Germania, 11 miliardi senza difesa

Germany’s borrowing towers over the forces it has yet to deliver.
Composizione immagine · tobriefLa modifica costituzionale che consente alla Germania di indebitarsi per la difesa ha funzionato esattamente come previsto dal testo. Ed è proprio questo il problema. Nel 2025 Berlino ha contratto 28,6 miliardi di euro di debito esente dal freno costituzionale, la norma che limita l’indebitamento federale annuo, mentre la spesa ammissibile per la sicurezza è aumentata di appena 17,6 miliardi di euro rispetto all’anno precedente (FAZ, Die Zeit). Secondo l’Ifo Institute, uno dei principali istituti tedeschi di ricerca economica, il divario di circa 11 miliardi di euro corrisponde a spese già esistenti che le nuove regole hanno reso finanziabili a debito, liberando così gettito fiscale per altre esigenze di bilancio. La Bundesbank è giunta autonomamente a una conclusione analoga: i prestiti contratti in base alle nuove norme su difesa e infrastrutture hanno superato la spesa effettivamente aggiuntiva, contribuendo a coprire squilibri nel bilancio generale (Bundesbank).
Nessuno ha accertato che il denaro preso a prestito sia uscito dai conti della difesa: si tratta di una sostituzione delle fonti di finanziamento, non di uno sviamento di fondi.
Come la soglia iniziale genera un vantaggio di bilancio
La modifica costituzionale del marzo 2025 esclude dal freno al debito la spesa federale per la sicurezza che supera l’1% del PIL. Le categorie ammesse sono cinque: difesa, protezione civile, intelligence, cybersicurezza e aiuti ai Paesi vittime di un attacco armato (Bundestag).
Poiché la soglia è stata fissata al di sotto di quanto la Germania già spendeva per queste voci, Berlino ha potuto finanziare immediatamente a debito uscite preesistenti, senza aggiungere un solo euro alle capacità militari. La posizione del ministero delle Finanze è giuridicamente corretta: ogni euro preso a prestito rispettava la formula costituzionale. L’Ifo sostiene però una tesi diversa, secondo cui il nuovo debito dovrebbe tradursi in capacità di sicurezza aggiuntive, anziché sostituire il gettito fiscale che in precedenza finanziava le stesse spese (Ifo).
Le due conclusioni possono convivere: l’indebitamento ha rispettato la legge, ma circa il 38,5% del totale esentato non ha acquistato nulla di nuovo per la difesa (FAZ).
La Lituania come banco di prova
La Germania può comunque indicare progressi concreti negli acquisti militari. Nel 2025 la spesa per gli approvvigionamenti è cresciuta di 4,53 miliardi di euro, dei quali 2,32 miliardi destinati alle munizioni (Die Zeit). È inoltre migliorata l’erogazione delle risorse provenienti dal precedente fondo speciale da 100 miliardi di euro, il pacchetto straordinario di debito istituito nel 2022 per modernizzare la Bundeswehr: la quota spesa è salita dal 3,5% nel 2022 all’84% nel 2024 (French Treasury).
Il test più severo della capacità di trasformare il denaro preso a prestito in reparti dotati di uomini e mezzi è la 45ª Brigata corazzata tedesca in Lituania, l’impegno di punta assunto da Berlino per la difesa del fianco orientale della NATO. Sotto il comando della brigata prestano servizio circa 1.700 militari, ma il dato comprende un battlegroup NATO preesistente con oltre 1.000 soldati a rotazione e non equivale dunque a 1.700 nuovi effettivi schierati (Bundeswehr, LRT). I battaglioni pesanti, corazzati e meccanizzati, dovrebbero trasferirsi dalla Germania soltanto nel 2027; ad agosto 2026, inoltre, i volontari avevano coperto appena il 60% dei posti previsti nell’organico definitivo (Lrytas).
La Lituania, da parte sua, sta investendo 1,33 miliardi di euro nelle infrastrutture delle basi necessarie ad accogliere l’intera brigata (Lithuanian Defence Ministry).
La sostituzione delle fonti di finanziamento e la carenza di personale della brigata sono due fatti concomitanti, ma le prove disponibili non consentono di affermare che l’uno abbia causato l’altro, poiché reclutamento, tempi degli approvvigionamenti e strozzature industriali rispondono ciascuno a dinamiche proprie. Il loro accostamento mette tuttavia in luce la distanza tra lo spazio costituzionale che la Germania si è concessa per indebitarsi e la capacità finora dimostrata di trasformare quelle risorse in forze pronte al combattimento.
Perché gli alleati non possono distogliere lo sguardo
La capacità tedesca di rispettare gli impegni riguarda l’intera alleanza. Tutte e tre le brigate da combattimento dei Paesi Bassi sono integrate in divisioni tedesche e, durante l’esercitazione Fighter Lion 2026, oltre 7.000 militari tedeschi e olandesi si sono addestrati in operazioni congiunte (Defensie Dichtbij, Bundeswehr). Il coordinamento funziona nelle esercitazioni; resta invece da verificare se, in un conflitto prolungato, le brigate olandesi possano contare sulla struttura tedesca di comando e logistica di cui avrebbero bisogno.
Come we reported last week, i revisori federali hanno avvertito che entro il 2030 il debito pubblico tedesco potrebbe raggiungere almeno 3.000 miliardi di euro, mentre la spesa annua per interessi potrebbe salire a 80,7 miliardi (Bundestag). Lo spazio fiscale non è illimitato e, prima o poi, gli interessi contenderanno alla difesa le stesse risorse di bilancio.
La Germania ha dimostrato che il nuovo indebitamento rispetta la Costituzione, ma non ancora che tutto lo spazio fiscale ottenuto abbia generato capacità militari aggiuntive, complete di personale ed equipaggiamenti. Il governo, il ministero della Difesa, l’ufficio approvvigionamenti della Bundeswehr e la commissione Bilancio del Bundestag, che approva la spesa annuale e ne controlla l’esecuzione, possiedono ciascuno una parte della risposta. Gli 11 miliardi di euro sono la stima dell’Ifo sulla sostituzione finanziaria, non una perdita di cui sia stato ricostruito il percorso; gli alleati che costruiscono i propri piani di difesa sugli impegni tedeschi, però, non possono accontentarsi della conformità giuridica. Hanno bisogno di battaglioni.
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