Skip to main content
EU_ECONOMICS03 / 05 · storia del giorno3 min · 758 parole · 52 fonti

Spread francese a 94 punti base

✦
Scritto dall IAto brief AI · 11 settembre 2026, 02:50
Come è stata scritta

France still finds buyers, but each new loan carries more weight.

Composizione immagine · tobrief
il testo · 3 min di lettura

Il 10 settembre il premio richiesto sui titoli di Stato francesi a dieci anni rispetto agli omologhi tedeschi ha chiuso intorno a 94 punti base, pari a 0,94 punti percentuali. Per prestare denaro alla Francia sulla stessa scadenza, gli investitori pretendono dunque quasi un punto percentuale di rendimento annuo in più rispetto alla Germania: è il divario più ampio dalla crisi del debito dell’eurozona del 2012 (Le Monde, DHnet).

Quella giornata ha visto salire i rendimenti in tutta l’eurozona, mentre i mercati assorbivano il rialzo dei tassi della BCE e un Brent vicino ai 100 dollari. Il rendimento del decennale tedesco è aumentato di circa 5,3 punti base, quello francese di 9,8, secondo i dati Reuters riportati da Boursorama: la Francia si è quindi mossa di circa 4,5 punti base più della Germania, una differenza che lo shock comune non basta a spiegare.

Perché proprio la Francia

Il Consiglio direttivo della BCE ha portato al 2,50% il tasso sui depositi, cioè la remunerazione riconosciuta alle banche che lasciano il denaro presso la banca centrale per una notte (ECB). Poiché non può produrre petrolio né gas, la BCE ha alzato i tassi per impedire che il rincaro dell’energia si propaghi al resto dell’economia, attraverso richieste salariali volte a recuperare il potere d’acquisto e ulteriori aumenti dei prezzi da parte delle imprese. Nelle proiezioni di settembre, l’inflazione energetica dell’eurozona è stimata al 14,3% in agosto, contro il 10,3% del mese precedente (ECB projections).

Tassi più alti fanno aumentare il costo del credito per tutti, ma la Francia ha dovuto assorbire una penalità supplementare a causa dei conti pubblici. In assenza di nuove misure, la Commissione europea prevede che il deficit francese raggiunga il 5,1% del PIL nel 2026 e il 5,7% nel 2027, mentre il debito supererebbe il 120% del PIL (European Commission). Il disavanzo non scende abbastanza rapidamente e gli investitori stanno adeguando il prezzo del rischio.

Il confronto con l’Italia rende ancora più evidente l’anomalia. Roma ha un debito più elevato, pari a circa il 138,6% del PIL, ma il deficit si attesta intorno al 2,9% ed è in calo (UPB). Dalla fine di agosto la Francia paga sul debito decennale poco più dell’Italia, un’inversione dei rapporti che fino a poco tempo fa sarebbe parsa quantomeno singolare (Euronews Italia). Nella giornata del 10 settembre lo spread italiano sulla Germania è aumentato di appena 3 punti base, contro i circa 4,5 della Francia (QuiFinanza): il movimento relativo si è concentrato soprattutto sui titoli francesi.

Il costo per il bilancio cresce lentamente

Per il 2026 la Francia ha programmato l’emissione record di 310 miliardi di euro in titoli a medio e lungo termine (Agence France Trésor). Ogni punto base aggiuntivo accresce la spesa per interessi, ma soltanto sui nuovi titoli collocati per rifinanziare quelli in scadenza. Poiché il debito in circolazione ha una vita media superiore agli otto anni, gran parte degli interessi resta per ora ancorata ai tassi più bassi del passato (French Senate). Il danno esiste, ma si accumula gradualmente, man mano che il debito viene rifinanziato nel corso degli anni, non nell’arco di poche settimane.

La domanda di titoli francesi, del resto, non è venuta meno. Un’asta del 3 settembre si è chiusa con un rendimento del 4,23%, in aumento rispetto al 3,90% del mese precedente, ma le richieste hanno raggiunto 2,28 volte l’importo offerto (Agence France Trésor). Il collocamento è dunque riuscito, sebbene a un prezzo più alto: gli investitori chiedono una remunerazione maggiore, ma non stanno abbandonando il mercato.

Non è una crisi, ma costa

Nel 2011-2012 gli spread di Italia e Spagna raggiunsero 500-650 punti base, mentre i mercati temevano la disgregazione dell’euro e le banche faticavano a finanziarsi (ECB Annual Report 2012). I 94 punti base della Francia appartengono a tutt’altra scala e il 10 settembre nulla indicava che Parigi stesse perdendo la capacità di finanziarsi.

La Francia paga ormai un premio fiscale ben riconoscibile, anche se il mercato dei titoli di Stato continua a funzionare regolarmente. Nell’immediato, il problema consiste nel rifinanziare gradualmente il debito a tassi più elevati, non nel rischio di una crisi di liquidità; resta però da capire se un Parlamento frammentato riuscirà ad approvare tagli alla spesa o aumenti delle imposte prima che l’accumulo dei maggiori interessi riduca ulteriormente i margini di manovra. Una sola seduta non consente di stabilire con certezza perché il premio sia aumentato, né per quanto tempo resterà a questi livelli, ma la direzione è chiara: fra i governi dell’eurozona, è alla Francia che i mercati stanno chiedendo conto dei bilanci.

Details about this article
Model:
claude-opus-4-6
Generated:
9/11/2026, 1:47:52 AM
Pipeline run:
eu_pipeline_20260911_005007
Watermark:
SynthID (Google's invisible watermark)
Human review:
None before publication
Learn more about our methodology →