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EU_PUBLIC_AFFAIRS05 / 18 · storia del giorno3 min · 722 parole · 20 fonti

EPPO, 11 arresti per frode sui carburanti

Scritto dall IAto brief AI · 30 giugno 2026, 09:07
Come è stata scritta

Millions in fraudulent profit are generated in the gap between paper and fuel.

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il testo · 3 min di lettura

Le unità speciali hanno fatto irruzione in una villa nel Brandeburgo. Gli investigatori doganali hanno eseguito mandati in Polonia. Le autorità lettoni hanno fermato alcuni sospetti. In un’unica operazione coordinata, 11 persone sono state arrestate in tre Stati membri dell’UE (Tag24).

A guidare l’operazione è stata la Procura europea, l’EPPO, l’organismo indipendente dell’UE che può indagare e perseguire, oltre i confini nazionali, i reati contro le finanze europee. Il caso, denominato “Water into Wine”, riguarda una rete internazionale che, secondo l’EPPO, avrebbe organizzato una frode IVA multimilionaria attraverso il commercio di gasolio (EPPO).

Lubrificante sulla carta, gasolio nei fatti

La presunta frode non passava da camion nascosti alla frontiera, ma da fatture apparentemente ordinarie. Il carburante entrava in Germania dalla Polonia dichiarato come olio lubrificante, prodotto soggetto a un’imposizione più bassa, per poi cambiare etichetta e finire sul mercato come gasolio (EPPO, Tag24). Il margine nasceva dalla distanza tra il nome fiscale del prodotto e la sua reale destinazione commerciale.

In una fase precedente dell’indagine, l’EPPO aveva incriminato sei imputati, sostenendo che oltre 3.000 consegne di carburante avessero generato detrazioni IVA fraudolente per 23,7 milioni di euro (EPPO). La stampa tedesca, riferendo sull’ultimo blitz, ha indicato presunte perdite per circa 45 milioni di euro di IVA e oltre 90 milioni di euro di accise, cifre che restano accuse non ancora verificate (Tag24). Sono soldi che escono direttamente dai bilanci pubblici nazionali, quindi dai contribuenti.

Un procuratore, tre Paesi

Prima dell’EPPO, un caso distribuito tra Germania, Polonia e Lettonia avrebbe richiesto tre indagini distinte, tenute insieme da richieste di assistenza giudiziaria lente e spesso macchinose. L’EPPO, nato con il Regolamento 2017/1939 del Consiglio, ha cambiato questo schema. I procuratori europei operano dentro gli ordinamenti nazionali, ma rispondono a una direzione unica dell’UE. Le perquisizioni restano nelle mani delle forze nazionali. I mandati li firmano ancora i giudici nazionali. Ma un solo ufficio decide che le prove raccolte in tre Paesi appartengono allo stesso fascicolo.

L’architettura serve a colpire un fenomeno che costa denaro vero. Le frodi IVA transfrontaliere, nelle quali società di comodo acquistano beni senza imposta attraverso i confini dell’UE, applicano l’IVA sulle vendite interne e poi spariscono prima di versarla, sottraggono ogni anno agli Stati membri una cifra stimata tra 12,5 e 32,8 miliardi di euro. Il gasolio si presta bene a questo meccanismo: grandi volumi, prodotto fisicamente identico da un Paese all’altro, categorie di accisa che possono essere manipolate cambiando etichetta (Europol).

Troppi vuoti, troppo pochi procuratori

L’EPPO dispone di 182 procuratori per 24 dei 27 Stati membri dell’UE (RTÉ). Tre Paesi restano fuori dal sistema, tra cui l’Irlanda. Non è un dettaglio procedurale. Andrés Ritter, funzionario dell’EPPO, ha avvertito di recente che l’Irlanda rischia di diventare un approdo per società di comodo usate nelle frodi fiscali transfrontaliere, proprio perché lì gli investigatori non possono usare gli strumenti diretti dell’EPPO per muoversi oltre confine (The Irish Times). Dove la Procura europea non arriva, la frode può attecchire.

Anche i dati fiscali restano un collo di bottiglia. Le autorità nazionali conservano ancora separatamente i registri IVA, e per i procuratori dell’EPPO non sempre è possibile seguire una transazione sospetta da un Paese all’altro. Il Consiglio dell’UE, dove legiferano i ministri degli Stati membri, ha raggiunto un accordo provvisorio per dare all’EPPO un accesso migliore a Eurofisc, la rete europea di scambio di informazioni sulle frodi IVA, ma l’adozione definitiva è ancora in sospeso (Brussels Times). Dati più rapidi permetterebbero ai procuratori di seguire in pochi giorni, non in mesi, una spedizione di carburante rietichettata lungo la catena transfrontaliera.

Alla fine del 2025, l’EPPO dichiarava 3.602 indagini attive, con un danno stimato di 67,27 miliardi di euro (EPPO). È il carico di lavoro di 182 persone.

Ciò che resta da provare

Il quadro pubblico è più scarno di quanto suggerisca la spettacolarità dei blitz. Non è stato indicato come si distribuiscano gli 11 arresti tra i vari Paesi. Per questa fase dell’operazione non sono stati pubblicati nomi di società, ruoli dei sospetti né dettagli sugli asset sequestrati. Tutti gli indagati sono presunti innocenti.

L’EPPO può ormai aprire casi che, fino a pochi anni fa, sarebbero stati molto più difficili da costruire. Se 182 procuratori, impegnati su un continente intero e su 3.600 fascicoli aperti, riusciranno a trasformare perquisizioni coordinate in condanne, è ciò che questo caso sul gasolio metterà alla prova.

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6/30/2026, 8:39:11 AM
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