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EU_ECONOMICS05 / 05 · storia del giorno3 min · 899 parole · 48 fonti

La scommessa finlandese di Google è senza energia

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Scritto dall IAto brief AI · 10 settembre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Google secures the power before Finland measures the burden.

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il testo · 3 min di lettura

Chi pagherà l’elettricità consumata dai data center finlandesi di Google? L’azienda ha annunciato che investirà almeno 13 miliardi di euro in Finlandia nel biennio 2027–2028, ampliando le infrastrutture di calcolo in quattro siti (Google, Yle). Insieme al piano di investimenti, Google ha firmato un accordo di 22 anni per acquistare fino alla metà dell’energia prodotta dalla centrale nucleare di Loviisa (Fortum). Il contratto esiste ed è vincolante; resta però vuota l’altra colonna del bilancio: quanta elettricità consumerà davvero Google e se vi sarà abbastanza nuova capacità produttiva per soddisfare la domanda.

Che cosa è vincolante e che cosa non lo è

Il 9 settembre sono arrivati tre annunci, ciascuno con un diverso grado di certezza. Il power purchase agreement, ossia il contratto a lungo termine che garantisce la fornitura di elettricità, è stato sottoscritto con Fortum e ha valore commerciale vincolante: le consegne inizieranno nel 2028, saliranno fino alla metà della capacità di Loviisa entro il 2030 e proseguiranno fino al 2049. Fortum, che ha dovuto comunicare l’intesa agli investitori, stima che a regime l’accordo aumenterà di circa 1,4 punti percentuali il rendimento del capitale impiegato nell’attività (Fortum).

I 13 miliardi di euro, invece, costituiscono un annuncio d’investimento aziendale. Google non ha pubblicato né la ripartizione delle risorse tra i singoli siti né il calendario degli acquisti, mentre una quota consistente della spesa riguarderà hardware informatico del quale non si conosce la componente prodotta in Finlandia (Aamulehti). Un distinto memorandum d’intesa prende in esame un possibile nuovo reattore a Loviisa e ulteriori impianti rinnovabili, ma non obbliga nessuna delle due società a costruire alcunché (Google).

Quasi tutta l’energia esisteva già

Quasi tutta l’energia nucleare compresa nell’accordo proviene da capacità già esistente. Nel 2023 la Finlandia autorizzò Loviisa a operare fino al 2050 e Fortum aveva già programmato l’ammodernamento delle turbine prima dell’arrivo di Google (Fortum 2023 licence). Alla nuova collaborazione si attribuiscono appena 10 MW di capacità produttiva aggiuntiva (Fortum). Google ha inoltre stipulato contratti per 629 MW di eolico terrestre in Finlandia e annunciato una batteria da 94 MW (Google). I megawatt dell’eolico, tuttavia, indicano la potenza massima raggiungibile in condizioni ideali, non l’energia effettivamente prodotta nell’arco dell’anno; allo stesso modo, la potenza in MW di una batteria misura la velocità con cui può scaricarsi, non quanta energia possa immagazzinare, dato che senza conoscere la durata non è possibile determinarne la capacità reale.

Il confronto utile per l’opinione pubblica è dunque quello tra l’energia consumata ogni anno dai data center di Google e quella prodotta annualmente da fonti davvero nuove. Google non ha reso note le previsioni sui consumi elettrici. Fingrid, il gestore della rete finlandese, ha citato una capacità di 2 GW, ma il dato riguarda il margine disponibile sulla rete regionale per tutti i progetti di data center, non il solo fabbisogno di Google (Fingrid).

Il canale dei prezzi nordici

Se la domanda finlandese crescerà più rapidamente dell’offerta nazionale, il conto potrà superare i confini. La Svezia settentrionale ne ha offerto un esempio lo scorso gennaio, quando, dopo l’entrata in funzione dell’interconnessione Aurora Line alla fine del 2025, che ha aumentato di oltre il 40% la capacità transfrontaliera (Svenska kraftnät), il freddo, l’assenza di vento e le elevate importazioni finlandesi si sono sovrapposti. Nelle zone tariffarie del nord della Svezia, la media invernale ha raggiunto 61 euro/MWh, contro i 16–17 euro dell’inverno precedente (Svenska kraftnät). L’impennata si deve in larga parte alle condizioni meteorologiche e, quando queste si invertono, lo stesso cavo può portare in Finlandia energia a basso costo; l’episodio mostra però il meccanismo attraverso il quale, se Helsinki consuma più elettricità di quanta ne produca, i Paesi nordici vicini assorbono la pressione sui prezzi.

Quanta parte della spesa di Google resterà in Finlandia?

Uno studio commissionato dalla stessa Google stima per il 2027–2028 un contributo medio annuo al PIL pari a 3,6 miliardi di euro e oltre 37.000 «posti di lavoro sostenuti» (Google). Sono cifre che richiedono cautela: i server importati rientrano contabilmente negli investimenti effettuati in Finlandia, ma il denaro torna subito ai produttori esteri, mentre nel Paese restano i salari, i margini delle imprese di costruzione e i servizi acquistati localmente. Lo studio non distingue queste componenti, né chiarisce se per «posti di lavoro sostenuti» intenda gli occupati in un singolo anno, la somma degli anni-lavoro oppure l’incremento netto, una volta sottratti i lavoratori trasferiti da altri progetti.

L’Irlanda offre un termine di paragone. Nel 2025 i data center hanno assorbito il 23% di tutta l’elettricità contabilizzata dai contatori del Paese (CSO). L’autorità irlandese di regolazione impone ora ai nuovi centri di dotarsi di impianti elettrici capaci di entrare in funzione quando necessario e di coprire la domanda di picco, oltre a richiedere che nuove fonti rinnovabili non sovvenzionate soddisfino l’80% dei consumi (CRU). La bozza di normativa spagnola prevede invece che i consumi siano compensati ora per ora da nuovi impianti rinnovabili (MITECO). La Finlandia non ha introdotto obblighi analoghi.

Il PPA assicura a Fortum entrate certe nel lungo periodo per una centrale che produce una quota rilevante dell’elettricità finlandese, mentre Google ottiene un titolo contrattualmente solido per rivendicare l’uso di energia pulita. La Finlandia, però, non ha ancora dimostrato che la nuova capacità produttiva sarà sufficiente a coprire il fabbisogno dei data center, né che i conseguenti costi di rete ricadranno su Google anziché sugli utenti.

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9/10/2026, 2:09:31 AM
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