Bilancio francese, si riparte dopo il 31–3

The committee rejects a budget, but leaves no majority behind.
Composizione immagine · tobriefVenerdì la commissione Finanze dell’Assemblea nazionale ha bocciato la parte sulle entrate del bilancio dello Stato per il 2027: 31 voti contrari, 3 favorevoli e 2 astensioni (LCP, AFP via Boursorama). La bocciatura non affossa il piano fiscale del governo: quando il 13 ottobre inizierà il dibattito in Aula, i deputati ripartiranno dal testo originario (Assembly timetable). Il primo ministro Sébastien Lecornu deve ora trovare una maggioranza che in commissione non è riuscito a raccogliere.
Una bocciatura ampia, ma senza una ragione comune
La commissione votava una propria versione del bilancio, riscritta in tre giorni di emendamenti (AFP via La Gazette France). A sostenerla è stato soltanto Ensemble pour la République, il gruppo del presidente Emmanuel Macron all’Assemblea; i centristi di Démocrates si sono astenuti (LCP).
I voti contrari sono arrivati da fronti opposti. I deputati dell’opposizione, dalla sinistra radicale all’estrema destra, hanno contestato le scelte del governo su tasse e risparmi; gran parte della stessa maggioranza ha respinto le modifiche introdotte dagli oppositori (AFP via La Gazette France). Il risultato fotografa l’assenza di una maggioranza, più che il sostegno a un bilancio alternativo.
Le misure che tornano in Aula
Le modifiche della commissione mostrano dove si concentra la resistenza. I deputati hanno cancellato il piano del governo per ridurre un’agevolazione fiscale destinata ai pensionati, da cui i ministri si aspettavano circa 1,4 miliardi di euro (Le Monde). Hanno eliminato anche un nuovo prelievo che avrebbe chiamato gli enti locali a contribuire allo sforzo di risparmio (adopted amendment).
Le regole di bilancio francesi fanno però tornare in gioco le misure cancellate. In prima lettura l’Assemblea al completo discute il testo del governo, non quello della commissione (French Constitution). La modifica sulle pensioni e il prelievo sugli enti locali tornano quindi all’esame dei deputati, che dovranno bocciarli di nuovo in Aula se vogliono eliminarli.
Il voto sulle entrate comporta un rischio più ampio. Se l’Assemblea respinge questa parte, in prima lettura si considera bocciato l’intero disegno di legge e i deputati non arrivano a discutere la spesa (France's budget framework law). Il voto è previsto per il 20 ottobre (Assembly timetable).
Chi si oppone a Lecornu
Lecornu governa senza una propria maggioranza e, per ragioni diverse, sono due i gruppi che contano di più. I Socialisti hanno in mano la prima occasione per fermare l’iter: l’8 ottobre hanno presentato una mozione per respingere il disegno di legge prima dell’esame dei singoli articoli e hanno lasciato intendere che potrebbero abbandonare la cautela che lo ha aiutato l’anno scorso (Le Monde).
A destra, Les Républicains contestano una delle misure che tornano in Aula. Il loro leader Laurent Wauquiez rifiuta di chiedere altri sacrifici ai pensionati e propone risparmi alternativi, pur assicurando che il suo gruppo non parteciperà al «giochino» di far cadere il governo (BFMTV). Non voler rovesciare il governo non equivale a votare il suo bilancio, e nessuno dei due partiti ha promesso un sì.
Anche i partner europei seguono il confronto, per ragioni proprie. L’8 ottobre i ministri delle Finanze dell’eurozona hanno chiesto a Parigi di approvare il bilancio per il 2027 e rassicurare i mercati; il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis ha detto che un bilancio solido aiuterebbe a tranquillizzare gli investitori (Reuters). La preoccupazione ha anche una dimensione giuridica: dal luglio 2024 la Francia è sottoposta alla procedura per i disavanzi eccessivi, che punta a riportare il deficit di un Paese sotto il 3% del PIL; nel gennaio 2025 i ministri delle Finanze dell’UE hanno stabilito il percorso che Parigi deve seguire (Council of the EU).
La Commissione europea e i ministri dell’eurozona valutano il bilancio francese nel suo insieme, non misura per misura. Ogni intervento sulle entrate che salta rende più difficile rispettare il percorso di riduzione del deficit, a meno che il governo non trovi risparmi altrove. Poiché il debito francese occupa una posizione centrale nell’area euro, i timori degli investitori su Parigi si sono già trasmessi ai titoli di altri Paesi membri e alla stessa moneta unica (To Brief).
Il voto di venerdì ha chiarito meno di quanto suggerisca il margine della bocciatura: la commissione non ha trovato una maggioranza per il piano sulle entrate modificato, e ora Lecornu deve costruirne una per le proposte originarie del governo, a partire dalle due misure già cancellate.
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- 10/10/2026, 1:35:53 AM
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