Priorità Ue allo spettro satellitare, minaccia Usa

Europe weighs who gets the next share of satellite phone airwaves.
Composizione immagine · tobriefL’UE vuole dare alle imprese europee maggiori possibilità di ottenere le frequenze che consentono ai satelliti di collegarsi direttamente ai telefoni comuni, e Washington minaccia conseguenze. L’ambasciatore Usa presso l’UE, Andrew Puzder, ha detto che potrebbero arrivare ritorsioni contro le aziende europee, anche molto pesanti, se Bruxelles limitasse la concorrenza americana nel settore satellitare (Financial Times). SpaceX non ha alcun diritto garantito sulle prossime licenze, e la preferenza europea contestata da Puzder potrebbe ancora cambiare prima dell’approvazione della legge.
La minaccia resta vaga: Puzder non ha indicato dazi, aziende o scadenze. Riconosce che l’UE può proteggere le comunicazioni sensibili dei governi, ma contesta le regole commerciali che, a suo dire, penalizzerebbero i concorrenti americani. Secondo quanto riferito, la Commissione ha replicato che il piano punta ad ampliare il numero di fornitori e lascia spazio anche agli offerenti extra-UE (investingLive). Gli Stati Uniti non hanno ancora avviato alcuna azione commerciale.
Cosa vuole assegnare Bruxelles
La proposta di legge stabilisce chi potrà trasmettere segnali mobili dallo spazio ai telefoni non modificati, una volta scadute le licenze attuali, nel maggio 2027 (European Parliament Research Service). Un satellite che usa queste frequenze funziona come un ripetitore telefonico molto lontano: raggiunge i telefoni dove le reti terrestri non arrivano. Il servizio Internet di Starlink, che usa una parabola, è un servizio distinto.
La proposta della Commissione fissa anche obiettivi di copertura. Entro cinque anni dall’avvio del servizio, ogni operatore commerciale selezionato dovrà raggiungere il 95% della popolazione e il 90% del territorio di ciascuno Stato membro (Commission proposal). Gli obiettivi valgono per tutti i vincitori, europei o stranieri.
La banda sarebbe divisa in sei blocchi: due destinati a un sistema governativo sicuro collegato a IRIS², la costellazione satellitare che l’UE intende realizzare (EPRS). Resterebbero così quattro blocchi commerciali. La proposta assegna priorità su due di questi ai nuovi operatori sotto controllo UE, mentre apre gli altri due alle imprese straniere che rispettino le condizioni in materia di sicurezza e dati (Commission proposal, EPRS). Un operatore non europeo potrebbe partecipare, ma partirebbe svantaggiato per metà della capacità commerciale.
Perché SpaceX vuole entrare
Oggi i diritti spettano a Viasat e EchoStar, selezionate dall’UE nel 2009 (EPRS). Nel settembre 2025 EchoStar ha accettato di vendere a SpaceX attività legate allo spettro radio. La documentazione dell’accordo elenca esplicitamente l’autorizzazione paneuropea sui 2 GHz (SEC filing). Il contratto di vendita, però, non trasferisce una licenza UE e non risulta che il trasferimento sia stato approvato. Anche se lo fosse, acquistare un’autorizzazione prossima alla scadenza non determinerebbe chi otterrà i diritti successivi.
SpaceX ha contestato il progetto. In una memoria resa nota a luglio, ha avvertito che limitare i fornitori stranieri ai blocchi aperti potrebbe peggiorare il servizio; ha aggiunto che la divisione potrebbe causare interferenze lungo i confini, come quello tra Polonia e Ucraina (Le Monde). Sono valutazioni dell’azienda, che nessuno ha verificato in modo indipendente.
La preferenza europea potrebbe trovare candidati. Telefónica, Orange, Vodafone e Deutsche Telekom hanno avviato colloqui esplorativi su un’offerta congiunta (Politico). La costellazione dell’UE arriverà più tardi: i primi satelliti IRIS² sono previsti per il 2029 (ESA). La preferenza per operatori sotto controllo UE conta solo se almeno uno di loro riuscirà a realizzare un servizio funzionante.
Chi decide e cosa cambierebbe il testo dei governi
Per approvare il regolamento servono sia il Parlamento europeo sia gli Stati membri, che trattano le leggi attraverso il Consiglio dell’UE, dove negoziano i governi nazionali. Al 18 ottobre la commissione Industria del Parlamento, dove l’eurodeputata austriaca Angelika Winzig segue il dossier, non aveva ancora votato (Parliament procedure file). Una volta approvata la legge, la Commissione dovrà comunque organizzare una selezione e scegliere i vincitori.
La posizione dei governi è più chiara. L’Irlanda, che presiede i negoziati in Consiglio, ha presentato il 24 settembre un compromesso che riduce la proroga di due anni proposta per gli attuali titolari delle licenze (Council compromise). La modifica più rilevante riguarda la priorità europea, che esce dagli articoli vincolanti e passa nei considerando, le premesse che orientano l’interpretazione della norma. Il testo dei governi esprimerebbe quindi una preferenza per le imprese sotto controllo UE, senza riservare loro quei due blocchi.
Puzder minaccia ritorsioni mentre la norma è ancora in discussione. I legislatori stanno valutando una preferenza europea, ma nella formulazione attuale del Consiglio questa orienterebbe la Commissione senza vincolarla. Nessuna impresa europea avrebbe garantita l’assegnazione, e SpaceX potrebbe concorrere per tutti e quattro i blocchi commerciali. Spetterà al Parlamento e agli Stati membri decidere se la preferenza diventerà un’assegnazione vincolante.
Details about this article
- Model:
- claude-opus-5-5
- Generated:
- 10/19/2026, 1:32:58 AM
- Pipeline run:
- eu_pipeline_20261019_005005
- Watermark:
- SynthID (Google's invisible watermark)
- Human review:
- None before publication