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EU_ECONOMICS04 / 07 · storia del giorno3 min · 709 parole · 138 fonti

BCE al 2,25%, sussidi al capolinea

Scritto dall IAto brief AI · 30 maggio 2026, 03:50
Come è stata scritta

A one-size-fits-all interest rate becomes an immovable barrier in a cooling economy.

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il testo · 3 min di lettura

L'inflazione di fondo nell'eurozona, depurata dalle componenti più volatili di alimentari ed energia, è scesa in aprile al 2,2%. Le retribuzioni negoziate sono passate dal 3,0% al 2,6% (ECB Wage Tracker). La Banca centrale europea si prepara comunque ad alzare i tassi. L'11 giugno il Consiglio direttivo dovrebbe portare il tasso sui depositi, il parametro che orienta il costo del credito nell'eurozona, dal 2,00% al 2,25% (ECB). I mercati attribuiscono alla mossa una probabilità dell'80-91% (Euronews).

L'inflazione complessiva, a prima vista, inquieta. In Italia è salita al 3,2% a maggio (ISTAT); in Spagna è rimasta allo stesso livello (INE). Ma la causa sta nello Stretto di Hormuz, non nei negozi europei. Lo stretto, chiuso dall'inizio di marzo, ha mantenuto il Brent vicino ai 109 dollari al barile. La stessa BCE stima che lo shock energetico aggiunga circa un punto percentuale all'inflazione generale (ECB). Tolto quell'effetto, l'eurozona resta vicina all'obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale.

I rialzi dei tassi non riaprono le rotte marittime

Tassi più alti raffreddano la spesa perché rendono il credito più caro, e funzionano quando il problema è un eccesso di domanda. Oggi il nodo è l'offerta limitata di petrolio. Nessun rialzo può estrarre greggio, deviare le petroliere o cancellare i premi assicurativi per rischio di guerra, pari a 13-16 dollari al barile, che restano per mesi anche dopo un cessate il fuoco.

La logica della BCE è preventiva: evitare che i costi dell'energia si trasferiscano ai salari e diventino autonomi. Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo, ha definito "necessario" un rialzo a giugno anche qualora il conflitto in Medio Oriente si risolvesse rapidamente (Bloomberg). Ma l'inflazione nei servizi, la componente più sensibile ai salari interni, è scesa in aprile dal 3,3% al 3,0% (Eurostat). I salari rallentano. La spirale che la BCE teme non è partita.

La doppia stretta di giugno

Il rialzo dei tassi arriva insieme a un precipizio fiscale che nessun governo ha coordinato con gli altri. In Spagna l'IVA sull'elettricità, l'imposta sul valore aggiunto applicata alle vendite nell'UE, è tornata dal 10% al 21% il 1° giugno, aggiungendo 10-20 euro al mese alle bollette delle famiglie (Endesa). In Italia il taglio delle accise sui carburanti scade il 6 giugno. In Germania il Tankrabatt, lo sconto fiscale sui carburanti, termina il 30 giugno, con un aggravio di circa 17 centesimi al litro alla pompa (WiWo). Le famiglie di tre delle maggiori economie dell'eurozona affrontano nello stesso mese bollette energetiche più alte e credito più costoso.

Sui mutui l'effetto è immediato. In Portogallo i proprietari di casa vedranno aumenti fino a 60 euro al mese su un prestito standard da 150.000 euro (ECO). In Spagna chi ha un mutuo a tasso variabile pagherà circa 65 euro in più (Kelisto). In Italia i titolari di mutui variabili subiranno rincari analoghi, nell'ordine di 60-70 euro (Teleborsa).

La Germania mostra quanto sia sfasata una politica monetaria identica per tutti. L'inflazione generale tedesca è appena allo 0,6%, mentre l'economia attraversa la recessione più lunga mai registrata. Il Consiglio degli esperti economici ha tagliato allo 0,5% la previsione di crescita per il 2026 (WiWo). Berlino riceve una stretta monetaria pensata per Italia e Spagna, dove i prezzi corrono a un ritmo oltre cinque volte superiore.

La domanda del 2011

La BCE conosce questo terreno. Nel 2011 Jean-Claude Trichet alzò i tassi due volte contro un'inflazione spinta dalle materie prime. La crisi del debito dell'eurozona si aggravò. Il successore Mario Draghi annullò entrambi i rialzi nel giro di pochi mesi (PitchBook). Oggi lo spread BTP-Bund, cioè il divario tra quanto pagano Italia e Germania per finanziarsi, è a 75 punti base, pari a 0,75 punti percentuali (Borsa Italiana). Per ora è gestibile. Ma BNP Paribas prevede tre rialzi entro settembre, per un totale di 0,75 punti, che porterebbero il tasso sui depositi al 2,75% (FXStreet).

Lo scudo anti-frammentazione della BCE, il TPI, Transmission Protection Instrument, creato nel 2022 per acquistare titoli dei Paesi sotto pressione disordinata dei mercati, non ha mai debuttato (ECB). Tre rialzi consecutivi mentre la Germania è in recessione sarebbero un modo piuttosto aggressivo per scoprire se funzioni davvero.

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5/30/2026, 3:04:59 AM
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