Francia, 54 miliardi per tagliare poco il deficit

France’s pension savings accumulate in homes where payments buy less.
Composizione immagine · tobriefIl premier Sébastien Lecornu ha promesso per il 2027 un intervento di bilancio da circa 54 miliardi di euro, ma il deficit scenderebbe soltanto dal 5,4% del PIL (prodotto interno lordo, cioè il valore annuo dell’economia) previsto quest’anno al 5% l’anno prossimo (France 24, Le Monde). Gran parte della somma serve a compensare aumenti di spesa che si sarebbero verificati comunque. Il resto grava in modo diseguale su pensionati, dipendenti pubblici ed enti locali, mentre le grandi imprese finiranno per pagare meno.
Perché 54 miliardi producono così poco
Il governo calcola lo sforzo rispetto a uno scenario ipotetico in cui nel 2027 non farebbe nulla. In quel caso, la spesa per interessi, pensioni e sanità continuerebbe a crescere e, secondo Lecornu, il deficit potrebbe superare il 6,5% del PIL (Deutschlandfunk). Rispetto a questo scenario, mantenere invariata la spesa conta già come un risparmio.
Le Monde ha diviso la cifra in due parti: circa 40 miliardi compenserebbero aumenti di spesa già previsti, mentre solo 14 miliardi andrebbero oltre questa operazione e contribuirebbero a ridurre il deficit (Le Monde).
Questa ripartizione è una ricostruzione del quotidiano; i conti ufficiali dovrebbero arrivare oggi. I due provvedimenti, uno per il bilancio dello Stato e uno per la previdenza sociale, saranno presentati alle 8:30 di questa mattina (Finance ministry).
Chi pagherà il conto
I pensionati sostengono la parte più evidente dello sforzo. Il ministro del Lavoro Jean-Pierre Farandou punta a ricavare circa 5,5 miliardi di euro dalle pensioni, di cui 4,1 miliardi contenendo gli aumenti al di sotto dell’inflazione per gli assegni superiori a circa 1.260 euro (TF1). Il ministero delle Finanze prevede che nel 2027 i prezzi aumentino dell’1,8% (Finance ministry forecasts). Chi riceve una pensione superiore a quella soglia avrà quindi più euro, ma potrà comprare meno beni e servizi.
Gli altri 1,4 miliardi arriverebbero dall’IRPEF, riducendo da 4.439 a 3.000 euro il limite dell’abbattimento del 10% che consente ai pensionati di sottrarre parte dell’assegno dal reddito imponibile (TF1). La misura colpisce un gruppo diverso: i pensionati con un reddito abbastanza alto da raggiungere il limite dell’abbattimento, che si troverebbero a pagare più imposte.
Per i dipendenti pubblici è previsto il blocco del punto d’indice, il valore di base su cui si calcola gran parte delle retribuzioni, con un risparmio stimato di circa 2 miliardi di euro (La Dépêche). La parte dello stipendio legata a quel valore resterebbe ferma mentre aumentano i prezzi, anche se le altre componenti delle singole retribuzioni potrebbero comunque variare.
Gli enti locali dovrebbero contribuire per circa 5,4 miliardi di euro, una somma che ricadrebbe sugli organismi con maggiori risorse, compreso circa il 40% dei comuni francesi (BFMTV). Jean-François Debat, presidente del comitato per la finanza locale, ha giudicato sproporzionata la richiesta e avvertito che potrebbe frenare gli investimenti sul territorio.
Per le grandi imprese, la parola «sforzo» descrive meno bene il risultato. Il prelievo temporaneo sulle aziende maggiori, che ha fruttato circa 8 miliardi di euro, proseguirebbe a un livello tale da generare circa 5 miliardi: le imprese interessate pagherebbero quindi circa 3 miliardi in meno rispetto a oggi (Budget ministry).
Che cosa può cambiare in Parlamento
Lecornu non dispone di una maggioranza affidabile. A settembre i socialisti hanno escluso il loro sostegno (Deutschlandfunk), mentre Marine Le Pen ha avvertito che il Rassemblement National potrebbe respingere una manovra che non adegui le pensioni all’inflazione (Die Zeit).
Lecornu aveva promesso di non ricorrere all’articolo 49.3, che consente di approvare una legge senza voto, salvo che una maggioranza faccia cadere il governo. Il 30 settembre se ne discuteva di nuovo come possibile via d’uscita (Le Figaro).
I comuni hanno qualche motivo di sperare. L’anno scorso, il contributo richiesto agli enti locali, inizialmente superiore a 4,7 miliardi di euro, si ridusse a circa 2 miliardi (BFMTV). Qualsiasi concessione quest’anno dovrebbe però essere compensata altrove, accettando un obiettivo di deficit meno ambizioso oppure puntando su una crescita superiore all’1% previsto dal ministero per il 2027 (Finance ministry forecasts).
Secondo i dati del governo, questa manovra rallenta il peggioramento dei conti pubblici francesi senza fermarlo: la maggior parte dello sforzo evita soltanto aumenti di spesa che altrimenti si verificherebbero. I risparmi più visibili ricadono sui pensionati con assegni sopra la soglia, su quelli più abbienti che pagano l’imposta sul reddito, sui dipendenti pubblici e sui comuni più ricchi. Le grandi imprese sono l’unico gruppo a cui viene chiesto di pagare meno di oggi.
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