La Grecia vigila sui deficit tedeschi

The scale of defense spending breaks the floor of the Maastricht rules.
Composizione immagine · tobriefUn Paese che ebbe bisogno di tre salvataggi internazionali presiede oggi l’organismo che vigila sulla spesa dell’eurozona. Kyriakos Pierrakakis, ministro delle Finanze greco, è stato elected Eurogroup president nel dicembre 2025, primo esponente di un Paese uscito dalla crisi a guidare l’Eurogruppo. Tocca ora a lui presiedere le riunioni in cui Francia, Austria e Finlandia presentano i piani per riportare i deficit sotto controllo.
Nel 2025 la Grecia ha registrato un avanzo di bilancio pari al +1,7% del PIL, mentre il debito è sceso di otto punti, al 146,1% del PIL (Eurostat). La Germania, secondo la Spring 2026 forecast della Commissione, ha chiuso con un deficit del -3,7%. La Finlandia ha segnato -3,4% nel 2025 (Statistics Finland), e la Commissione projects that will widen to -4.5% quest’anno.
Germania e Finlandia superano entrambe il tetto del 3% previsto dal Trattato di Maastricht, il limite che i Paesi europei fissarono nel 1992 come prezzo politico della moneta unica. Nell’Unione, thirteen member states lo oltrepassano ormai, e nine face the EU's formal correction process.
L’eccezione tedesca, la stretta finlandese
Il deficit tedesco è più alto di quello finlandese, ma Berlino ha evitato del tutto la procedura formale. Helsinki, invece, vi è entrata placed under them in January 2026.
La differenza sta in una clausola di salvaguardia nazionale, la National Escape Clause, che consente di sottrarre dal calcolo del deficit fino a 1,5 punti di PIL in spese per la difesa. Fifteen countries activated it. Tolta la spesa militare, il deficit tedesco corretto scende a circa 2.9%, appena sotto la soglia.
Anche la Finlandia ha attivato la stessa clausola, ma i conti non tornano. Il disavanzo nasce soprattutto dai costi del welfare legati all’invecchiamento e da una crescita ferma allo 0.2% in 2025, non dalla difesa. La Bundesbank avverte che persino il deficit tedesco corretto supererà il 3% nel 2026 e nel 2027, avvicinandosi al 5%. L’esenzione compra tempo, non risolve il problema.
Tagliare i sussidi per finanziare le armi
La spesa finlandese per la difesa punta verso €14–15 billion annually by 2029, circa il doppio del livello attuale. Per farle spazio, il governo ha ridotto sussidi di disoccupazione, contributi per l’abitazione e formazione professionale (SAK). L’IVA è salita al 25.5%. I senzatetto di lungo periodo sono aumentati del 29% l’anno scorso, primo incremento in dieci anni.
Il commissario Dombrovskis è andato a Helsinki e ha dichiarato che la Finlandia stava adottando «misure efficaci» (Finnish Ministry of Finance). Nel diritto fiscale dell’UE, quella formula significa seguire il percorso di spesa prescritto, non centrare davvero l’obiettivo di deficit. ETLA, l’istituto indipendente finlandese di ricerca economica, sostiene che il Paese will miss every one of its own fiscal goals: né deficit all’1% nel 2027, né pareggio nel 2031. Anche OECD e IMF giudicano insufficiente la traiettoria.
I Paesi salvati rimettono i conti in ordine
Grecia, Portogallo, Irlanda e Cipro hanno tutti chiuso il 2025 in avanzo (Eurostat). Sono i Paesi che negli anni Dieci subirono salvataggi, tagli imposti e umiliazioni istituzionali. La ristrutturazione forzata ha lasciato abitudini fiscali che oggi si vedono nei numeri. Nel giugno 2026, la Commissione took Greece off its high-risk watchlist per gli squilibri economici.
L’UE non ha mai multato un Paese per deficit eccessivo. Il caso più vicino resta una €18.9 million penalty on Spain in 2015, per falsificazione delle statistiche, non per spesa eccessiva. Nel 2003, Francia e Germania blocked sanctions against themselves in Consiglio. I ministri delle Finanze votano sulle sanzioni reciproche: il difetto di costruzione è rimasto lì.
La Finlandia taglia il sostegno alla casa e congela i sussidi per restare sul percorso prescritto. La Germania ha creato un €500 billion off-budget infrastructure fund e ha ottenuto un’esenzione. Entrambi i Paesi seguono le regole. Solo uno, però, restringe la rete di protezione sociale per riuscirci.
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