Bruxelles frena gli aiuti sulle bollette

Brussels offers room for future savings as winter bills arrive.
Composizione immagine · tobriefGrecia e Italia hanno chiesto all’UE di poter superare i limiti di spesa concordati per attenuare le bollette energetiche di questo inverno, ma la Commissione europea ha respinto la richiesta dopo la riunione dell’8 ottobre dei ministri delle Finanze dell’eurozona (Reuters). Bruxelles ha sostenuto una soluzione più circoscritta: margini aggiuntivi per investimenti che riducano in futuro le importazioni di combustibili fossili. Gli aiuti per le bollette di oggi dovranno invece rientrare nei limiti di spesa già fissati per ciascun Paese.
Due lettere, una stessa richiesta
I primi ministri Kyriakos Mitsotakis e Giorgia Meloni hanno scritto entrambi alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Mitsotakis sostiene che, se il rincaro dell’energia fa incassare alla Grecia più IVA del previsto — l’imposta applicata alla maggior parte degli acquisti — Atene dovrebbe poter destinare parte di quelle entrate aggiuntive a un sostegno temporaneo e mirato senza superare il tetto di spesa (Greek prime minister). Ha citato i pescatori tra le categorie in difficoltà, ma non ha pubblicato né una stima dei costi né i criteri per accedere agli aiuti.
Il ministro delle Finanze italiano Giancarlo Giorgetti ha avanzato una richiesta analoga: gli obiettivi di spesa di Roma, sostiene, erano stati concordati ipotizzando un’inflazione dell’1,8%, mentre a settembre il dato ha raggiunto il 4,1%; chiede quindi che l’UE tenga conto dello scarto nel valutare il rispetto degli impegni (Reuters). Roma stava già valutando se destinare al sostegno contro il caro carburanti le maggiori entrate fiscali (To Brief).
La pressione politica è comprensibile: a settembre i prezzi dell’energia nell’eurozona erano superiori del 18,8% rispetto a un anno prima (Eurostat). Il dato spiega perché i ministri vogliano intervenire, ma non dice quanta IVA aggiuntiva abbia incassato Atene né quale margine abbia Roma: nessuno dei due governi ha reso pubbliche queste cifre.
Il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis ha risposto che l’UE non può continuare ad aggiungere nuove forme di flessibilità fiscale, pur assicurando che la Commissione esaminerà più da vicino entrambe le richieste (ANSA).
Perché più entrate fiscali non alzano il tetto
La regola di bilancio dell’UE limita la crescita della «spesa netta», cioè, in sostanza, della spesa pubblica al netto degli interessi, lungo un percorso pluriennale concordato da ciascun Paese con il Consiglio dell’UE, che riunisce i ministri nazionali delle Finanze.
Il tetto riguarda soltanto la spesa, quindi le entrate non entrano nel calcolo: se il rincaro dell’energia fa aumentare l’IVA incassata, il limite resta invariato. Questa impostazione evita che un’entrata straordinaria di un solo anno finanzi spese destinate a durare più a lungo. La critica di Giorgetti riguarda il rovescio della medaglia: se i prezzi salgono più del previsto, un percorso di spesa fissato in anticipo permette di acquistare meno.
La conseguenza è concreta: i governi possono ancora finanziare gli aiuti per l’energia, ma devono trovare spazio entro il percorso di spesa già concordato (Commission services note). Atene e Roma hanno quindi due possibilità: se finanziano gli aiuti restando entro il tetto, devono tagliare o rinviare altre voci di bilancio; per superarlo, serve l’autorizzazione dell’UE e probabilmente occorrerà ricorrere a nuovo debito, che sarà ripagato dai contribuenti futuri.
L’eccezione sostenuta da Bruxelles
La strada approvata passa dalla clausola di salvaguardia nazionale, una norma già esistente che consente a un Paese di superare temporaneamente il percorso di spesa concordato. Ad agosto la Commissione l’ha estesa oltre la difesa, includendo i progetti che riducono in modo duraturo la dipendenza dai combustibili fossili importati (Commission guidance). Per la Grecia, tra le spese ammissibili figurano per esempio quelle per le pompe di calore (Commission recommendation on Greece).
Il margine aggiuntivo è limitato: il tetto è fissato allo 0,3% del PIL (prodotto interno lordo, cioè il valore complessivo di ciò che un’economia produce in un anno) all’anno e allo 0,6% in totale nel periodo 2026–28 (Commission guidance).
Questi fondi arrivano inoltre a persone diverse. Un incentivo per una pompa di calore va innanzitutto alle famiglie e alle imprese che possono commissionare i lavori, e agli installatori che li eseguono; un inquilino alle prese con una bolletta elevata questo inverno ne ricava poco nell’immediato.
Le autorizzazioni sono ancora in corso. La richiesta greca è all’ordine del giorno della riunione di oggi dei ministri delle Finanze, cui spetta la decisione formale (ECOFIN agenda). La Commissione ha presentato la propria raccomandazione per l’Italia l’8 ottobre (Commission recommendation on Italy); Roma è quindi ancora in attesa del Consiglio.
I leader dell’UE discuteranno degli aiuti per l’energia al vertice del 15–16 ottobre (Costa's invitation). Non è stata fissata una data per la decisione della Commissione e del Consiglio sulle richieste più ampie. Per ora Bruxelles ha sostenuto un margine aggiuntivo per gli investimenti energetici ammissibili, subordinandolo all’approvazione formale. Nessuno dei due governi ha ottenuto più spazio per gli aiuti immediati in bolletta: qualsiasi sostegno offerto da Atene o Roma questo inverno dovrà quindi essere finanziato con spese già previste.
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- 10/9/2026, 1:26:53 AM
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