Skip to main content
EU_ECONOMICS08 / 08 · storia del giorno3 min · 601 parole · 143 fonti

BCE contro il veto tedesco su Commerzbank

Scritto dall IAto brief AI · 19 maggio 2026, 14:12
Come è stata scritta

A surgical gap in the single market renders the union's headquarters unreachable.

Composizione immagine · tobrief
il testo · 3 min di lettura

Il vicepresidente della BCE ha detto alla Germania ciò che buona parte d’Europa pensava già. Luis de Guindos, in una Financial Times interview, ha osservato che è «molto difficile per i governi sostenere l’Unione del risparmio e degli investimenti e poi dire: “No, siamo contrari a questa specifica operazione”». L’operazione è l’offerta di UniCredit su Commerzbank. Il governo è quello tedesco. Un’istituzione europea di primo piano sta accusando pubblicamente il maggiore Stato membro di predicare il mercato unico e difendere, quando tocca a casa propria, il recinto nazionale.

UniCredit controlla già il 38,87% di Commerzbank attraverso una combinazione di azioni dirette, swap e derivati (Corriere della Sera, Ad Hoc News). Il 18 maggio il consiglio di Commerzbank ha rejected the all-share offer, giudicandola troppo bassa e troppo vaga. Il governo tedesco, che detiene una minoranza di blocco del 12%, cerca qualunque leva per affossare l’operazione. L’offerta di scambio resta aperta fino al 16 giugno.

Lo scontro mette a nudo una debolezza strutturale dell’integrazione bancaria europea: tutte le capitali la sostengono in teoria, ma quando arriva una banca straniera trovano sempre un buon motivo per dire che quel caso è diverso.

Berlino non trova una leva legale

La Germania non ha il potere di bloccare l’operazione. Dal 2014 la BCE, che vigila direttamente sulle banche dell’eurozona, ha sottratto quel ruolo alle autorità nazionali. L’antitrust tedesco resta last formal hurdle, ma la fusione non sembra superare in modo evidente le soglie di concentrazione.

Il governo ha valutato l’ipotesi di aumentare la partecipazione tramite KfW, la banca pubblica per lo sviluppo, con un costo vicino ai 5 miliardi di euro. Il ministero delle Finanze ha denied the plan. L’AfD di estrema destra ha spinto il cancelliere Friedrich Merz a invocare la normativa sul controllo degli investimenti esteri e a dichiarare Commerzbank infrastruttura strategica. È una strada constitutionally fragile e quasi certamente aprirebbe un contenzioso con l’UE. La Spagna sta già affrontando una procedura d’infrazione dopo che Madrid ha imposto restrizioni alla fusione domestica tra BBVA e Sabadell (Ainvest).

Chi rischia il posto

Commerzbank serve circa 24.000 gruppi di clienti corporate e gestisce il 30% del commercio estero tedesco. Il sindacato ver.di stima che up to 15,000 jobs could go, soprattutto tra Francoforte e Monaco. Secondo il consiglio di fabbrica, il numero potrebbe arrivare a 23.000. UniCredit non ha assunto impegni pubblici sull’occupazione.

Un precedente però esiste. Quando nel 2005 UniCredit comprò HypoVereinsbank, tagliò circa 9,000 jobs, ma mantenne il marchio e continuò a finanziare piccole e medie imprese attraverso una struttura tedesca autonoma. Il temuto ritiro dal credito locale non ci fu. Commerzbank, però, è molto più innervata nella macchina economica tedesca, e proprio per questo i sindacati questa volta combattono con maggiore durezza.

Fuori dalla Germania, il dossier arriva fino alla Polonia, dove Commerzbank possiede il 69,1% di mBank, il quinto istituto del Paese (Pb.pl). UniCredit è già presente su quel mercato. Le autorità dovranno valutare la concentrazione che ne deriverebbe.

Ogni capitale protegge i propri campioni

Ogni Paese europeo protegge le proprie banche mentre predica apertura. La Francia ha da poco strengthened its regulator's power to block bank M&A e nello stesso tempo difende l’unione europea dei mercati dei capitali. Le Monde definisce l’intero progetto di integrazione an "Arlésienne" — always promised, never delivered: se ne parla sempre, non arriva mai.

Il costo di questa frammentazione si misura. Le prime 25 banche europee messe insieme valgono all’incirca quanto America's top four are worth alone. La BCE stima che la transizione verde richieda €1.2 trillion in financing per year fino al 2030. Nessuna banca europea, se resta chiusa nel mercato nazionale, può finanziare quella scala di investimenti. Come ha detto il presidente dell’Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis: «We need European champions, not national champions.»

I gestori istituzionali dovranno decidere entro il 16 giugno se consegnare le azioni. Il segnale che arriverà dalla Germania peserà anche sul fatto che la prossima operazione transfrontaliera venga tentata oppure no.

How was this article?

Help us get better

Details about this article
Model:
claude-opus-4-6
Generated:
5/19/2026, 2:38:29 PM
Pipeline run:
eu_pipeline_20260519_121239
Watermark:
SynthID (Google's invisible watermark)
Human review:
None before publication
Learn more about our methodology