Francia, debito più caro della Grecia

France’s future infrastructure is held aloft by the paper debt it can no longer outrun.
Composizione immagine · tobriefSedici anni dopo aver sfiorato un collasso che minacciò di spezzare l'euro, la Grecia chiude i conti pubblici in avanzo. La Francia, seconda economia dell'eurozona, ha appena annunciato tagli di spesa inferiori all'aumento annuo della sola spesa per interessi. I titoli greci a 10 anni rendono circa 3,40%, quelli francesi 3,68% (Bank of Greece, Trading Economics). La gerarchia fiscale che ha ordinato l'eurozona per una generazione si è rovesciata.
La palla di neve che divora i tagli
Nel 2025 il deficit francese ha raggiunto 152,5 miliardi di euro, pari al 5,1% del Pil (INSEE, Le Monde). Il governo ha annunciato tagli per 6 miliardi. Ma in un solo anno la spesa per interessi è aumentata di 9 miliardi, arrivando a 74 miliardi nel 2026 (Kero.media). I tagli non coprono nemmeno l'incremento degli interessi.
Parigi prende a prestito per pagare gli interessi sul denaro che ha già preso a prestito. Nel 2026 gli interessi assorbono quasi metà dell'intero deficit (INSEE). Il conto supera ormai il bilancio della difesa e vale circa 949 euro l'anno per cittadino trasferiti ai detentori di obbligazioni (Le Français Moyen).
Secondo il Fondo monetario internazionale, la Francia avrebbe bisogno di un aggiustamento strutturale di circa 20-25 miliardi l'anno fino al 2029, cioè tagli permanenti alla spesa o aumenti d'imposta, non risparmi una tantum (IMF). I 6 miliardi annunciati coprono più o meno un quarto del fabbisogno. Il consiglio fiscale indipendente francese ha definito «coerente» l'impianto del governo, lamentando però l'assenza di dettagli sui risparmi effettivi (Affiches-Moniteur).
Crescita futura, sacrificata
La scure cade interamente sugli investimenti. I fondi per la ricerca, ai quali si prometteva un aumento di 400 milioni, hanno subito invece un taglio da 324 milioni (Le Monde). France 2030, il fondo per la strategia industriale, ha perso 400 milioni. I programmi per la transizione verde sono scesi di 275 milioni. L'apprendistato ha perso altri 400 milioni (Capital).
Pensioni e sanità restano intoccate. La Francia spende il 34% del Pil in protezione sociale, 4,5 punti sopra la media dell'eurozona (Banque de France). Per il Fondo monetario internazionale, gli aumenti di tasse non sono una strada praticabile: le entrate superano già il 51% del Pil (OECD). Così il peso dell'aggiustamento finisce su ricerca, formazione e infrastrutture verdi, mentre consumi correnti e pagamenti ai creditori restano al riparo.
La mappa fiscale europea si rimescola
Il 3 giugno la Grecia è uscita dalla sorveglianza europea sugli squilibri macroeconomici con un avanzo pari all'1,7% del Pil (European Commission, via Lifo). Francia e Germania sono entrambe sottoposte alla procedura per disavanzo eccessivo, il percorso formale dell'UE per i Paesi che superano il tetto del deficit al 3% del Pil. Dieci Stati membri si trovano ora nella stessa procedura, il gruppo più numeroso dai tempi della crisi del debito sovrano. L'Italia conta di uscirne in autunno, con un deficit in calo al 2,9% (ADNKronos).
La Germania evita sanzioni grazie a una nuova clausola di salvaguardia che esclude la spesa per la difesa dal calcolo del deficit, portando il dato corretto al 2,9% (n-tv). La Francia non può usare la stessa via: il deficit è troppo ampio per spiegarlo con la sola difesa (European Parliament). I mercati obbligazionari hanno già registrato il cambio di fase. Nel settembre 2025 i rendimenti francesi a 10 anni hanno superato per breve tempo quelli italiani per la prima volta dalla nascita dell'euro (Flossbach von Storch).
Alla deriva verso il 2027
Le presidenziali dell'aprile 2027 rendono politicamente impraticabile un aggiustamento fiscale profondo. Nessuno dei principali candidati propone tagli della dimensione che il Fondo monetario considera necessaria (Connexion France). Nessun Paese dell'UE ha mai ricevuto una sanzione finanziaria nell'ambito della procedura per disavanzo eccessivo (Council of the EU). A maggio il Parlamento olandese ha votato con 122 sì e 27 no per ribadire che i Paesi Bassi «non garantiscono i debiti nazionali di altri Paesi» (Tweede Kamer), chiudendo la porta a un nuovo debito comune come via d'uscita collettiva.
Nello scenario pessimistico della Commissione, il deficit francese arriverebbe al 5,7% nel 2027 (Boursorama). Se gli spread, cioè il divario tra quanto pagano Francia e Germania per finanziarsi, dovessero allargarsi bruscamente, la BCE potrebbe attivare il Transmission Protection Instrument, lo scudo pensato per impedire che il panico sui bond si propaghi nell'eurozona. Ma lo strumento richiede che il Paese segua le raccomandazioni fiscali europee. Le regole di bilancio dell'eurozona nacquero pensando a Paesi come la Grecia. Oggi la Grecia le rispetta. Il Paese che contribuì a scriverle no.
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- 6/5/2026, 3:22:41 AM
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