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EU_PUBLIC_AFFAIRS03 / 17 · storia del giorno3 min · 725 parole · 26 fonti

Aspides, l’UE valuta l’estensione

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Scritto dall IAto brief AI · 19 luglio 2026, 02:50
Come è stata scritta

A defensive mandate attempts to draw a line across a fluid and unmanageable sea.

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il testo · 3 min di lettura

Il 17 luglio tre navi da guerra pattugliavano il Mar Rosso meridionale mentre Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell'UE, saliva a bordo della fregata italiana Carlo Bergamini a Gibuti per chiedere ai governi europei uno sforzo maggiore. La richiesta ha messo in luce un limite strutturale: Kallas può proporre opzioni militari, ma non può obbligare i governi a mettere a disposizione le navi, né imporre agli assicuratori di ridurre i premi.

Operazione Aspides, la missione navale europea di scorta, ha protetto oltre 670 navi mercantili e soccorso 128 marittimi dal lancio nel febbraio 2024 (EEAS). Kallas chiede capacità di sminamento e altre unità navali (Euronews). Che le ottenga dipende da capitali riluttanti, marine già impegnate su troppi fronti e da un sistema assicurativo commerciale che prezza il rischio secondo logiche proprie.

Una missione difensiva davanti a minacce offensive

Aspides opera sulla base di una decisione del Consiglio approvata all'unanimità dagli Stati membri nel febbraio 2024 (EUR-Lex). Il mandato è rigorosamente difensivo: monitorare il traffico marittimo, scortare le navi mercantili, intercettare droni o missili diretti contro di esse. Non colpisce obiettivi a terra. Non è una forza di embargo (EEAS). La Marina statunitense ha scelto l'approccio opposto, lanciando missili da crociera Tomahawk contro siti militari Houthi nello Yemen (Army Recognition). Aspides resta deliberatamente dall'altra parte di quella linea.

Kallas ricopre il massimo incarico diplomatico dell'UE. Può proporre e fare pressione, ma non può modificare da sola un mandato militare né riassegnare navi nazionali. Le missioni della Politica di sicurezza e difesa comune, il quadro europeo per le operazioni militari congiunte, dipendono da decisioni prese insieme dai governi e poi dalla disponibilità concreta di mezzi (German Foreign Ministry). Quando Kallas ha ipotizzato un aggiustamento del piano operativo, Spagna e Italia hanno fatto capire pubblicamente di preferire che il mandato resti invariato (Ahram Online).

La prudenza italiana è significativa. Roma ha contribuito con la Bergamini e in precedenza con il cacciatorpediniere Andrea Doria, risultando tra i principali partecipanti europei alle operazioni nel Mar Rosso (Analisi Difesa). Proprio questo peso spinge l'Italia a respingere nuovi compiti se non accompagnati da limiti chiari. La Francia traccia una linea analoga: Parigi sostiene che non esista una soluzione militare al conflitto yemenita, pur chiedendo la fine degli attacchi Houthi alla navigazione (France ONU). La formula comune è questa: scortare, intercettare, proteggere. Senza fingere che un'escalation navale possa risolvere una guerra politica.

Il vuoto assicurativo che nessuna fregata può colmare

Anche quando Aspides funziona sul piano tattico, le compagnie di navigazione continuano a non fidarsi della rotta. Kuehne+Nagel, citando Lloyd's List Intelligence, ha riferito che a giugno i transiti cargo attraverso Bab el-Mandeb, lo stretto che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden, restavano circa 41% sotto la norma, mentre il traffico di Suez era ancora approssimativamente 45% sotto i livelli precedenti alla crisi (Kuehne+Nagel). Maersk ha riportato un servizio attraverso Suez, ma ha precisato che, se le condizioni peggiorassero, potrebbe tornare alla più lunga rotta del Capo (Ahram Online).

L'assicurazione è il meccanismo che trasforma la minaccia in costo, indipendentemente dalla presenza navale. I premi per il rischio guerra possono salire da circa lo 0,2% a oltre l'1% del valore dello scafo, le coperture vengono sottoscritte in blocchi di sette giorni e gli assicuratori possono imporre unilateralmente esclusioni di rotta (Marsh). Una fregata accanto a una portacontainer cambia il calcolo militare. Non cambia il modello attuariale dell'assicuratore, a meno che gli attacchi non scendano quasi a zero lungo l'intero corridoio.

Danimarca e Paesi Bassi avvertono la discontinuità in modo più diretto, attraverso Maersk e Rotterdam. Ma entrambi non hanno la capacità navale per colmare il divario. Il ministero della Difesa olandese ha indicato soprattutto un contributo di personale ad Aspides presso il quartier generale greco di Larissa, mentre le fregate disponibili risultano già impegnate in compiti NATO (Dutch Defence). I Paesi che soffrono di più il dirottamento delle rotte non sono quelli in grado di fornire le scorte. L'esposizione commerciale non si traduce automaticamente in contributo militare.

Aspides può ridurre il pericolo per le navi che accompagna. Non può rendere il Mar Rosso economico, prevedibile o commercialmente normale finché governi e assicuratori non riterranno più sicuro l'intero corridoio. Servirebbe un accordo politico nello Yemen, oppure un calo degli attacchi tale da spostare le tabelle attuariali. L'UE non controlla né l'una né l'altra cosa.

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7/19/2026, 2:16:50 AM
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