Skip to main content
EU_PUBLIC_AFFAIRS06 / 18 · storia del giorno3 min · 708 parole · 43 fonti

I nordici della NATO incalzano Wang

Scritto dall IAto brief AI · 6 luglio 2026, 02:50
Come è stata scritta

The security architecture of the East moves to the center of the diplomatic table.

Composizione immagine · tobrief
il testo · 3 min di lettura

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha visitato Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia all'inizio di luglio, facendo tappa in Svezia per la prima volta in 22 anni. Pechino ha presentato il viaggio come un esercizio di partenariato e libero scambio. I governi nordici, però, hanno spostato subito il baricentro della conversazione: il rapporto della Cina con la Russia è ormai un problema di sicurezza europea, e nessuna agenda commerciale può metterlo tra parentesi.

Solo pochi anni fa Wang avrebbe trovato un clima diverso. Finlandia e Svezia erano Paesi non allineati, disposti a parlare con Pechino di commercio mantenendo le questioni di sicurezza a distanza. Danimarca e Norvegia, pur fondatrici della NATO, seguivano una linea non troppo diversa. L'ingresso della Finlandia nell'Alleanza nel 2023 e della Svezia nel 2024 ha cambiato il quadro. Wang si è trovato davanti quattro governi alleati che costruiscono la propria sicurezza sulla deterrenza verso Mosca, cioè verso la stessa Russia che Pechino viene accusata di sostenere anche sul piano militare.

La Finlandia traccia il confine

La Finlandia ha usato il tono più netto. La ministra degli Esteri Elina Valtonen ha messo la guerra russa e la sicurezza europea al centro dei colloqui con Wang (Finnish Government). In pubblico ha detto che il sostegno alla Russia mette in discussione la sicurezza dell'Europa e ha espresso rammarico per il rafforzamento della cooperazione tra Cina e Russia (Yle). Helsinki condivide con Mosca un confine di 1.340 chilometri e fonda la politica estera sulla tutela dell'indipendenza e dell'integrità territoriale (Finnish MFA). Valtonen ha parlato da alleata NATO di prima linea, non da mediatrice prudente.

La Danimarca ha consegnato lo stesso messaggio, con un involucro più commerciale. Il ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen si è detto «profondamente preoccupato» per il sostegno cinese alla guerra della Russia, pur riconoscendo il peso della Cina per le imprese danesi (Politiken). Wang ha chiesto a Copenaghen di svolgere un «ruolo costruttivo» nei rapporti tra UE e Cina, ma l'affermazione cinese secondo cui Løkke avrebbe lodato la cooperazione commerciale bilaterale non ha trovato conferma da parte danese (BT). In Svezia, la ministra degli Esteri Maria Malmer Stenergard ha indicato l'Ucraina come tema centrale e ha sollevato il caso di Gui Minhai, l'editore svedese detenuto in Cina.

Che cosa ha ottenuto Wang, e che cosa no

Il viaggio si è svolto mentre a Berlino il clima si faceva più duro. Il ministero degli Esteri tedesco ha convocato l'ambasciatore cinese dopo le notizie secondo cui soldati russi si sarebbero addestrati in strutture militari cinesi. Reuters ha citato documenti interni dell'esercito russo; Welt ha fatto riferimento a fonti dell'intelligence europea (t-online, n-tv). Non esiste una catena di prove pubblica e completa, e Pechino smentisce. Ma, fondata o meno, l'accusa rende più difficile per qualsiasi governo europeo trattare la Cina come un semplice partner commerciale.

Wang ha cercato di incorniciare la missione come un'apertura diplomatica. La Cina ha precisato che il ministro ha viaggiato su invito dei ministri degli Esteri nordici. Il lessico preferito da Pechino resta quello del partenariato, del libero scambio, della cooperazione più stretta: una grammatica pensata anche per attenuare l'agenda europea del «de-risking», cioè la riduzione delle dipendenze critiche dalla Cina senza arrivare a una rottura dei rapporti commerciali.

Il canale tra UE e Cina, del resto, resta aperto. Bruxelles e Pechino hanno avviato a fine giugno consultazioni commerciali a livello ministeriale, fissando a ottobre la scadenza per ottenere risultati (EUnews). La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha avvertito che l'UE agirà se entro allora Pechino non mostrerà progressi concreti sulla reciprocità commerciale (Euronews). Dal 2019 l'UE definisce la Cina, insieme, partner di cooperazione, concorrente economico e rivale sistemico (European Commission).

Le capitali nazionali non possono decidere da sole la politica commerciale dell'Unione. Possono però orientare il clima politico nel Consiglio europeo, dove i capi di Stato e di governo fissano la direzione dell'UE. Una settimana in cui i governi nordici hanno legato pubblicamente la Cina alla Russia irrigidisce quel clima in vista della scadenza di ottobre.

Il tour non ha prodotto risultati tangibili: nessun accordo sull'Ucraina, nessuna concessione commerciale, nessun nuovo piano di sanzioni. Wang ha ottenuto accesso. I nordici hanno tenuto aperto il canale diplomatico, ma hanno chiarito che la Russia è il prezzo di qualunque conversazione più calda con Pechino.

How was this article?

Help us get better

Details about this article
Model:
claude-opus-4-6
Generated:
7/6/2026, 2:15:00 AM
Pipeline run:
eu_pipeline_20260706_005005
Watermark:
SynthID (Google's invisible watermark)
Human review:
None before publication
Learn more about our methodology