Missione EU, confine libanese senza presidio

As UN patrols approach their end, no force is ready to replace them.
Composizione immagine · tobriefIl 12 ottobre i governi dell’UE hanno istituito una missione per consigliare e addestrare l’esercito e la polizia libanesi, con un mandato iniziale di tre anni, secondo il Council. La missione aiuterà le forze libanesi a garantire la sicurezza del confine, ma non lo pattuglierà; i caschi blu dell’Onu che oggi lo fanno dovranno cessare le normali operazioni il 31 dicembre 2026 (UNIFIL).
Il compito dei consiglieri
Il Libano ha chiesto la missione. I consiglieri militari lavoreranno con le Forze armate libanesi sul controllo dei confini terrestri, la sicurezza marittima, la ricognizione e il contrasto al contrabbando; una squadra civile affiancherà invece la polizia (Council). Il presidente Joseph Aoun ha accolto la decisione, definendo esercito e polizia gli strumenti legittimi per estendere l’autorità dello Stato (MTV Lebanon).
L’istituzione della missione non significa che il personale sia già arrivato a Beirut: la pianificazione prosegue e, per avviarla, i governi dovranno adottare una decisione separata (Council). Ogni governo deciderà inoltre se inviare personale. Il servizio diplomatico dell’UE precisa che i posti civili messi a bando dipendono dalle decisioni politiche e dall’approvazione del bilancio (EEAS). La missione non ha ancora un comandante né un bilancio pubblicati, e non si sa quali Paesi invieranno personale.
Che cosa facevano le pattuglie, e che cosa non faranno i consiglieri
UNIFIL, la forza dell’Onu, pattuglia la fascia compresa tra la Blue Line, la linea del ritiro israeliano tracciata dall’Onu, e il fiume Litani. Segnala le violazioni e mantiene aperto un canale di comunicazione tra le forze libanesi e israeliane (UNIFIL). Il mandato europeo non assegna ai consiglieri compiti di pattugliamento, monitoraggio del cessate il fuoco o gestione di una zona cuscinetto (Council). A Beirut, Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell’UE, ha detto che la missione non sostituirà UNIFIL (EEAS).
L’esercito chiamato a subentrare è già sotto pressione: nel febbraio 2026 schierava più di 9.000 militari a sud del Litani (UN report). L’agenzia dell’UE per l’asilo descrive le forze di sicurezza libanesi come cronicamente sottofinanziate e dotate di equipaggiamenti obsoleti (EUAA).
L’UE contribuisce già a finanziare parte di quegli equipaggiamenti. Il Fondo europeo per la pace, uno strumento fuori bilancio dell’UE per gli aiuti militari, ha destinato all’esercito libanese 182 milioni di euro dal 2022 (Council). I consiglieri possono aggiungere competenze, ma non pagare gli stipendi; la formazione, inoltre, richiede tempi che il calendario dell’Onu non concede.
Chi può ancora colmare il vuoto
Restano tre gruppi di decisori, con scelte distinte. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu deve decidere se una forza delle Nazioni Unite subentrerà a UNIFIL. Il Segretario generale ha proposto tre opzioni, con circa 5.525, 3.370 o 1.980 militari (UN). Washington, che al Consiglio dispone del diritto di veto, aveva lasciato intendere che avrebbe bloccato un rinnovo senza una data di conclusione definita (Security Council Report).
Francia e Italia seguono una seconda strada, fuori dai perimetri dell’Onu e dell’UE. In una dichiarazione congiunta del giugno 2026 hanno detto che avrebbero valutato l’ipotesi di guidare una propria coalizione internazionale dopo UNIFIL (Élysée). L’idea è ancora allo stadio esplorativo: servirebbero decisioni autonome a Parigi e Roma, altri Paesi disposti a contribuire e, presumibilmente, il consenso del Libano.
Il terzo gruppo è composto dai governi dell’UE, che non hanno ancora votato l’avvio della missione e non sono obbligati a inviarle personale.
La decisione dell’UE affronta il problema di lungo periodo: rafforzare esercito e polizia affinché possano mantenere da soli il controllo del Libano meridionale. Nel breve periodo resta invece aperta la questione di chi presidierà la linea: le normali operazioni di UNIFIL terminano il 31 dicembre e dal 1° gennaio potrebbero mancare sul posto le persone che registrano gli incidenti e mantengono il dialogo tra i due eserciti (UNIFIL). Nessuna misura adottata dall’UE il 12 ottobre copre questo compito (Council). La risposta dipende dal Consiglio di sicurezza, dove Washington può bloccare una forza subentrante dell’Onu, e dalla volontà di Francia, Italia o altre capitali di trasformare l’ipotesi di una coalizione in un impegno di truppe.
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- 10/13/2026, 1:42:11 AM
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