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EU_PUBLIC_AFFAIRS02 / 05 · storia del giorno3 min · 855 parole · 30 fonti

Under 13, il divieto UE resta una proposta

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Scritto dall IAto brief AI · 18 settembre 2026, 02:50
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Europe draws age lines as every proof risks deeper exposure.

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il testo · 3 min di lettura

Il 17 settembre la Commissione europea ha proposto l’EU KIDS Act, un regolamento che introdurrebbe regole di accesso diverse a seconda dell’età per social media, giochi online, assistenti AI e servizi di condivisione video. Diversi media l’hanno presentato come un divieto UE già in vigore, ma non lo è: la proposta (COM(2026) 681) deve ancora passare al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio, dove i ministri nazionali negoziano e possono riscrivere il testo, prima di diventare legge (Commission announcement). Al centro del negoziato ci sono due questioni: se i Paesi potranno imporre limiti più severi di quelli proposti da Bruxelles e come le piattaforme potranno verificare l’età dei minori senza creare un nuovo problema di privacy.

Cosa prevede la proposta

Il KIDS Act introduce quattro fasce d’età. Sotto i 13 anni l’accesso sarebbe vietato. Tra i 13 e i 14 anni, un genitore potrebbe aprire un account soggetto a restrizioni, con un limite di un’ora al giorno, contatti approvati e fotocamere disattivate per impostazione predefinita. Dai 15 anni gli adolescenti potrebbero gestire autonomamente i propri account. Le impostazioni di sicurezza obbligatorie, come i profili privati per impostazione predefinita e i limiti allo scorrimento infinito, si applicherebbero a tutti gli under 18 (Commission package).

Gli obblighi ricadrebbero sulle piattaforme, non sulle famiglie. I fornitori dovrebbero realizzare i sistemi di controllo degli accessi, applicare le impostazioni predefinite e presentare relazioni sulla conformità a revisori indipendenti; sulla base dei loro risultati, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero intervenire (DG CONNECT). L’ambito di applicazione sarebbe più ampio dei soli social media, perché comprenderebbe i giochi online che presentano rischi rilevanti, i chatbot AI e gli app store (COM(2026) 681, BiometricUpdate).

L’attuale Digital Services Act vieta già la pubblicità indirizzata a minori noti attraverso la profilazione, ma non stabilisce un’età minima per l’accesso (DSA). Il KIDS Act trasformerebbe quel generico obbligo di tutela dei minori in regole precise: soglie d’età concrete, impostazioni predefinite dei prodotti e documentazione che le piattaforme dovrebbero fornire alle autorità di vigilanza.

I ministri nazionali non concordano sulle soglie

Danimarca, Spagna e Francia sostengono un intervento a livello europeo, ma propongono soglie diverse. La ministra danese per la digitalizzazione Christina Egelund chiede un divieto generalizzato sotto i 15 anni, senza possibilità per i genitori di autorizzare l’accesso degli adolescenti più giovani (DR). Il disegno di legge organico ancora pendente in Spagna fisserebbe la soglia a 16 anni (La Moncloa). In Francia, invece, il tentativo di introdurre regole nazionali è fallito nel 2026, quando il Conseil constitutionnel, la Corte costituzionale francese, ha bocciato una legge sull’età minima per i social media perché limitava in modo sproporzionato la libertà di espressione e non definiva garanzie adeguate per la privacy (Conseil constitutionnel).

Sono posizioni nazionali iniziali, non schieramenti già consolidati in seno al Consiglio: diventeranno una leva negoziale soltanto se i ministri riusciranno a costruire coalizioni durante il confronto legislativo. Il disaccordo, tuttavia, mette in luce un’ambiguità più profonda del testo della Commissione. Bruxelles descrive la proposta come l’introduzione di «un’unica età in tutta l’Unione europea», ma parla anche di 15 anni come «età minima» per l’intera UE (Artículo14, Berlingske). Le due formule portano in direzioni diverse: se il regolamento non lasciasse ai Paesi margini per fissare un’età più alta, le soglie di 15 anni della Danimarca e di 16 della Spagna sarebbero incompatibili con il diritto europeo; se invece stabilisse soltanto un livello minimo, gli Stati potrebbero salire oltre. La comunicazione pubblica della Commissione non ha chiarito quale delle due interpretazioni intenda sostenere.

La verifica dell’età resta il punto debole

Ogni regola sull’età presuppone che si sappia quanti anni abbia davvero un utente. La Commissione ha pubblicato uno strumento di verifica pensato per confermare che una persona abbia superato una determinata soglia senza rivelarne l’identità (Commission age-verification solution). L’associazione tedesca dell’industria digitale Bitkom ha avvertito che l’identità digitale nazionale in genere non è disponibile prima dei 16 anni, rendendo impraticabile, proprio per i minori che il sistema dovrebbe tutelare, una soluzione basata soltanto sul portafoglio europeo di identità digitale (Bitkom). L’autorità francese per la protezione dei dati CNIL considera inutile l’autodichiarazione, rischioso il caricamento dei documenti e inaffidabile la stima dell’età attraverso il volto (CNIL). Anche la sperimentazione condotta dal governo australiano sulle tecnologie di verifica dell’età non ha individuato un metodo unico che funzioni in modo affidabile (Australian trial).

La bocciatura francese da parte della Corte costituzionale rende il problema ancora più concreto. Il Conseil constitutionnel ha esaminato una legge nazionale alla luce dei diritti fondamentali francesi e l’ha giudicata carente. Un regolamento europeo sarebbe sottoposto a un controllo analogo in base alla Carta dei diritti fondamentali dell’UE, che tutela la libertà di espressione (articolo 11), la vita privata (articolo 7) e i dati personali (articolo 8) (EU Charter). Un eventuale ricorso arriverebbe alla Corte di giustizia dell’UE, in Lussemburgo, chiamata ad applicare un test di proporzionalità simile.

La Commissione ha tracciato le soglie d’età. Ora spetta al Parlamento e ai ministri nazionali decidere se debbano essere uniformi in tutta l’Unione e come le piattaforme possano farle rispettare senza raccogliere più dati personali di quanti le norme intendano proteggere.

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9/18/2026, 2:00:04 AM
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