente proprio perché aggira la regola dell'unanimità, quella che dà voce a Polonia, Baltici e a ogni altro Stato membro. I Paesi lasciati fuori dalla stanza sono quelli più vicini al fronte.

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