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EU_ECONOMICS02 / 10 · storia del giorno3 min · 823 parole · 42 fonti

Diesel, inverno lungo per l’Europa

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Scritto dall IAto brief AI · 15 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Europe enters winter with less diesel in reserve than it needs.

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il testo · 3 min di lettura

Le scorte mondiali di gasolio, già ridotte, non saranno ricostituite prima della seconda metà del 2027: è la previsione formulata il 14 ottobre dall’Agenzia internazionale dell’energia (AIE, che coordina le riserve petrolifere di emergenza dei Paesi industrializzati) (IEA October report, CNBC). L’Europa entra nell’inverno con poco combustibile di riserva, e imprese e famiglie che dipendono dal gasolio saranno le prime a risentire di nuove interruzioni.

Anche i prossimi mesi si annunciano difficili: l’AIE prevede che in questo trimestre l’offerta di gasolio, categoria che comprende il diesel e il combustibile da riscaldamento, resti inferiore alla domanda, nonostante le raffinerie dovrebbero aumentare i ritmi entro fine anno (IEA October report).

Il greggio ha recuperato più in fretta del diesel

Dal Golfo esce più greggio, ma una quota minore arriva sul mercato sotto forma di carburante pronto all’uso. A settembre le esportazioni di greggio della regione sono aumentate di 4,4 milioni di barili al giorno, raggiungendo quota 13,9 milioni, mentre quelle di prodotti raffinati sono rimaste molto al di sotto dei livelli precedenti alla guerra (ICIS). Sono questi prodotti finiti a far funzionare camion, trattori e caldaie.

Un camion non viaggia a greggio: per trasformarlo in diesel servono raffinerie operative e rotte sicure, perciò la ripresa delle spedizioni di petrolio non basta a riempire i serbatoi.

La riduzione si vede nei volumi globali: nel terzo trimestre l’offerta di diesel e gasolio è stata inferiore di 1,7 milioni di barili al giorno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (IEA October report, ICIS). Il dato misura il calo rispetto allo scorso anno, non la distanza fra offerta e domanda, a cui si riferisce invece la previsione dell’AIE per il trimestre in corso.

In Europa i margini sono ridotti. Le scorte commerciali di gasolio, detenute dalle aziende e non dai governi, sarebbero scese a luglio al minimo degli ultimi 25 anni (The National). A luglio, di norma, le riserve si accumulano in vista dell’inverno: il cuscinetto è dunque più esiguo proprio mentre si avvicina la domanda di combustibile per il riscaldamento.

Una rotta marittima sotto nuova pressione

Nel giro di pochi giorni, due navi mercantili sono affondate vicino allo Stretto di Hormuz, lo stretto passaggio che porta fuori dal Golfo. L’autorità portuale di Singapore riferisce che una nave portacontainer registrata a Singapore è affondata il 13 ottobre dopo essere stata colpita da un proiettile di origine sconosciuta (Singapore Maritime and Port Authority). Una nave portarinfuse, colpita a settembre, è affondata il 14 ottobre, ha riferito Reuters (Reuters via Internazionale). Secondo quanto risulta, nessuna delle due trasportava diesel.

Il rischio economico riguarda il costo del trasporto del carburante. L’assicurazione contro i rischi di guerra, cioè le coperture aggiuntive per le navi che entrano in zone di conflitto, e un mercato dei noli più teso rendono più costoso consegnare il diesel, anche dopo che una raffineria lo ha prodotto. L’AIE avverte che le tensioni sui noli delle petroliere per il greggio si stanno estendendo ad altre navi cisterna e che i prezzi all’ingrosso del diesel consegnato nei mercati importatori, Europa compresa, potrebbero salire ancora nelle prossime settimane (Euronews).

Chi pagherà il conto quest’inverno

Il diesel costa già caro all’ingrosso, cioè al prezzo che raffinerie e operatori applicano prima di tasse e costi di vendita al dettaglio. A settembre il prezzo all’ingrosso in Europa e negli Stati Uniti ha toccato circa 220 dollari al barile; nel rapporto del 14 ottobre l’AIE lo indicava a un valore vicino al doppio di quello del greggio (IEA October report). A questa cifra si aggiungono tasse e costi di distribuzione, diversi da un Paese all’altro: l’avvertimento dell’AIE, quindi, non permette di calcolare con precisione il prezzo esposto alla pompa.

A pagare per primi sono quelli che acquistano diesel a pieno carico: autotrasportatori, agricoltori e imprese edili. In seguito, il rincaro si trasferisce sui prezzi delle merci trasportate su camion.

I governi stanno cercando di attenuare il conto. Da ottobre la Germania ha ridotto di 14 centesimi al litro l’imposta sull’energia applicata al diesel (German government). La Francia mette in vendita 10 milioni di barili di diesel delle riserve strategiche e stima che i prezzi alla pompa scenderanno di 12-18 centesimi al litro, se i distributori trasferiranno ai clienti il risparmio sul carburante (French finance ministry).

La vendita francese è arrivata dopo che l’AIE aveva chiesto ai governi di dare priorità al diesel quando rilasciano le riserve (To Brief). Nessuna delle due misure porta molto più carburante sul mercato: un taglio delle tasse trasferisce parte del costo dagli automobilisti ai bilanci pubblici, mentre le riserve vendute oggi dovranno essere ricomprate in seguito.

Le esportazioni di greggio dal Golfo si sono riprese più in fretta dell’offerta di diesel, lasciando le scorte europee esposte a eventuali nuove interruzioni. Non ci sono elementi per dire che uno dei due affondamenti abbia interrotto una spedizione di diesel: per ora gli attacchi aggiungono un rischio ai prezzi invernali, senza spiegarne l’andamento; lo scenario cambierebbe se le navi cisterna che trasportano prodotti raffinati smettessero di attraversare Hormuz.

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10/15/2026, 1:35:46 AM
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