La Francia supera l’Italia sui rendimenti

France’s debt bill grows larger than the budget around it.
Composizione immagine · tobriefPer qualche ora la Francia ha pagato più dell'Italia, della Grecia e della Spagna per finanziarsi a dieci anni. Il 17 agosto il rendimento dei titoli di Stato decennali, cioè il ritorno annuo chiesto dagli investitori per prestare denaro a Parigi per un decennio, ha toccato circa il 4,05%, il livello più alto dal 2009 (Boursorama/Reuters, LSE). L'equivalente italiano era intorno al 4,0%, quello greco al 3,88% (Minkabu FX). Durante la crisi dell'euro la gerarchia era l'opposta. Una giornata di mercato non basta a sancire un'inversione stabile, ma segnala che gli investitori stanno applicando alla Francia un premio per il rischio superiore a quello richiesto a Paesi che per anni avevano considerato molto più fragili.
Un'onda globale, con una corrente francese
I costi di finanziamento a lungo termine stanno salendo ovunque. Anche il rendimento decennale tedesco ha raggiunto il massimo da 15 anni, mentre sono aumentati i tassi negli Stati Uniti, in Giappone e nel Regno Unito (Guardian). Questo movimento globale spiega una parte del 4% francese.
Il segnale più pulito, però, è lo spread tra i costi di finanziamento francesi e tedeschi, perché confronta due Paesi sulla stessa scadenza. Il divario è passato da circa 74-79 punti base a fine luglio a 84 punti base il 17 agosto, sopra i 77 punti base dell'Italia (Boursorama/Reuters, France Epargne). In altre parole, oltre alla risalita generale dei rendimenti, il mercato sta chiedendo alla Francia un premio specifico.
Come i tassi più alti entrano nel bilancio
Un rendimento al 4% non rende più costoso dall'oggi al domani l'intero debito francese, pari a 3.536 miliardi di euro (INSEE, Eurostat). La maggior parte dei titoli in circolazione è stata emessa a tassi più bassi e si rivaluta solo quando arriva a scadenza e va sostituita. La durata media del debito francese, circa otto anni (AFT), rallenta quindi la trasmissione dei nuovi rendimenti al bilancio pubblico.
La stretta, però, si vede già. Il Tesoro francese ha previsto 59,3 miliardi di euro di interessi nel 2026 (AFT). Nel primo trimestre la spesa per interessi è cresciuta del 37% su base annua (Le Monde). Secondo una stima di BNP Paribas, se i rendimenti restassero elevati, il maggior costo del debito potrebbe assorbire circa il 60% degli aumenti di spesa previsti per il 2027 (BNP Paribas). Sono risorse che non andrebbero a sanità, scuola, difesa o riduzioni fiscali.
La Commissione europea prevede per la Francia un deficit al 5,1% del Pil nel 2026, con il debito in salita al 120,2% (European Commission). Il Fondo monetario internazionale ha chiesto tagli pari allo 0,8% del Pil ogni anno fino al 2029 (IMF). Il primo ministro Sébastien Lecornu punta per il 2027 a un deficit di circa il 4,9% (Le Monde), ancora lontano dal 3% promesso.
Chi perde spazio nel bilancio francese
Una strada per tornare sotto il 3% è quella che Le Figaro ha definito una sequenza di années blanches: anni in cui la spesa pubblica resta congelata in termini nominali e perde valore contro l'inflazione (Le Figaro). I primi a sentirlo sono i dipendenti pubblici, se le retribuzioni non tengono il passo dei prezzi. Poi gli ospedali, i cui bilanci comprano meno servizi anno dopo anno, e i beneficiari del welfare, le cui prestazioni si riducono in silenzio in termini reali.
La pressione arriva anche nelle tasche private. Le assicurazioni sanitarie complementari hanno avvertito che lo Stato potrebbe trasferire su di loro circa 1,5 miliardi di euro di costi, destinati poi a finire sugli iscritti attraverso premi più alti (Le Memento). Dall'altra parte del tavolo ci sono gli investitori obbligazionari: un titolo di Stato francese al 4% pesa sull'emittente, ma remunera chi compra oggi e blocca quel flusso di reddito (Milano Finanza).
La Francia non è sola. Il Belgio affronta circa 1,5 miliardi di euro di costi aggiuntivi di rifinanziamento quest'anno (BRF), e l'Italia continua a indebitarsi vicino al 4% (Il Sole 24 Ore). La posizione francese è però diventata scomoda perché il mercato non la tratta più come la via di mezzo sicura tra la Germania e l'Europa meridionale.
La BCE, la banca centrale che fissa i tassi per i Paesi dell'euro, dispone di uno strumento per i mercati obbligazionari disordinati: il Transmission Protection Instrument, che le consente di acquistare titoli di Stato mirati (ECB). Funziona meglio quando il problema di un Paese è il panico dei mercati, non quando gli investitori reagiscono alle scelte di bilancio del governo. La Francia è già nella procedura per disavanzo eccessivo dell'UE, il meccanismo che Bruxelles attiva quando il deficit supera il 3% (Council of the EU). Questo rende più difficile invocare la rete di sicurezza.
Fitch rivedrà il rating della Francia il 28 agosto (France Epargne). Parigi riesce ancora a vendere i titoli. Il punto è quanta parte del prossimo bilancio finirà a pagare il debito di ieri.
How was this article?
Help us get better
Help us get better
Details about this article
- Model:
- claude-opus-4-6
- Generated:
- 8/18/2026, 1:51:39 AM
- Pipeline run:
- eu_pipeline_20260818_005006
- Watermark:
- SynthID (Google's invisible watermark)
- Human review:
- None before publication