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EU_ECONOMICS05 / 10 · storia del giorno3 min · 751 parole · 28 fonti

F126 cancellate, Damen reclama €4,7 miliardi

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Scritto dall IAto brief AI · 2 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

A cancelled frigate order leaves Germany and its builder disputing the bill.

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il testo · 3 min di lettura

A giugno la Germania ha chiuso il programma delle fregate F126, ma la cancellazione delle navi non ha chiuso la partita sui costi. Il cantiere olandese Damen, titolare del contratto, sostiene che Berlino gli debba circa 4,7 miliardi di euro per aver interrotto il progetto (Reuters via n-tv, NOS). Damen ha confermato di aver inviato la richiesta, senza però confermarne l’importo. La cifra compare in una lettera del legale, non in una sentenza.

Quando un committente interrompe a metà un ordine di grandi dimensioni, qualcuno deve pagare l’acciaio già tagliato e le apparecchiature già consegnate. A stabilire chi paga è il contratto, e tutto dipende da quale parte lo abbia violato. Peter Gauweiler, legale di Damen, sostiene che Berlino abbia chiuso il progetto senza una base giuridica; secondo questa interpretazione, lo Stato deve pagare il lavoro già svolto e coprire i costi dovuti dal cantiere ai suoi fornitori (NOS).

Gauweiler richiama anche la decisione del 2024, quando la Germania esercitò l’opzione per ordinare altre due navi pur essendo già al corrente dei ritardi (Handelsblatt). A suo giudizio, questo rende il governo in parte responsabile dello slittamento dei tempi. L’ordine aggiuntivo può indebolire la posizione di Berlino, ma non dimostra chi abbia causato i ritardi.

Berlino ricostruisce la vicenda in modo opposto. Quando il 24 giugno il ministero della Difesa ha chiuso il programma, ha dichiarato che Damen aveva segnalato di non poter più rispettare i tempi e le condizioni economiche concordate. Il ministero ha aggiunto che consegnare la prima nave entro la metà del 2028 era ormai irrealistico (German defence ministry). Il ministro della Difesa Boris Pistorius sostiene che Damen avesse chiesto, in cambio della prosecuzione dei lavori, di essere esonerata da ogni richiesta di risarcimento, condizione che ha rifiutato (Reuters via n-tv). Respinge l’accusa del cantiere e afferma che la Germania potrebbe a sua volta chiedere circa 2,3 miliardi di euro (Die Zeit).

La spesa non coincide con la perdita

Circolano tre tipi di cifre, ciascuno riferito a una domanda diversa. La prima indica quanto ha pagato finora la Germania. Pistorius parla di circa 2,3 miliardi di euro (Correctiv). Con quei soldi sono state acquistate sezioni degli scafi, motori, ingranaggi e apparecchiature radar. Una parte potrebbe essere riutilizzata, venduta o conteggiata in un accordo transattivo: la somma, quindi, non è necessariamente tutta perduta.

La seconda cifra riguarda il costo per completare le navi e spiega perché Berlino abbia rinunciato. Secondo il ministero della Difesa, si era parlato di circa 15,2 miliardi di euro per costruirle nel cantiere tedesco NVL (German defence ministry). La cifra copriva soltanto la costruzione. Aggiungendo i lavori già svolti e i contratti di supporto, il ministero stima che il totale a carico della Germania avrebbe superato i 18 miliardi (German defence ministry). Nessuna delle due cifre misura una perdita: entrambe descrivono una spesa futura che la Germania ha scelto di non sostenere.

La terza categoria comprende le richieste legali contrapposte. La pretesa di Damen e la possibile contro richiesta tedesca sono le posizioni iniziali delle parti nella disputa. Sottrarre una cifra dall’altra produce un risultato che nessuno ha concordato.

Dove ricadono i costi

Berlino ha già ordinato le navi sostitutive. L’8 luglio la commissione Bilancio del Bundestag ha approvato l’acquisto di quattro fregate MEKO A-200, più piccole, da ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS), per circa 6,3 miliardi di euro (Die Zeit). Con l’ordine TKMS si assicura lavoro; poiché le nuove navi sono più piccole, il loro prezzo non permette di capire se la cancellazione delle F126 abbia fatto risparmiare.

Le commesse non passano automaticamente ai cantieri che avevano costruito parti delle F126. Peene-Werft, a Wolgast, ha realizzato le sezioni di poppa, impiega quasi 500 persone e ha lavoro garantito soltanto fino all’estate del 2027, secondo NDR.

La cancellazione ha colpito anche l’azienda francese Thales, che forniva radar, sensori e sistemi di combattimento. La società ha contabilizzato un onere straordinario di circa 450 milioni di euro (Thales). Si tratta di un costo una tantum che riduce l’utile dichiarato; Thales afferma che per la maggior parte non comporta un’immediata uscita di cassa.

La Germania si è impegnata ad acquistare le navi sostitutive, mentre il conto per la chiusura del programma F126 resta oggetto di disputa. Né la richiesta di Damen né la possibile contro richiesta di Berlino quantificano la perdita finale, che dipenderà dal valore delle apparecchiature già acquistate e dalle condizioni stabilite in un accordo o da un tribunale. Se Berlino perderà la causa sul contratto, i contribuenti tedeschi pagheranno le fregate abbandonate oltre alle quattro nuove.

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10/2/2026, 2:09:44 AM
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