La Corte UE sblocca l’amnistia catalana

The Spanish Supreme Court maintains a physical barrier to return despite European legal clearance.
Composizione immagine · tobriefIl 16 luglio la massima corte dell'Unione europea ha stabilito che la legge spagnola di amnistia per gli indipendentisti catalani non viola il diritto dell'UE. La sentenza ha rimosso un'obiezione di livello europeo alla norma, ma non l'ostacolo che tiene Carles Puigdemont in esilio in Belgio: il Tribunale Supremo spagnolo continua a rifiutare l'applicazione dell'amnistia al suo caso e il mandato d'arresto nazionale resta in vigore (CURIA press release No 112/26, Euronews).
Che cosa ha deciso davvero Lussemburgo
I giudici spagnoli avevano sottoposto alla Corte di giustizia dell'Unione europea, riunita nella Grande Sezione, tre questioni. La legge di amnistia danneggia gli interessi finanziari dell'UE? Viola le norme europee antiterrorismo? Il termine di due mesi imposto ai giudici per decidere li costringe a ignorare orientamenti giuridici ancora pendenti davanti alla Corte?
Le risposte sono state circoscritte. L'amnistia rientra nelle prerogative degli Stati membri. La spesa pubblica legata alla spinta indipendentista catalana non ha comportato automaticamente un danno al bilancio dell'UE (Brussels Signal). Le norme europee antiterrorismo non impediscono un'amnistia pensata per favorire la riconciliazione politica (Al Jazeera). E se il termine previsto dalla legge obbligasse i giudici spagnoli a pronunciarsi prima che Lussemburgo risponda a una questione pregiudiziale, quel termine va disapplicato (CURIA press release).
La Corte non ha dichiarato Puigdemont amnistiato, non ha ordinato alla Spagna di revocare il mandato d'arresto e non ha stabilito se l'esclusione prevista dalla stessa legge per le condotte connesse a un "arricchimento personale" riguardi anche il suo caso. Su questi punti decidono i tribunali spagnoli (Politico, CURIA press release).
Due corti, due percorsi, entrambi a Madrid
Il fascicolo penale di Puigdemont è nelle mani del Tribunale Supremo. Il giudice istruttore ha rifiutato di applicare l'amnistia all'accusa residua di malversazione di fondi pubblici. Il punto è decisivo: la legge esclude le condotte che abbiano comportato un beneficio personale, e il giudice considera l'uso contestato di denaro pubblico per il progetto indipendentista esattamente una condotta di quel tipo (el Constitucional, NRC). La Corte di giustizia ha indebolito uno dei pilastri di quel rifiuto, escludendo l'argomento del danno al bilancio europeo. Ma la questione interna resta: l'eccezione sull'"arricchimento personale" si applica davvero a Puigdemont? Questa è materia di diritto spagnolo, non europeo.
Un secondo percorso passa dal Tribunale Costituzionale spagnolo. Nel giugno 2025, la corte aveva giudicato la legge di amnistia in larga misura compatibile con la costituzione spagnola (Brussels Signal). Puigdemont ha ora presentato un amparo, un ricorso costituzionale con cui sostiene che il rifiuto del Tribunale Supremo di applicargli l'amnistia violi i suoi diritti fondamentali. Se il Tribunale Costituzionale dovesse rovesciare la lettura del Supremo, sia il mandato d'arresto sia la decisione sull'amnistia andrebbero riesaminati (NRC).
Finché un tribunale spagnolo non revocherà formalmente il mandato d'arresto, il ritorno dal Belgio comporterà un rischio giuridico concreto. La stampa belga e olandese lo dice con chiarezza: Puigdemont è un passo più vicino, non ha un lasciapassare (De Morgen).
Perché l'Europa segue un caso spagnolo
La stampa di diversi Paesi ha trattato la sentenza come qualcosa di più di una vicenda interna. I media tedeschi hanno richiamato il precedente del 2018, quando un tribunale dello Schleswig-Holstein esaminò una richiesta spagnola di estradizione per Puigdemont e mostrò che il mandato d'arresto europeo, cioè il meccanismo con cui uno Stato dell'UE chiede a un altro la consegna di un indagato, non cancella le categorie giuridiche nazionali (Deutschlandfunk). Nel 2018 la domanda era se un altro Paese avrebbe eseguito il mandato spagnolo. Nel 2026 la domanda è se la Spagna applichi la propria amnistia. Le corti europee possono rimuovere obiezioni fondate sul diritto dell'UE, ma non possono costringere uno Stato membro a usare la legge che ha approvato.
La Corte di giustizia ha tracciato il confine tra ciò che il diritto europeo può bloccare e ciò che resta una scelta nazionale. L'amnistia spagnola ha superato quel confine. Se Puigdemont beneficerà della legge nata anche dalla pressione del suo movimento, ora dovranno stabilirlo il Tribunale Supremo e il Tribunale Costituzionale spagnoli. Lussemburgo ha ristretto il caso. Madrid conserva ancora la chiave della porta da cui Puigdemont vorrebbe rientrare.
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