La Grecia riscrive i rendimenti del cavo cipriota

Electricity users become the cable’s strongest financial insulation.
Composizione immagine · tobriefIl regolatore greco dell'energia ha aperto una consultazione sui ricavi che il Great Sea Interconnector potrà recuperare dalle bollette elettriche. Sembra una modifica tecnica, ma non lo è: riducendo la quota di debito ipotizzata nella struttura finanziaria del progetto, il gestore punta a rendere più finanziabile con prestiti bancari il cavo sottomarino previsto tra Cipro e Grecia. Il prezzo dell'operazione è evidente: una formula più rassicurante per i finanziatori può tradursi in costi più alti per i consumatori, soprattutto se il progetto accumulerà ritardi o se spese oggi contestate verranno riconosciute in seguito.
Che cosa cambia il gearing e perché pesa sulle bollette
La consultazione, aperta il 21 agosto dalla RAAEY, l'autorità greca per energia e acqua, riguarda la formula dei ricavi per la quota greca del cavo (iEnergeia). Le risposte dovranno arrivare entro l'11 settembre. Il cavo è un collegamento elettrico sottomarino da 1.208 km e 1.000 MW che dovrebbe porre fine all'isolamento elettrico di Cipro, ultimo Stato membro dell'UE non connesso alla rete europea (European Commission).
La variabile in discussione è il gearing, cioè la quota di debito assunta nel finanziamento di un progetto. I regolatori lo usano per calcolare il costo medio ponderato del capitale, il WACC, che determina il tetto annuo dei ricavi che il gestore può incassare attraverso gli oneri di rete nelle bollette elettriche.
ADMIE, il gestore della rete greca, vuole fissare il gearing al 50-60% durante la costruzione e al 40-50% negli anni successivi, quando il costo dell'infrastruttura verrà progressivamente ammortizzato. La formula attuale avrebbe previsto una quota del 60-80%, ben superiore al 45-60% applicato alla normale attività di rete di ADMIE (Sigmalive). Se si riduce il debito presunto, aumenta per definizione la quota di capitale proprio; e poiché il capitale proprio costa più del debito, perché espone gli investitori a un rischio maggiore, cresce anche il rendimento riconosciuto e dunque l'importo che il progetto può recuperare ogni anno.
È proprio quel flusso annuo di ricavi che le banche guardano prima di firmare i contratti di finanziamento. Per ADMIE e per il nuovo azionista di maggioranza Meridiam, che ad agosto ha acquisito una quota del 66%, una formula più favorevole ai finanziatori avvicina il closing finanziario (Politis, iEnergeia). Per gli utenti elettrici greci e ciprioti significa che la parte non coperta dal contributo europeo, pari a circa 657 milioni di euro, verrà recuperata attraverso gli oneri di rete (CINEA).
Cipro contesta il conto
La Grecia può affinare la propria formula, ma l'economia del cavo dipende dall'intesa tra le due sponde. In base all'attuale ripartizione dei costi, Cipro sopporta il 63% dei costi residui della tratta Grecia-Cipro, pur avendo una base di consumatori molto più ridotta (Cyprus Mail).
La distanza tra ciò che ADMIE rivendica e ciò che Cipro riconosce resta ampia. Il regolatore cipriota CERA avrebbe riconosciuto soltanto circa 82 milioni di euro dei circa 251 milioni che ADMIE sostiene di avere già speso, pari a circa il 32% (Proto Thema). Il governo cipriota ha trattenuto il primo dei cinque anticipi annuali promessi da 25 milioni di euro, spiegando che pagherà solo quando verrà emesso un NAVTEX, l'avviso marittimo che autorizza le indagini sui fondali, e quando i lavori fisici riprenderanno (Philenews). Nessun avviso di questo tipo ha finora ricevuto conferma pubblica (Cyprus Mail).
Chi guadagna e chi resta esposto
Se il cavo verrà realizzato nei tempi previsti, sarà Cipro a ottenere il beneficio maggiore: la connessione a una rete più grande significa maggiore sicurezza dell'approvvigionamento e accesso a energia meno costosa. ADMIE e Meridiam otterranno un'infrastruttura regolata a lunga durata. La Grecia consoliderà un ruolo strategico di ponte elettrico.
Se invece i ritardi si accumuleranno e i costi riconosciuti cresceranno, l'ultima garanzia resteranno le bollette. L'ex presidente di CERA Andreas Poullikkas ha sostenuto che contributi pubblici e ricavi di mercato vadano dedotti prima di parlare di aumenti tariffari (Cyprus Mail). Sul piano contabile è corretto, ma la Corte dei conti europea ha avvertito che i progetti elettrici transfrontalieri subiscono spesso ritardi, con ricavi rinviati, costi finanziari più alti e una domanda che torna sempre sul tavolo: chi paga (European Court of Auditors).
La Grecia può migliorare il modello bancario. Non può però trasformare con una formula finanziaria il rifiuto di Cipro di accettare la base dei costi. Finché i due regolatori non concorderanno su quanto sia stato speso e su quanto si possa recuperare, il cavo resterà più bancabile sulla carta che nei flussi di cassa.
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