Il dazio UE frena Temu

Europe’s parcel stream consolidates, but the goods keep crossing.
Composizione immagine · tobriefIn Francia la spesa su Temu è calata del 32% in valore e del 50% in volume tra giugno e luglio, il primo mese di applicazione delle nuove regole doganali europee sui pacchi a basso costo spediti da fuori Unione. Shein ha resistito meglio, con una flessione del 16% in valore e del 15% in volume. I dati arrivano da Joko, un'app che traccia gli acquisti di 1,5 milioni di consumatori francesi (Le Figaro). Nel caso di Temu, però, la discesa era iniziata già prima dell'entrata in vigore del dazio: la nuova tassa ha accelerato una tendenza, più che crearla da zero (E-commerce Nation).
La Francia mostra come si sono mossi i consumatori. I dati doganali di almeno sei Paesi UE spiegano invece come la regola abbia cambiato i comportamenti da entrambe le parti della transazione.
Che cosa fa davvero il nuovo dazio
Fino al 1 luglio, i pacchi fino a 150 euro spediti direttamente a clienti europei da Paesi extra-UE entravano senza dazi doganali. Quell'esenzione è finita. Ora l'Unione applica 3 euro per ogni categoria di prodotto contenuta in un pacco di basso valore (Council Regulation (EU) 2026/382, HKTDC).
Il prelievo non si calcola sul pacco, ma sulle categorie. Cinque magliette identiche dello stesso venditore valgono come una sola categoria: 3 euro. Una maglietta, una custodia per telefono e un orologio valgono come tre categorie: 9 euro. Il dazio si aggiunge all'IVA, che su queste importazioni si applica da quando l'UE ha chiuso un'altra esenzione nel 2021 (Ship24, CEC Spain).
Questa architettura colpisce soprattutto i carrelli composti da prodotti diversi, cioè proprio l'acquisto d'impulso su cui Temu e AliExpress hanno costruito gran parte del modello. Shein, vendendo soprattutto abbigliamento, genera più facilmente ordini con poche categorie. È probabilmente una delle ragioni per cui le vendite hanno tenuto meglio, anche se nessuna fonte isola con precisione il nesso causale.
I dati doganali finlandesi mostrano quanto rapidamente acquirenti e venditori si siano adattati. Le categorie tassabili nei pacchi sono diminuite del 66,5% su base mensile, mentre le spedizioni effettive sono scese solo di circa il 20% (Yrittäjät, Aamuset). I consumatori non hanno smesso di ordinare dalla Cina: hanno concentrato gli acquisti in meno categorie per pacco, così da ridurre il conto. Il dazio ha cambiato il modo di comprare, non soltanto la quantità acquistata.
Dai pacchi ai pallet a Liegi
Anche la logistica conferma il cambio di schema dal lato dell'offerta. All'aeroporto di Liegi, in Belgio, uno dei principali hub europei per il cargo dell'e-commerce, i flussi di pacchi sono diminuiti del 41% rispetto a giugno e le dichiarazioni doganali del 67% (RTBF, Aviation Business News). Eppure il tonnellaggio complessivo delle merci è cresciuto del 4% su base annua, mentre le spedizioni di valore superiore a 150 euro sono aumentate del 10% (Breakbulk News). Le merci continuano ad arrivare, ma sempre più spesso in carichi consolidati, non in milioni di pacchetti individuali diretti alla porta di casa.
Le piattaforme si stanno muovendo in fretta. AliExpress spinge le offerte a pacchetto per ridurre le categorie tassabili per ordine. Temu e Shein orientano gli utenti verso le opzioni "magazzino UE", che evitano del tutto il dazio perché i prodotti già presenti nel mercato unico non pagano dazi d'importazione alla rivendita (Business Insider Polska).
Quando il venditore non incassa il dazio al momento del pagamento, la sorpresa arriva alla consegna: 3 euro per categoria, più una commissione separata del corriere per la gestione della pratica. Questa somma di piccoli costi ha già provocato proteste in Irlanda (Extra.ie).
Chi guadagna, chi paga, che cosa viene dopo
I primi a perderci sono i consumatori più sensibili al prezzo, quelli che usavano gli ordini misti a basso costo, e le piattaforme costruite intorno a quel comportamento. I dettaglianti europei ne beneficiano, perché il vecchio vantaggio di prezzo si restringe. Il Belgio avrebbe incassato 42,5 milioni di euro di nuove entrate doganali dal dazio nel solo mese di luglio, anche se non è stata pubblicata una metodologia ufficiale (L'Avenir). La dogana lituana ha ricordato il punto essenziale: un mese non basta per dire se il cambiamento sia destinato a durare (LRT).
Il dazio ha reso più costosa, in modo visibile, la via diretta del piccolo pacco. Ora il problema passa alle dogane europee: riusciranno a impedire che le stesse merci rientrino attraverso i magazzini nell'UE, oppure la barriera tariffaria finirà per trasformarsi in una deviazione logistica?
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