Francia, Usmanov fuori dalle sanzioni UE

France wins an exception from the EU sanctions list without explaining why.
Composizione immagine · tobriefIl 22 settembre i governi dell’UE hanno rinnovato per altri tre anni le sanzioni contro la Russia, ma hanno tolto il miliardario Alisher Usmanov dalla lista (Council). La Francia ne ha chiesto la rimozione senza fornire pubblicamente una motivazione specifica. Il giorno dopo l’Azerbaigian ha graziato un cittadino francese detenuto: la coincidenza solleva una domanda a cui, finora, le prove disponibili non consentono di rispondere.
Come la minaccia di un veto ha cambiato la lista
Usmanov, imprenditore russo-uzbeko, figurava in una lista di sanzioni dell’UE: l’inserimento obbliga le banche e le imprese di tutti gli Stati membri a congelare i beni della persona interessata. Il Consiglio dell’UE, sede in cui i governi nazionali concordano le sanzioni, deve rinnovare periodicamente queste misure; per approvarle serve l’unanimità, quindi ciascun governo può bloccarle.
Per mesi la Slovacchia ha cercato, senza successo, di ottenere la rimozione di Usmanov e del miliardario Mikhail Fridman. L’11 settembre la Francia ha presentato una richiesta propria, che riguardava soltanto Usmanov (Euronews).
Con due governi che negavano il consenso, il rinnovo si è arenato: mentre Slovacchia e Francia mantenevano la loro posizione, l’UE ha prorogato le misure per una sola settimana (STVR).
La pressione ha dato risultato. La decisione finale mantiene le sanzioni in vigore fino al 22 settembre 2029 per quasi 3.000 persone ed entità (Council), ma cancella alcuni nomi, tra cui quelli di Usmanov e Fridman (Le Monde).
La grazia il giorno dopo e un legame non confermato
Il 23 settembre il presidente dell’Azerbaigian ha graziato Martin Ryan, cittadino francese detenuto dal dicembre 2023 (APA). Quella sera il ministero degli Esteri francese ha annunciato che Ryan era tornato dalla famiglia: ha accolto la grazia come un gesto umanitario senza menzionare Usmanov (TV5Monde).
Prima della decisione sulle sanzioni, Euronews aveva riferito che, secondo alcuni diplomatici, era stato raggiunto un accordo: l’Azerbaigian avrebbe graziato due cittadini francesi in cambio della rimozione di Usmanov (Euronews). Separatamente, Reuters ha citato tre diplomatici europei secondo cui Parigi aveva accusato in privato Baku di usare Usmanov per fare pressione sulla Francia a causa di due suoi cittadini (France 24).
L’Azerbaigian ha respinto questa ricostruzione e nessuno dei due governi ha confermato uno scambio. Il secondo francese, l’imprenditore Anass Derraz, era ancora in carcere il 24 settembre (BBC). Non sono mai stati resi pubblici i termini di un eventuale accordo, quindi la sua detenzione non dimostra né l’esistenza né l’assenza di un’intesa.
Le spiegazioni che la Francia deve ai suoi partner
L’unica motivazione finora riferita dalla Francia è quella fornita da un diplomatico anonimo a Parigi, che ha citato una specifica questione di sicurezza nazionale e ha detto che alcuni partner internazionali si erano rivolti alla Francia per Usmanov (Le Figaro).
La spiegazione è esile se confrontata con gli atti giudiziari. Nel febbraio 2024 il Tribunale dell’Unione europea ha confermato l’inserimento di Usmanov nella lista, riconoscendo che era un imprenditore di primo piano in settori che garantiscono entrate consistenti alla Russia (EUR-Lex). La sentenza non rende illegittima la sua rimozione, perché i governi possono decidere insieme di cancellare qualsiasi nome; dimostra però che le ragioni alla base delle sanzioni originarie avevano superato il vaglio dei giudici.
Il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna ha detto che Parigi ha insistito con forza senza fornire spiegazioni dettagliate e ha chiesto alla Francia di chiarire le proprie ragioni (ERR).
Ora spetta alle capitali mantenere la pressione sui due uomini. Estonia e Lettonia hanno imposto restrizioni proprie, mentre la Lituania prepara nuove misure (To Brief). Ciascuno di questi governi dovrà scrivere e applicare le proprie norme, che si fermano ai confini nazionali: le banche degli altri Paesi dell’UE non hanno più l’obbligo, previsto dal diritto dell’Unione, di congelare i beni dei due uomini.
La parte accertata della vicenda riguarda il potere. La Francia ha sfruttato una decisione che richiedeva il consenso di tutti i governi per ottenere un’eccezione alla lista di sanzioni valida in tutta l’UE, senza spiegare agli altri governi o all’opinione pubblica quale minaccia l’abbia giustificata. Il legame con la grazia concessa a Ryan resta indimostrato. Il ministero degli Esteri francese, che definisce riservati i colloqui in seno al Consiglio, è l’unico soggetto in grado di chiarire la questione.
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