Via libera UE all’amnistia catalana

The European ruling clears the path, but the amnesty remains frozen in legal limbo.
Composizione immagine · tobriefIl 16 luglio la Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che il diritto dell’UE non impedisce alla Spagna di applicare l’amnistia per i reati legati al processo indipendentista catalano (Euronews, Brussels Signal). La sentenza elimina i principali argomenti giuridici costruiti contro la legge sul piano europeo, ma non cancella automaticamente le responsabilità di nessuno: spetterà ai giudici spagnoli applicare l’amnistia caso per caso, e diversi magistrati hanno già lasciato intendere che non considereranno il verdetto di Lussemburgo come un’assoluzione generale.
Come il caso è arrivato a Lussemburgo
Due tribunali spagnoli hanno fatto ricorso all’articolo 267 del TFUE, la norma dei Trattati che consente ai giudici nazionali di chiedere alla Corte di giustizia come vada interpretato il diritto dell’Unione (Article 267 TFEU). Lussemburgo risponde sulla questione europea; la decisione concreta resta al giudice che ha sollevato il rinvio.
Il Tribunal de Cuentas, l’organo spagnolo di controllo contabile, ha chiesto se l’estinzione delle responsabilità finanziarie per il denaro pubblico speso nel referendum indipendentista del 2017 violasse le regole UE sulla tutela del bilancio europeo. In un procedimento separato, l’Audiencia Nacional, uno dei principali tribunali penali spagnoli, ha chiesto se l’amnistia per imputati coinvolti in un caso di terrorismo collegato all’indipendentismo catalano potesse indebolire la direttiva europea antiterrorismo (RTVE).
Respinte le obiezioni, salvo un limite
La Corte ha respinto entrambe le contestazioni. Sul fronte finanziario, ha ritenuto che l’uso di fondi pubblici spagnoli per un referendum illegale non avesse danneggiato il bilancio dell’UE (Brussels Signal). Sul terrorismo, ha accettato l’impostazione secondo cui l’amnistia spagnola fosse abbastanza circoscritta da non svuotare la direttiva europea: la legge riguarda solo il contesto indipendentista catalano ed esclude gli atti che abbiano provocato intenzionalmente gravi violazioni dei diritti umani.
Un limite, però, resta. La Corte ha censurato una disposizione che avrebbe potuto obbligare i giudici spagnoli a chiudere i procedimenti entro due mesi, prima che Lussemburgo avesse risposto alle loro domande (Internazionale/Reuters). La Spagna può costruire un’amnistia, ma non può troncare il canale giudiziario che collega i tribunali nazionali alla Corte dell’UE.
Puigdemont resta nel limbo giudiziario
Per gli ex funzionari catalani chiamati a rispondere davanti al Tribunal de Cuentas, la strada verso l’amnistia appare ora in larga parte sgombra (Eurasia Review). Per Carles Puigdemont, invece, il margine di incertezza resta molto più ampio.
Poche ore dopo la sentenza, il giudice della Corte suprema Pablo Llarena ha confermato il mandato d’arresto nazionale contro Puigdemont (Antena 3). Il ragionamento di Llarena non poggia sul diritto europeo: secondo il magistrato, il presunto uso improprio di fondi pubblici da parte di Puigdemont avrebbe comportato un arricchimento personale, ipotesi che la stessa legge di amnistia esclude. A Lussemburgo quella domanda non era stata posta. Il prossimo passaggio decisivo sarà dunque davanti al Tribunale costituzionale spagnolo, che ha rinviato all’autunno la propria decisione sull’amnistia (Eurasia Review).
Per il presidente del Consiglio Pedro Sánchez, la sentenza offre comunque un risultato spendibile. L’argomento più forte dell’opposizione, cioè che l’amnistia violasse il diritto dell’UE, è arrivato davanti ai giudici ed è stato respinto. Sánchez può ora dire ai partner parlamentari di Junts ed ERC, i due principali partiti indipendentisti catalani dai cui voti dipende il governo, che la promessa fatta ha superato l’ostacolo europeo (Ouest-France). I leader indipendentisti hanno risposto chiedendo un’applicazione immediata e integrale della legge. La stampa tedesca e francese ha letto invece il verdetto in termini più stretti: un passaggio giuridico superato, non un via libera politico al separatismo (taz).
La Corte poteva dire se il diritto dell’UE bloccasse l’amnistia. Non poteva stabilire se i tribunali spagnoli l’avrebbero accettata. Lussemburgo ha tolto il diritto europeo dal tavolo; ora sono i giudici di Madrid a gestire tempi, margini di discrezionalità e conseguenze.
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