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EU_ECONOMICS04 / 10 · storia del giorno3 min · 702 parole · 28 fonti

Euronext e Deutsche Börse, vigilanza divisa

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Scritto dall IAto brief AI · 10 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

A common supervisor comes closer, but the boundary remains.

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il testo · 3 min di lettura

Il 9 ottobre i ministri finanziari dell’UE hanno concordato che l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA, il regolatore dei mercati dell’UE con sede a Parigi) vigili direttamente sui maggiori operatori transfrontalieri: borse, stanze di compensazione e sistemi di regolamento (Council). I criteri si applicheranno a tutte le imprese allo stesso modo. Secondo le ricostruzioni, Euronext passerebbe sotto la vigilanza dell’ESMA, mentre le sedi di negoziazione di Deutsche Börse resterebbero sotto quella tedesca: Berlino aveva posto questo esito come condizione del proprio sostegno (Reuters). Per ora, nulla di tutto questo è legge.

Oggi queste società fanno capo soprattutto alle autorità nazionali: un gruppo presente in più Paesi deve quindi rapportarsi con diversi organi di vigilanza, ciascuno chiamato ad applicare il medesimo insieme di norme europee. L’accordo punta a ricondurre i maggiori gruppi transfrontalieri a un unico supervisore europeo.

Dove passa il confine

Il 5 ottobre la presidenza irlandese, che guida le riunioni dei ministri in questo semestre, aveva diffuso una bozza in base alla quale una sede di negoziazione rientrava nei criteri se il gruppo gestiva almeno il 5% degli scambi pertinenti nell’UE e operava in almeno due Stati membri (Presidency paper). In parole semplici, servono sia una quota consistente degli scambi europei sia una presenza in più di un Paese. Un secondo criterio, pensato per le sedi più grandi, richiedeva che la maggior parte dell’attività fosse transfrontaliera: una borsa concentrata soprattutto sul mercato nazionale non potrebbe soddisfarlo.

Euronext gestisce mercati a Parigi, Amsterdam e Milano, quindi rispetta chiaramente il requisito della presenza in almeno due Paesi. La geografia, da sola, non dimostra però che superi la soglia del 5%, e quei parametri figurano in una bozza precedente all’accordo dei ministri. Les Echos descrive il passaggio di Euronext sotto l’ESMA come un’ipotesi attesa, non come una decisione definitiva (Les Echos). Finché non saranno pubblicati i criteri definitivi, è questa la lettura da adottare.

Simon Harris, ministro delle Finanze irlandese, ha presieduto la riunione, respingendo le ipotesi di deroghe per singole società e spiegando che l’accordo stabilisce criteri, calendario e periodi transitori (RTÉ). Il testo non cita alcuna impresa. Il belga Jan Jambon è stato l’unico ad astenersi (Agence Europe): a suo giudizio, sedi comparabili, tra cui quelle di Deutsche Börse, resterebbero soggette a regimi diversi, mantenendo la frammentazione dei mercati e alterando la concorrenza.

Chi guadagna e quanto

Euronext aveva chiesto una vigilanza europea integrata. Con l’esito atteso, la sua attività transfrontaliera farebbe capo a un solo supervisore principale. La Commissione europea ha stimato risparmi ricorrenti tra 0,5 e 5 milioni di euro l’anno per i gruppi di borse attivi oltre frontiera (Commission impact assessment). La cifra è una previsione dei costi sostenuti dagli operatori. L’accordo non impone che i risparmi vadano alle società quotate o ai risparmiatori che ne acquistano le azioni, perciò l’operatore potrebbe semplicemente trattenerli.

I ministri hanno ristretto anche il perimetro per le stanze di compensazione, che si interpongono tra compratore e venditore affinché lo scambio si concluda anche se una delle parti non adempie. Secondo Reuters, il numero di quelle destinate a passare sotto la vigilanza dell’ESMA è sceso da nove a sei (Reuters).

I prossimi passaggi

I ministri hanno concordato soltanto l’impianto politico. Il Consiglio deve ancora adottare la propria posizione formale; il Parlamento europeo definirà poi la sua, prima che le due istituzioni negozino il testo definitivo della legge (Council). Dopo l’approvazione della legge, l’eventuale passaggio di vigilanza avverrebbe gradualmente. La bozza prevedeva fino a tre anni per trasferire all’ESMA le sedi di negoziazione e le stanze di compensazione, con la possibilità di aggiungere altri 12 mesi. Le autorità nazionali continuerebbero a sorvegliare gli abusi di mercato, comprese le operazioni basate su informazioni privilegiate e la manipolazione dei prezzi (Presidency paper).

Nella bozza, il confine dipende soprattutto da quanto un gruppo opera oltre frontiera, insieme alle dimensioni della sua attività. Un gruppo già presente in diversi Paesi sostituirebbe più autorità nazionali con un unico supervisore europeo. Le grandi sedi tedesche di Deutsche Börse, che secondo le ricostruzioni resterebbero fuori dai criteri, continuerebbero a fare capo al supervisore nazionale. Resta una riserva: i criteri definitivi non sono ancora stati fissati e nessuno ha dimostrato che i risparmi arriveranno agli investitori.

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10/10/2026, 1:35:37 AM
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