La Germania compra i Tomahawk USA

A long-range strike capability arrives in Europe, tethered to a power source across the ocean.
Composizione immagine · tobriefLa Germania acquisterà missili da crociera americani Tomahawk. Il cancelliere Friedrich Merz lo ha annunciato al vertice NATO di Ankara, presentando l’intesa come un passo per ridurre una delle lacune più evidenti della difesa europea: la capacità di colpire obiettivi molto oltre la linea del fronte (Euronews, DW). L’acquisto risponde a un problema militare reale, ma accentua anche la dipendenza europea da Washington proprio in un settore che i sostenitori dell’autonomia strategica vorrebbero costruire nel continente.
Un anno di silenzio, poi un via libera condizionato
Berlino aveva chiesto per la prima volta di acquistare i missili nel luglio 2025. Washington ha lasciato la richiesta in sospeso per mesi, pur autorizzando vendite di armamenti meno rilevanti alla Germania (Defense News). Quando, all’inizio di quest’anno, gli Stati Uniti hanno cancellato il proprio piano di dispiegamento di missili a lungo raggio in Germania, quel silenzio ha cominciato ad assumere un sapore punitivo (The War Zone). Nel frattempo Berlino ha sondato alternative: missili turchi, collaborazioni con l’Ucraina sui droni.
L’annuncio di Ankara sblocca lo stallo. I ministri della Difesa hanno firmato una lettera d’intenti, con l’impegno americano a concedere l’autorizzazione formale all’esportazione entro agosto. Ma il via libera politico non equivale ancora a una vendita conclusa. L’operazione dovrà passare attraverso il Foreign Military Sales, il sistema statunitense di esportazione di armi da governo a governo (DSCA). Quanti missili arriveranno, quando, dove verranno basati e chi ne curerà la manutenzione: su tutto questo non esistono ancora informazioni pubbliche.
Che cosa guadagna il fianco orientale, almeno sulla carta
Il Tomahawk è un missile da crociera di precisione a lungo raggio. Typhon, il sistema Mid-Range Capability dell’esercito americano, è il lanciatore terrestre in grado di impiegarlo (ZEIT). Se schierata in Germania, questa combinazione potrebbe mettere sotto minaccia posti di comando russi, nodi logistici e aree di raccolta attorno a Kaliningrad, in Bielorussia e nella Russia occidentale (Global Banking & Finance / Reuters). La deterrenza convenzionale non dipende soltanto dalle truppe al confine, ma anche dalla capacità di colpire in profondità una forza in avanzata. A maggio l’Istituto dell’UE per gli studi sulla sicurezza aveva avvertito che la cancellazione del dispiegamento americano lasciava un vuoto che l’Europa non era in grado di colmare rapidamente da sola (EUISS).
I media polacchi hanno descritto l’intesa come una riparazione parziale (RMF24). In Lituania la copertura l’ha collegata alla sicurezza baltica, anche alla luce della crescente presenza militare tedesca vicino al territorio lituano (LRT). Né Varsavia né Vilnius, però, hanno confermato pubblicamente che i Tomahawk tedeschi rientrino nei piani di difesa baltica delle prime ore. I missili avrebbero peso in uno scenario di guerra nel Baltico; resta da capire se siano già assegnati, pronti e autorizzati in anticipo per l’impiego in una crisi.
Parigi vede il problema della dipendenza
La Francia non contesta l’esistenza della lacuna. La stampa francese ha raccontato l’acquisto come una risposta ai missili Iskander russi a Kaliningrad e all’assenza di un’alternativa europea (Le Monde, Le Figaro). L’obiezione riguarda ciò che viene dopo. Le tecnologie centrali del Tomahawk, dalla guida al software fino ai componenti protetti, restano sotto controllo americano (Meta-Defense). Anche quando batte bandiera tedesca, l’arma continua a dipendere dalle catene di fornitura statunitensi per ricambi, manutenzione e aggiornamenti.
Con il progetto franco-tedesco del caccia comune, lo SCAF/FCAS, già in equilibrio precario, un altro contratto tedesco di alto valore indirizzato verso Washington pesa politicamente. Merz sostiene che i Tomahawk servano da soluzione ponte mentre l’Europa sviluppa alternative proprie (DW). Il timore, espresso tra gli altri da Friends of Europe, è che le capacità ponte diventino permanenti, assorbendo insieme pressione politica e risorse di bilancio che dovrebbero alimentare un vero programma europeo di attacco a lungo raggio.
Che cosa manca ancora all’annuncio
Quella annunciata è una vendita bilaterale tra Stati Uniti e Germania. La NATO fornisce il contesto strategico, non l’autorizzazione. Finché Berlino non renderà noti quantità, tempi di consegna, basi confermate, equipaggi addestrati e regole chiare su chi possa autorizzare il lancio in una crisi rapida, Merz avrà annunciato una capacità futura, non un’arma che Mosca debba già incorporare nei propri calcoli militari. Questi dettagli servono prima che la vendita formale si chiuda in agosto.
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