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EU_PUBLIC_AFFAIRS03 / 10 · storia del giorno3 min · 776 parole · 47 fonti

Francia taglia 1,588 posti tra le proteste

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Scritto dall IAto brief AI · 2 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

France proposes fewer teaching posts as pupils protest unfilled absences.

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il testo · 3 min di lettura

Giovedì il governo del primo ministro Sébastien Lecornu ha presentato il bilancio per il 2027 e, in serata, il ministro dell’Istruzione ha promesso di ritirare il nuovo contributo d’iscrizione previsto per alcuni studenti (DNA). Il piano mantiene però il taglio dei posti da insegnante, proprio la carenza di personale contro cui protestano gli studenti. Lecornu deve ancora far approvare la manovra da un Parlamento in cui non dispone della maggioranza.

Che cosa chiedono gli studenti

Le proteste nelle scuole erano iniziate prima della presentazione del bilancio. Secondo BFMTV, il movimento è partito il 18 settembre dal Lycée Saint-Exupéry di Créteil, nella periferia di Parigi. Le lamentele degli studenti, riferisce l’emittente, riguardano le scuole che frequentano: docenti assenti che nessuno sostituisce, classi sovraffollate, edifici freddi e la pressione di Parcoursup, la piattaforma nazionale per l’ammissione all’università.

Le proteste sono ormai diventate uno scontro con la polizia. Giovedì 1° ottobre il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha riferito che la polizia ha fermato 1.949 persone durante i blocchi delle scuole (TF1).

Che cosa prevede il bilancio e chi ne sostiene il costo

Il governo quantifica in 43 miliardi di euro le nuove misure e in altri 11 miliardi quelle già decise, per un totale annunciato di 54 miliardi (French government, Reuters). Questa cifra non significa che lo Stato spenderà 54 miliardi in meno rispetto a oggi: indica lo scarto tra il piano e la spesa che si raggiungerebbe se pensioni, stipendi e altri costi continuassero ad aumentare automaticamente.

Di conseguenza, il disavanzo scende solo di poco: il governo prevede che si attesti al 5,4% del PIL quest’anno e punta al 5,0% nel 2027 (French government).

La parte maggiore dell’onere ricade sulle buste paga pubbliche e sui pensionati. Gli stipendi dei dipendenti pubblici restano congelati, mentre le pensioni superiori a circa 1.260 euro al mese aumenteranno meno dei prezzi (Reuters).

Il provvedimento che colpiva più direttamente gli studenti era un contributo d’iscrizione per chi non riceve borse di studio: 178 euro l’anno per i corsi professionali BTS e 270 euro per le classi preparatorie (Franceinfo). Il contributo, che avrebbe fruttato circa 33 milioni di euro, è rimasto in vigore poche ore, prima che il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray annunciasse il ritiro (DNA). La promessa deve ancora entrare nel disegno di legge. Il testo congela inoltre gli aiuti per l’alloggio (APL), da cui dipendono molti studenti, e su questi il governo non ha preso impegni.

Più fondi, meno insegnanti

Secondo Le Monde, i fondi per le scuole aumentano di 1,2 miliardi, arrivando a circa 64 miliardi di euro, mentre scompaiono 1.588 posti da insegnante. Geffray sostiene che gli alunni sono diminuiti di circa 180.000. Secondo il suo ragionamento, un taglio in proporzione stretta al calo degli iscritti avrebbe cancellato circa 9.600 posti (France 24).

Il confronto di Geffray si basa su una media nazionale. Gli iscritti diminuiscono in alcune zone e restano stabili in altre, mentre i dati pubblicati non indicano quali scuole perderanno personale. Una scuola che già non riesce a coprire le assenze potrebbe comunque perdere un posto: è il problema denunciato dagli studenti.

Un Parlamento che Lecornu non controlla

L’Unione europea fissa i limiti complessivi, ma non decide i dettagli. Nell’ambito della procedura per disavanzo eccessivo dell’UE, i ministri delle Finanze degli altri Stati membri possono sollecitare la Francia a ridurre un deficit ben superiore al tetto del 3% del PIL previsto dai trattati (EUR-Lex). Non possono stabilire quanti insegnanti spettino a un liceo: questa decisione spetta a Parigi.

A Parigi, Lecornu non ha una maggioranza affidabile, come segnalava la nostra anteprima del piano (To Brief). Giovedì i deputati socialisti hanno detto di non vedere alcuna base per un compromesso (Le Monde). L’Assemblea nazionale avrebbe dovuto iniziare l’esame dei disegni di legge il 13 ottobre (EFE).

La Costituzione offre una scorciatoia: l’articolo 49.3 consente al governo di approvare un disegno di legge senza sottoporlo al voto. In cambio, l’Assemblea può far cadere il governo con una mozione di sfiducia, e Lecornu aveva già promesso di non ricorrervi (Le Figaro).

Il governo ha ceduto sulla rivendicazione più recente e meno costosa, quella di un contributo che forse non aveva nemmeno spinto gli studenti in strada. Anche questa concessione resta una promessa finché non sarà inserita nel disegno di legge. Il piano continua a prevedere il taglio dei posti da insegnante, senza quindi rispondere alla principale denuncia degli studenti: le assenze dei docenti lasciate senza sostituzione. Quando il dibattito in Assemblea entrerà nel vivo, Geffray e Lecornu dovranno spiegare dove intendono tagliare quei 1.588 posti e perché le scuole che già faticano a coprire le assenze non dovrebbero rientrare tra quelle colpite.

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10/2/2026, 2:09:42 AM
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