L’Europa manca la corsa quantistica

A masterpiece of European science stands in the mud of missing industrial infrastructure.
Composizione immagine · tobriefNessuna delle 11 società di quantum computing quotate in Borsa nel mondo è europea. Il dato, contenuto in un audit nazionale francese pubblicato questa settimana, riassume una dinamica nota: laboratori solidi, debole passaggio all'industria e un divario che si allarga rispetto a Stati Uniti e Cina. La Cour des comptes francese ha definito il quantistico una «questione centrale di sovranità» e ha avvertito che il Paese resta in una «posizione fragile» (Le Figaro). I magistrati contabili non sostengono che la scienza francese stia fallendo. Dicono piuttosto che mancano gli ingranaggi meno appariscenti, quelli che decidono se una tecnologia diventa industria: amministrazioni pubbliche disposte a essere i primi clienti, così da dare fatturato alle startup; fabbriche capaci di produrre componenti su scala; capitale di crescita sufficiente per attraversare gli anni, spesso lunghi, che separano il prototipo dal prodotto.
Tre corse, una è già urgente
La tecnologia quantistica comprende in realtà tre scommesse diverse. Il calcolo quantistico usa il comportamento delle particelle subatomiche per risolvere problemi specifici che mettono in crisi le macchine convenzionali. Questi dispositivi, però, sono ancora più vicini a prototipi grandi come una stanza che a strumenti davvero pratici: i ricercatori devono ancora capire come mantenere stabili stati quantistici fragilissimi per un tempo sufficiente a produrre lavoro utile. La sensoristica quantistica offre alle macchine una sorta di «orecchio interno» di precisione estrema, capace di seguire il movimento quando i segnali GPS vengono disturbati, un punto che pesa nella navigazione militare e nel trasporto marittimo (GMV). La comunicazione quantistica funziona invece come una busta che rivela le manomissioni: intercettare un segnale cifrato quantisticamente lo altera, rendendo rilevabile lo spionaggio.
Tutte e tre le partite contano, ma quella con la scadenza più ravvicinata riguarda il software. La cifratura di oggi somiglia a una serratura che per ora regge bene. Un computer quantistico, un domani, potrebbe diventare una chiave universale. Gli avversari lo hanno già capito: possono raccogliere oggi dati cifrati e provare a decifrarli più avanti, quando esisteranno macchine più potenti.
È questa minaccia, la serratura di oggi contro la chiave di domani, che ha spinto il NIST a pubblicare nel 2024 i primi tre standard di cifratura post-quantistica (NIST). Banche, fornitori cloud e operatori telecom stanno già migrando verso nuove matematiche crittografiche, capaci di girare sui telefoni e sui server attuali. Qui la corsa non consiste nel costruire macchine quantistiche, ma nel difendersi da esse.
Nodi forti, nessuna filiera sovrana
Gli investimenti pubblici annunciati mostrano lo scarto di scala. La Cina ha impegnato circa 15,3 miliardi di dollari, gli Stati Uniti 3,8 miliardi (CSIS). Emmanuel Macron ha aggiunto 1 miliardo di euro di fondi pubblici per il periodo 2026-2030, portando il totale francese del decennio oltre i 3 miliardi di euro (Journal du Progressiste). I Paesi Bassi hanno investito 615 milioni di euro in Quantum Delta NL attraverso il National Growth Fund (Nationaal Groeifonds). La Germania gestisce la Quantum Computing Initiative del DLR su 80 progetti applicativi (DLR QCI).
L'Europa, dunque, ha i pezzi. I Paesi Bassi hanno QuTech, il polo di ricerca TU Delft-TNO (QuTech), e ASML, l'unico fornitore al mondo dei sistemi di litografia ultravioletta estrema che imprimono le strutture più minuscole sui chip di ultima generazione (ASML). L'imec belga lavora alla costruzione di processori quantistici usando metodi di fabbricazione già esistenti nell'industria dei semiconduttori (imec). Francia e Germania, in una recente riunione ministeriale, hanno concordato di rafforzare la cooperazione su quantistico, intelligenza artificiale, spazio e fusione (deutschland.de).
Il tessuto connettivo comincia a formarsi. Q-PLANET, guidato dalla società francese Pasqal, è una linea pilota condivisa in cui i progetti di chip quantistici nati in laboratorio imparano a diventare prodotti fabbricabili in modo ripetibile, con 28 partner distribuiti in 11 Stati membri (Servola). Deutsche Telekom coordina PETRUS2, uno sforzo paneuropeo per costruire reti di comunicazione sicure contro le minacce quantistiche (Telekom).
Se questi sforzi arriveranno in tempo dipenderà dalle decisioni che Francia, Germania, Commissione europea e acquirenti pubblici della difesa prenderanno nei prossimi due o tre anni. Il calcolo quantistico su larga scala, capace di trasformare i processi aziendali, resta tecnicamente incerto e lontano di anni. I finanziamenti annunciati non garantiscono l'impiego operativo. È però chiaro che, entro questo decennio, comunicazioni sicure, sistemi finanziari e reti della difesa in Europa avranno bisogno di cifratura resistente al quantistico, e che i Paesi in grado di controllare hardware, componenti e standard disporranno di una leva strutturale su chi ne resterà privo. I magistrati contabili francesi hanno dato un nome al problema. La corsa si vincerà o si perderà nelle linee pilota condivise, nella fabbricazione dei chip e nei contratti pubblici, non nei laboratori.
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- 7/20/2026, 2:35:53 AM
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