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EU_ECONOMICS01 / 10 · storia del giorno3 min · 809 parole · 64 fonti

Il gas a €87 colpisce prima gli importatori

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Scritto dall IAto brief AI · 14 ottobre 2026, 02:50
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Europe enters winter with less gas stored and replacement cargoes costing more.

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il testo · 3 min di lettura

Nel pomeriggio del 13 ottobre il gas con consegna a novembre è stato scambiato a 87,20 euro per megawattora, circa il 3% in più rispetto al giorno precedente e al livello più alto dalla fine del 2022 (Der Standard/APA). A febbraio lo stesso parametro si aggirava intorno ai 32 euro (Brussels Times). La riduzione delle forniture dal Qatar e le scorte europee più basse spiegano il rialzo, che pesa subito sulle aziende costrette a comprare gas sostitutivo.

Il prezzo è quello del TTF, un mercato olandese i cui contratti futures fissano il riferimento per il gas europeo (ICE). Un contratto futures stabilisce oggi il prezzo del gas che sarà consegnato in futuro. Il prezzo sale quando gli acquirenti temono un inverno con offerta limitata, anche se oggi non manca gas nelle case o nelle fabbriche. È un prezzo all’ingrosso: le bollette non cambiano automaticamente al suo variare.

Meno gas dal Qatar, meno scorte

Prima della crisi, il Qatar forniva circa un quinto del GNL scambiato nel mondo, ha dichiarato l’emiro Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani in un discorso del 13 ottobre (Amiri Diwan). Il GNL è gas raffreddato fino a diventare liquido, così da poter essere trasportato sulle navi. L’emiro ha detto che una parte significativa delle esportazioni del Qatar si è fermata per due ragioni: la chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio obbligato per le navi qatariote, e i danni a Ras Laffan, il principale impianto di esportazione del Paese.

Una parte dei danni avrà effetti duraturi. Gli attacchi di marzo hanno messo fuori uso circa il 17% della capacità di esportazione del Qatar e QatarEnergy prevedeva che le riparazioni avrebbero richiesto dai tre ai cinque anni (S&P Global). Gli acquirenti europei si contendono con quelli asiatici i carichi ancora disponibili, facendo salire il prezzo per entrambi.

Anche le scorte europee sono più basse. Il 1° ottobre gli stoccaggi dell’UE erano pieni al 72%, contro l’83% di un anno prima (ENTSOG). La Commissione europea sostiene che, nonostante le scorte ridotte, gasdotti e terminali di importazione possono ancora garantire un inverno ordinario (European Commission).

Anche l’ENTSOG, l’associazione degli operatori europei delle reti del gas, ha elaborato alcuni scenari: sono simulazioni di possibili esiti, non previsioni. Con un inverno ordinario, a fine marzo gli stoccaggi scenderebbero a circa il 29%; se il GNL arrivato in Europa fosse inferiore del 20%, si fermerebbero intorno al 13% (ENTSOG). Pagare ora di più per il gas invernale è il modo in cui gli acquirenti si tutelano dal secondo scenario.

Questi elementi spiegano perché il gas invernale costi tanto, ma non chiariscono perché il prezzo sia salito proprio quel pomeriggio: le ricostruzioni non attribuiscono il rialzo di quella giornata a un singolo fattore.

Gli importatori pagano per primi

Il costo immediato ricade sulle aziende che devono sostituire il gas mai arrivato. L’italiana Edison ha dichiarato che il Qatar non ha consegnato 35 carichi diretti al suo terminale di importazione sull’Adriatico, pari a circa 4,6 miliardi di metri cubi di gas, e che entro la fine di settembre ne aveva sostituiti 23 (Edison). Edison non ha reso noto quanto abbia pagato. Le aziende nella stessa situazione devono acquistare ai prezzi di mercato, mentre produttori e trader che hanno gas in eccesso da vendere beneficiano del rialzo.

Le bollette delle famiglie cambiano più tardi, e in modo diverso

Le famiglie non comprano futures sul TTF. I fornitori acquistano il gas in anticipo e trasferiscono i costi secondo tre modalità principali: alcuni clienti hanno contratti a prezzo fisso; altri offerte indicizzate, che seguono un parametro pubblicato; altri ancora tariffe regolate, fissate o limitate dallo Stato. Ogni tariffa segue tempi propri.

La Francia mostra con chiarezza il ritardo. L’autorità di regolazione dell’energia, la CRE, pubblica il parametro di riferimento seguito dalle offerte indicizzate. Dal 1° novembre quel parametro aumenterà del 6,6%, con un rincaro di circa 12 euro sulla bolletta media di novembre per questi clienti (CRE). La CRE ha calcolato la cifra sulla base dei prezzi di settembre, quindi il rialzo di questa settimana non vi è incluso.

La Spagna rinvia una parte del costo. Per ottobre ha limitato al 35% l’aumento della componente gas della tariffa regolata; da gennaio 2027 le famiglie dovranno restituire, con gli interessi, la differenza rinviata (BOE). Il tetto riduce le bollette di questo autunno, ma sposta una parte della spesa ai mesi successivi.

Il mercato sconta scorte di gas più esigue per l’inverno. Gli importatori come Edison, che devono procurarsi carichi sostitutivi, sostengono subito il costo. Le famiglie pagano secondo i propri contratti e le regole tariffarie del governo: un cliente francese con un’offerta indicizzata e uno spagnolo con tariffa regolata sentiranno lo stesso rialzo all’ingrosso in momenti diversi. Non è ancora chiaro quanto dell’aumento di questa settimana arriverà alle bollette: dipenderà da quanto sarà freddo l’inverno e da quanto GNL raggiungerà l’Europa.

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