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EU_PUBLIC_AFFAIRS03 / 05 · storia del giorno3 min · 634 parole · 31 fonti

Grecia, asilo fermo dopo il Patto

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Scritto dall IAto brief AI · 29 luglio 2026, 02:50
Come è stata scritta

The digital gateway to asylum petrifies into a wall of parched earth.

Composizione immagine · tobrief
il testo · 3 min di lettura

A Lesbo, una donna incinta e il compagno sono arrivati il 12 giugno, il giorno in cui il Patto europeo su migrazione e asilo è entrato nella fase operativa. Hanno passato quasi un mese in detenzione, senza registrazione. Solo dopo le opposizioni presentate in tribunale da Refugee Support Aegean, una Ong di assistenza legale, le autorità greche hanno avviato la procedura. Sulla terraferma, una madre con due figli ha provato a usare la piattaforma digitale del ministero per fissare un appuntamento, ma il sistema era offline dal 12 giugno; quando si è presentata di persona, le hanno negato l'ingresso, l'hanno arrestata e trasferita in detenzione (RSA).

Non si tratta di disfunzioni isolate. Secondo NEWS 24/7 e il monitoraggio sul campo di RSA e Collective Aid, la registrazione delle domande d'asilo in Grecia è di fatto congelata da quando il Patto è entrato in vigore. Il ministro della Migrazione Thanos Plevris ha detto a in.gr che il governo applicherà senza deviazioni la dottrina «carcere o rimpatrio». È una formula che comprime categorie che il diritto europeo dell'asilo tiene distinte: chi chiede protezione, chi ha ricevuto un diniego ed è in attesa di allontanamento, e chi viene trattenuto sulla base di specifici presupposti giuridici non sono la stessa persona.

La registrazione è il primo anello del Patto. La Grecia lo ha spezzato.

Il Patto è un insieme di regolamenti europei collegati fra loro, pensati per uniformare il modo in cui l'Europa gestisce i richiedenti asilo dal primo contatto fino alla decisione finale. È entrato nella fase operativa il 12 giugno 2026 (European Commission). Ma il sistema funziona solo se le persone possono registrarsi: la registrazione è la porta d'accesso allo screening, alla procedura d'asilo o al rimpatrio, e a ogni passaggio successivo.

La Grecia quella porta l'ha chiusa. L'ultimo aggiornamento Paese di ECRE aveva già documentato, prima dell'avvio del Patto, detenzione amministrativa e accesso limitato alle procedure d'asilo (ECRE/AIDA). Dopo il 12 giugno, il quadro è peggiorato. A fine luglio, Collective Aid ha riferito da Lesbo che i nuovi moduli di screening non erano ancora operativi e che, su 70-100 persone in attesa, solo poche avevano visto procedere la propria pratica (Collective Aid).

Il diritto europeo, su questo punto, non lascia molto spazio all'interpretazione. La Asylum Procedures Directive impone agli Stati membri di registrare le richieste d'asilo entro tre-dieci giorni lavorativi. La Reception Conditions Directive vieta la detenzione per il solo fatto di aver chiesto asilo. La Corte di giustizia dell'UE ha già condannato uno Stato membro per avere reso l'accesso all'asilo praticamente impossibile (CJEU C-808/18) e, in un altro caso, ha stabilito che il trattenimento dei migranti richiede un vero controllo giudiziario, non un sistema in cui i detenuti debbano fare causa dal centro di detenzione per ottenerlo (FRA on CJEU C-150/24).

La Commissione ha lodato la preparazione. Il terreno raccontava altro.

Il 16 luglio, la Commissione ha pubblicato una preliminary assessment in cui ha elogiato la preparazione della Grecia nell'attuazione del Patto. Nello stesso mese, RSA e Collective Aid documentavano registrazioni congelate, piattaforme offline e richiedenti asilo trattenuti, per i quali l'unica via d'ingresso nel sistema passava dal contenzioso (RSA, Collective Aid). La distanza fra Bruxelles e il terreno mostra che la Commissione era pronta a certificare la preparazione prima di verificare la conformità.

Ora la Commissione ha davanti una scelta concreta. Registrazioni bloccate, sistemi digitali fuori uso e detenzione generalizzata possono configurare una violazione abbastanza grave da giustificare una procedura d'infrazione, lo strumento con cui Bruxelles obbliga gli Stati a rispettare il diritto dell'UE. Se la Commissione non agirà sui casi documentati, le garanzie del Patto diventeranno ornamentali. La legge dice che i richiedenti asilo hanno diritto alla registrazione, a una decisione individuale sul trattenimento e al controllo giudiziario. La prassi greca offre la detenzione finché qualcuno non riesce a uscirne per via legale. La Commissione deve chiarire quale versione del Patto intenda far rispettare.

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7/29/2026, 2:05:33 AM
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