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EU_ECONOMICS06 / 08 · storia del giorno3 min · 666 parole · 147 fonti

Il deficit di gas egiziano frena Cipro

Scritto dall IAto brief AI · 19 maggio 2026, 14:12
Come è stata scritta

A giant domestic appetite looms over the offshore pipeline intended for Europe.

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Cipro ha approvato il 19 maggio lo sviluppo del giacimento offshore Kronos, sbloccando dopo quindici anni le riserve del Mediterraneo orientale. Il piano punta alle prime vendite verso l'Europa entro il 2028, passando dagli impianti di liquefazione egiziani. Ma dal 2024 l'Egitto è passato da esportatore di gas a importatore record: prima di arrivare ai compratori europei, il gas cipriota potrebbe dover colmare il fabbisogno egiziano.

L'accordo e la rotta

Il governo cipriota ha approvato il piano di sviluppo e i termini essenziali del Gas Sales Agreement per Kronos, nel Blocco 6 della zona economica esclusiva di Cipro, cioè le acque offshore sulle quali uno Stato costiero esercita diritti sulle risorse. Kronos fa parte di un gruppo di scoperte che comprende Aphrodite, Zeus e Calypso, con risorse complessive stimate in circa 10 trilioni di piedi cubi destinate all'export (Politis). Per Kronos, preso da solo, non esiste ancora una stima pubblica separata delle riserve.

Il consorzio operativo, ENI e TotalEnergies, ciascuna con il 50%, prevede di convogliare il gas verso le infrastrutture offshore egiziane di Zohr e poi di liquefarlo nel terminale di Damietta per spedirlo in Europa. Se l'accordo finale si chiudesse nelle prossime settimane, la prima produzione potrebbe arrivare tra la fine del 2027 e la prima metà del 2028 (Cyprus Mail, Protothema).

Cipro ha scelto questa rotta perché non dispone di impianti di liquefazione propri. Il gasdotto EastMed, il collegamento sottomarino da 1.900 chilometri verso l'Italia attraverso la Grecia, è finito di fatto in un cassetto dopo che gli Stati Uniti hanno ritirato il sostegno nel 2022. L'Egitto offriva infrastrutture già esistenti e vicinanza geografica. Nel febbraio 2025, ENI e TotalEnergies hanno firmato un accordo trilaterale con Egitto e Cipro per formalizzare il percorso di esportazione.

Prima viene l'Egitto

La produzione egiziana di gas è scesa da 70,4 miliardi di metri cubi nel 2021 a 49,4 miliardi nel 2024, con un calo di un terzo in tre anni dovuto anche al declino del grande giacimento Zohr. Il Paese è passato dall'esportare 7 milioni di tonnellate di Gnl, il gas naturale liquefatto raffreddato per il trasporto via nave, nel 2022 all'importarne la cifra record di 9,01 milioni di tonnellate nel 2025.

Il terminale di Damietta, destinato al gas cipriota, ha ripreso l'attività nel gennaio 2024, ma si è fermato di nuovo già a maggio perché l'Egitto aveva bisogno del gas sul mercato interno. Il contratto riflette questa tensione: secondo Al Manassa, la domanda domestica egiziana ha la precedenza, con una revisione trimestrale che può dirottare il gas dalle esportazioni europee. Se il deficit egiziano dovesse continuare, i compratori europei potrebbero ritrovarsi ad attendere trimestre dopo trimestre volumi già contrattualizzati.

L'Oxford Institute for Energy Studies ha intitolato la propria analisi del marzo 2025 "Cyprus upstream to help stabilize Egypt gas balances", non "per rifornire l'Europa". Il principale centro di ricerca energetica che ha esaminato l'operazione la legge prima come uno strumento di stabilizzazione egiziana e solo dopo come una nuova fonte per il mercato europeo.

Che cosa manca ancora

L'UE ha consumato circa 332 miliardi di metri cubi di gas nel 2024. A pieno regime, Kronos potrebbe consegnare secondo le stime 6-8 miliardi di metri cubi l'anno, meno del 2,5% del totale. In un mercato in cui la quota del gas russo via tubo è scesa da circa il 40% nel 2021 a circa il 6% nel 2025, ogni nuova fonte aiuta al margine. Utile, dunque; non risolutiva.

Altri progetti del gas nell'Europa sudorientale si muovono su tempi simili. Il romeno Neptun Deep prevede il primo gas entro l'autunno 2027 con una capacità di 8 miliardi di metri cubi l'anno. Kronos, però, è l'unico la cui rotta di esportazione passa attraverso un Paese che potrebbe trattenere il gas per sé.

L'accordo, inoltre, non è ancora chiuso. ENI non ha preso la decisione finale d'investimento, cioè il via libera formale a impegnare i capitali. Il gasdotto sottomarino verso l'Egitto deve ancora essere costruito e le condizioni commerciali restano riservate. Come ha osservato Politis, una scoperta non equivale a un piano di sviluppo, un piano non equivale a una decisione d'investimento e una decisione d'investimento non significa estrazione.

Il giacimento Aphrodite, scoperto al largo di Cipro nel 2011, non produce ancora e potrebbe non farlo prima del 2031. Kronos, sulla carta, si è mosso più rapidamente. Che lo faccia anche nella realtà dipenderà da una variabile che Cipro non controlla: l'appetito crescente dell'Egitto per il proprio gas.

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5/19/2026, 2:33:17 PM
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